Un vecchio adagio recitava queste parole, ed è proprio ad esse che voglio rifarmi perchè nelle ultime ore sembra alleggiare nell’aria un vento di crisi e di spaccature tra la gente comune, il comitato, e il giornalista Lannes; tutto ha origine dalla manifestazione rinviata a domenica, che ha messo tutti contro Lannes ed il comitato perchè, secondo i commercianti, non informati in tempo, dell’ evolversi della situazione e dunque alcuni costretti, a restare chiusi inutilmente.
Una giornata, quella di ieri, che secondo tanti avrebbe portato molta gente alla manifestazione, gente addirittura era arrivata da Foggia o altri paesi, sapendo della manifestazione, ma tornati a casa a braccia vuote, scuole semi-deserte, mancanza di pane o altri generi alimentari per i mancati rifornimenti; insomma a detta di molti una occasione persa.
Per fare chiarezza, la manifestazione non si è tenuta perchè espressamente vietata dalla Questura di Foggia, in mancanza di una autorizzazione, ed anche per evitare che il gruppo di ragazzi ai quali sono stati inviati i provvedimenti di diffida, subisse le conseguenze penali dello stesso atto.
Intanto fa sapere Lannes, che la scorsa sera era in piazza con uno sparuto gruppo di una quarantina di persone, che Sabato 23 Febbraio sarà in piazza Pietro Nenni per l’ultimo incontro pubblico con la popolazione, come lui stesso ci confida, incontro che assumerà i contorni di un resoconto finale della situazione, ed in cui verranno esposti i presupposti della grande manifestazione di Domenica, che vedrà la partenza da Piazza Pietro Nenni alle ore 8:30, sarà una “marcia della pace” , come il comitato ha dichiarato alla questura, una marcia, che terminerà pacificamente nei pressi della S.S.16 all’altezza della stazione di Servizio Novelli.
A questo punto è chiaro che emergono delle spaccature, ma è altrettanto chiaro che si è ad un punto di svolta, ed arrivare disgiunti non è la cosa ideale, sarebbe opportuno intraprendere insieme una strategia pacifica e chiara, che dimostri alle istituzioni, che la Discarica non la vogliamo!

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