In occasone della Festa dei Lavoratori, e del Concerto del Primo Maggio a Roma, l’ Arci Travel di Stornara ha organizzato un pulman, per tutti coloro che volessero assistere al fantastico concerto, che anche quest’ anno sarà trasmesso in diretta dalla Rai, l’ Associazione, che nella scorsa estate ha organizzato alla grande il Rockstock nella cittadina Stornarese, di cui nell’ articolo è inserita la foto, è sempre attiva per quanto riguarda le manifestazioni musicali.

Questo il Programma del 1° Maggio

Partenza da Stornara ore 5:00 a.m. (via Iolanda, fermata Autobus di linea)

Arrivo a Roma ore 09:00 a.m. (circa), l’arrivo è previsto al Parcheggio Anagnina, per poi rggiungere in metropolitana P.zza San Giovanni Cornice anche quest’ anno del Concerto.

Partenza Ritorno a fine concerto sempre dal Parcheggio Anagnina.

Il costo è di 30€ per info 328-7618017 oppure 320-4026209

Il Concerto di quest’ anno è dedicato al tema delle Morti Bianche e vedrà sul palco Subsonica, Aftherhous, Baustelle, Irene Grandi.

19 risposte a “Concerto 1° Maggio, l’ Arci di Stornara c’è”

  1. Avatar ortese
    ortese

    VORREI POSTARE UNA DOMANDA A TUTTI I LETTORI DI QUESTO BLOG…

    DOMANI E’ IL PRIMO MAGGIO.. LA FESTA DEL LAVORO..

    Il 1° Maggio nasce come momento di lotta internazionale di tutti i lavoratori, senza barriere geografiche, né tanto meno sociali, per affermare i propri diritti, per raggiungere obiettivi, per migliorare la propria condizione…CONDIZIONE MOLTO LONTANA DALLA MEDIA PER QUANTO RIGUARDA LA NOSTRA CITTA’ DI ORTA NOVA..

    PERCHE’ IN UNA CITTA’ COME ORTA NOVA CON GRANDISSIME POTENZIALITA’, RISORSE AGRICOLE ED ECONOMICHE BISOGNA ESSERE COSTRETTI AD EMIGRARE AL NORD PER AVERE UN LAVORO???
    DI CHI E’ LA COLPA??
    PERCHE’ SUCCEDE QUESTO??

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  2. Avatar sinistracritica
    sinistracritica

    Proviamo a rispondere?
    OK.
    Cominciamo con una breve ricostruzione della STORIA ECONOMICA (questa sconosciuta) di Orta Nova.

    Con una lettera del 1429 la regina Giovanna II dà incarico di sovrintendere alle necessità di chi conduceva le greggi al pascolo in Puglia e Capitanata, istituendo così la “mena”, regolata nel 1447 con nuove norme da Alfonso d’Aragona. A tali pascoli, riuniti in cmprensori, fu dato il nome di “locazioni” e nel 1548 venne istituita la “locazione d’Orta”. il 2 novembre 1611 il feudo veniva acquistato dai Gesuiti che iniziarono la trasformazione della residenza imperiale; nel 1615 è documentata una spesa di 800 ducati per la costruzione di taverna e masseria; i Gesuiti in seguito continuarono ad investire, spendendo nel 1645, 1.500 ducati per ampliare il palazzo e coostruire la Chiesa, demolita nel 1951 quando scomparve l’arco federiciano studiato dall’Haseloff. Nel 1731 l’edificio veniva completato, assumento la conformazione ad “L”, visibile ancora oggi. Attorno al convento dei Gesyuiti ed alla Chiesa sorgevano i primi nuclei abitativi di Orta Nova. Espulsi i Gesuiti nel novembre del 1767, il grande feudo ritornò alla corona. Nel 1773, per ordine di S.M. Ferdinando IV (poi I), furono istituite le colonia di Orta, Ordona, Carapelle, Stornarella e Stornara: i “Cinque Reali Siti”. Ciascun colono ebbe in affitto renovandum una partita (10 versure) di terreno sativo, due bovi, le sementi, una casa con due versure di mezzana ad uso di pascolo. Le famiglie che concorsero alla censuazione di Orta (105) e dei villaggi annessi di Ordona (93) e di Carapelle (56) vennero dalla Capitanata, dalla terra di Bari e dal Principato Ultra. Le colonia furono poi vendute dal Borboni; e nel 1795, rescisso il contratto, vennero cedute al duca Nicola de Sangro. In seguito, in un clima di rinnovamento politico – sociale, il re Giuseppe Napoleone I affrancò gli abitanti da ogni sospensione sopprimendo la Dogana delle pecore, per dare migliore assetto ai cinque siti. Per la legge sul Tavoliere, i coloni furono chiamati a rinnovare il contratto che da affitto temporaneo divenne perpetuo. Nel 1806 Orta, con altre colonie vicine, veniva riacquistata dal Demanio e due anni dopo, con decreto di Giuseppe Napoleone I, Orta fu eretta a comune autonomo. Il 26 ottobre 1863 ad Orta veniva aggiunto il suffisso Nova per distinguerla da altre località italiane con lo stesso nome. Secondo studi recenti la storia di Orta Nova avrebbe origine in epoca romana per via di una villa romana ritrovata nelle vicinanze della città.

    Quanto sopra è tratto da wikipedia.org.

    Come si può desumere dalla STORIA, si tratta di un Comune molto, molto giovane, sorto sulle terre di Capitanata che, stante il vincolo di pascolo NON SI SONO MAI SVILUPPATE. La presenza infatti di quel vincolo, sopravissuto fino a tempi relativamente recenti, ha fatto si che la Capitanata fosse quel posto desolato che conosciamo.

    I vari “Coloni” sono arrivati nel territorio di Orta da ogni dove, ma specie dal Sub-appenino e dal Barese. Infatti a portare la coltivazione dei vigneti “a tendone” è stato un folto gruppo di coloni provenienti da quel di Mola di Bari (terra che, di converso, scontava il sovraffollmento contandino). A tutto ciò si aggiunga il fatto che la bonifica di un territorio di per sè paludoso e a rischio allagamenti è stata ultimata solo negli anni 60′. Negli stessi anni veniva (finalmente!!) completato l’allacciamento alla Rete Elettrica Nazionale degli insediamenti rurali.

    STUDIO SULL’ACCUMULAZIONE DI CAPITALE AD ORTA NOVA

    Lo studio dello sviluppo passa attraverso lo studio della materia prima: il capitale. Soprassedendo per brevità sul significato economico dei processi di accumulazione (ed espansione) dello stesso, già la breve descrizione storica dovrebbe bastare a capire com mai esso sia piuttosto scarso. A ciò si aggiunga una notevole distorsione, presente un pò in tutta la Capitanata, ma in maniera particolare ad Orta Nova, ovvero: LA QUASI TOTALE ASSENZA di capitali-disponibilità-liquide da investire in attività produttive o nei servizi. In altre parole il capitale ad Orta Nova c’è, ma è tutto IMMOBILIZZATO in Terreni e Fabbricati. Esistono diversi nuclei famigliari che pur avendo un capitale di 1.000.0000 di euro (corrispondenti al valore di circa 40 ettari di terreno) fanno una vita “di stenti”, perchè le disponibilità liquide sono scarse.

    La cronica mancanza di liquidità, oltre a costituire una grave limitazione agli investimenti in imprese produttive di beni e/o servizi, limita in maniera notevole I CONSUMI.

    Questa è anche la ragione per cui non sono pochi gli esercizi commerciali che ad Orta Nova tirano a mala pena il carretto.

    COSA FARE?

    Individuato il male, trovata la cura. La ragione principale della situazione di sottosviluppo del territorio Ortese è la mancanza di capitali liquidi da investire in attività rischiose. Quello che si potrebbe fare, a livello amministrativo, non è molto. Non usufruendo il Paese dei contributi (cospicui) che arrivano alle comunità montane idi Ascoli, Candela, Deliceto (per esempio) i contributi diretti che il Comune può offrire agli investitori sono pochini.

    Si può però (si potrebbe) spingere all’aggregazione. In altre parole il Comune potrebbe (ma non è proprio immediato e facile) creare uno sportello di promozione ed incentivazione all’aggregazione in società di capitali (s.r.l. o s.p.a.), attraverso la predisposizione di un apposita convenzione con professionisti locali (es. commercialisti) e banche (per l’accesso al credito) finalizzato alla creazione di aziende di produzione e trasformazione dei prodotti agricoli. Ancora si potrebbe (ma non è immediato) promuovere la creazione di un consorzio, ovvero di un UNICO soggetto giuridico che si occupi dello stoccaggio di tutti i prodotti agricoli del territorio. In tal modo si eviterebbe il triste fenomeno dei prodotti agricoli svenduti a due lire al commerciante napoletano di turno. L’ENORME massa critica della nostra produzione, metterebbe in consorzio in grado di avere un ENORME POTERE CONTRATTUALE: in tal modo aumenterebbe (di moltissimo) il valore aggiunto delle noste produzioni, ovvero il P.I.L Ortese. Si incentiverebbe così, quindi, quel processo di accumulazione di capitali che poi porterebbe alla creazione di aziende nate dall’investimento delle risorse così ottenuto. Poi…poi il resto lo fà “il mercato”. A tal proposito si potrebbe creare anche un’altro consorzio-pubblic company (s.p.a. per “PUBBLICA SOTTOSCRIZIONE”, che hanno fatto le fortune delle economie anglosassoni, ma praticamente sconosciute in Italia) la cui attività (continua per 365 giorni all’anno) sarà quella della promozione con mirate campagne di Marketing dei nostri prodottti, in maniera tale da curare lo sviluppo del mercato per le produzuioni delle nascenti aziende di trasformazione…

    Si può fare, tanto…però, però…l’enomia è una scienza. Non improvissazione. Se non si tiene ben a mente questo, difficilmente si arriverà a soluzioni concrete… (e non solo ad Orta).

    Saluti

    PS: và da se che, come avrai/avrete capito, la “colpa” non è di nessuno, ovvero è di tutti, quindi…di nessuno.

    ri-Saluti walliù

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  3. Avatar il ficcanaso
    il ficcanaso

    Concordo pienamente con te “sinistracritica”, purtroppo nel nostro paese regna la diffidenza e creare una società, consorzio o cooperativa che sia, è impresa molto difficile.
    Se pur, numericamente parlando, si potranno vedere grandi risultati economici per gli agricoltori, l’ignoranza e il modo spregiudicato che “noi” ortesi abbiamo di criticare chi ci rappresenterebbe (amministratori, presidenti) delle società di cui sopra, non durerebbe più di un biennio.
    Con questo, voglio dire, che se un presidente di un consorzio, acquistasse un’auto di grossa cilindrata, si griderebbe subito: “a ladro!!” ignorando totalmente l’attività produttiva dello stesso, senza considerare il valore aggiunto dei profitti portato nelle tasche anche degli stessi agricoltori.
    In tante regioni del nord e del centro Italia, gli agricoltori si sono organizzati già da molto tempo con cooperative o consorzi, e i profitti che ne ricavano sono il doppio rispetto a quelli della capitanata.
    Vi è mai capitato di ammirare la bellezza delle piantagioni lungo l’autostrada A14 dall’altezza di Pescara in su? È spettacolare, tutto sembra essere un disegno di un’artista, anche i frutteti sono ben curati. Da noi, non c’è neanche la cultura di fare un sondaggio sulle semine da farsi, si guarda sempre il vicino o chi ha avuto la meglio. Se i pomodori sono andati male l’anno precedente, nessuno li coltiva l’anno successivo, oppure, se i carciofi sono saliti alle stelle, tutti coltivano carciofi e con la conseguenza del crollo del prezzo.
    Si deve avere la consapevolezza che i prodotti andrebbero diversificati in tutta la capitanata e puntare alla qualità e non alla quantità.
    Una grande società farebbe questo, avrebbe il compito di bilanciare i prodotti da seminare valutando anche le caratteristiche del terreno (ma anche su questo scatenerebbe l’inferno: e perché proprio io devo piantare i pomodori ;-(, etc.etc.) e poi, pensare a vendere il prodotto sul mercato internazionale senza doversi abbassare i pantaloni con i napoletani affaristi.
    Ad Orta Nova è utopia!!! Visto che la speranza è ultima a morire, speriamo di non morire disperati e che un giorno, i giovani agricoltori, (aghi nel pagliaio) possano cambiare la cultura agricola del nostro territorio.
    Saluti walliù

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  4. Avatar losservatoreortese
    losservatoreortese

    Il giro affaristico-politico di Orta Nova e’ notevole e ben piu’ grande di quello che si intuisce a prima vista.
    La ricchezza e’, piu’ che altrove, concentrata in pochissime mani e queste mani sono non solo quelle della malavita organizzata (clan Gaeta), ma e’ anche “privilegio” di pochissimi soliti “nomi” che sistematicamente “trafficano” con “l’assessore giusto di turno”, con il “supersindaco” in carica. Siamo letteralmente bloccati.
    Questo e’ un fenomeno che si e’ accentuato in questi ultimi 10-15 anni(casualmente!) e con la concomitanza e sospetta proliferazione di sportelli bancari di prim’ordine(casualmente!) in Orta Nova.
    Inutile sottolineare che un istituto bancario effettua studi socio-economici piuttosto articolati e complessi del territorio e della popolazione in cui prevede di aprire una propria sede.
    Le banche sono la “cartina di Tornasole” del reale giro d’affari del paese preso in esame. Sarebbe bello (e impossibile) scoprire i conti e i movimenti bancari di una decina di “soggetti” che ho in mente per svelare dove vanno a finire parte dei sussidi e sovvenzioni che i vari enti europei, statali e regionali continuano ad elargire al comune di Orta Nova.
    Questa e’ la risposta alle retoriche domande poste dall’”ortese”.

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  5. Avatar sinistracritica
    sinistracritica

    Direi però che è ben ora di fare le cose a modino, che dici?
    Quello del controllo sull’operato di un’amministratore di un azienda è problema ampiamente risolto dal diritto commerciale…

    Questione anche di cultura. Però come dire: chi ben comincia…

    Intanto…a proposito di concretizzare…Problema Asili?

    Ci pensa (ancora!!) Lui :) :)

    grande Nichi!!!!

    http://www.regione.puglia.it/index.php?page=curp&id=3250&opz=display

    Ecco la politica concreta che qualcuno chiedeva (vero l’osservatoreortese?).
    Ora, SE il Comune dovesse perdere questi finanziamenti, allora SI, sarebbero colpevoli…

    Saluti

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  6. Avatar il ficcanaso
    il ficcanaso

    forse, l’ortese, caro sinistra critica, auspicava ad una risposta diversa da quella che noi abbiamo dato spontaneamente. Credo che l’obbiettivo è quello di colpevolizzare la classe politica. Beh, caro/a ortese, la politica può aiutare, ma non fa miracoli. Siamo noi che dobbiamo cambiare ed essere più ambiziosi, senza avere la pretesa che i politici ci debbano raccomandare per un posto di lavoro. Bisogna accorciarsi le maniche, crescere culturalmente ed avere la consapevolezza che possiamo farcela.
    Qui, si pensa più ai sussidi che ad altro, quindi, derubare lo stato (noi stessi).
    Su questo, non c’è molta differenza tra noi e i politici.

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  7. Avatar il ficcanaso
    il ficcanaso

    ho letto il sito, sono per asili nido!!! per bambini da 0 a 3 anni!! tu credi che sia valido anche per noi?

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  8. Avatar maiellaro
    maiellaro

    CHE FINE HA FATTO IL NOSTRO ASSESSORE ALLA SANITA’ DINO RUSSO?

    VOGLIO RICORDARE ALL’ASSESSORE, NELLA SPERANZA CHE NON SIA STATO DURAMENTE REDARGUITO DA ENTITA’ SUPERIORI, CHE SONO IN SOSPESO DUE QUESTIONI DI INTERESSE PUBBLICO:

    1° LA QUESTIONE DELL’ANTENNA ABUSIVAMENTE IMPIANTATA DI VIA ROSATI E VISIBILE DA CORSO A. MORO.
    lA DOMANDA SEMPLICE E DIRETTA E’ SE IL COMUNE, IN VIRTU’ DEL FATTO CHE LA SUDDETTA ANTENNA E’ SPROVVISTA DELL’AUTORIZZAZIONE ARPA ALLA SUA IMPIANTIZZAZIONE, ABBIA PROCEDUTO AD INVIARE ALLA TELECOM LA RICHIESTA FORMALE DI SMANTELLAMENTO DELLA SUDDETTA.

    2° LA QUESTIONE DELL’INCENERITORE DI PROSSIMA COSTRUZIONE IN LOCALITA’ TRESSANTI.
    SI CHIEDE SE, COME PROMESSO IN UN PRECEDENTE POST PERSONALMENTE DALL’ASSESSORE RUSSO, IL COMUNE SI STIA ATTIVANDO PER ORGANIZZARE UN DIBATTITO INFORMATIVO CON LA PRESENZA DI AUTORITA’ E PERSONALITA’ DEL MONDO POLITICO, SCENTIFICO E GIORNALISTICO COMPETENTI IN MATERIA DI TERMOVALORIZZATORI.
    IL TEMPO STRINGE, LA SALUTE E’ DI TUTTI.
    SONO ATTESE CORTESI RISPOSTE.

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  9. Avatar il ficcanaso
    il ficcanaso

    Maiellaro,
    non insistere, con il vostro modo di fare, il sig. Dino Russo abbia deciso di desistere.
    Pur mostrandosi disponibile in questo blog, ci sono persone che approfittano della sua disponibilità, per poi sfrecciare attacchi, e questa, non è, una cosa buona.

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  10. Avatar maiellaro
    maiellaro

    INVECE INSISTO ECCOME!
    LASCIA DECIDERE ALL’ASSESSORE SE E’ IL CASO DI CONTINUARE AD INTERESSARSI DELLE QUESTIONI DI SALUTE PUBBLICA O DI LASCIARE PERDERE PERCHE’ NON E’ PIU’ IN GRADO……..DI ESSERE INDIPENDENTE.

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  11. Avatar il ficcanaso
    il ficcanaso

    se ci tieni e sei sincero, per quale motivo non vai a trovarlo personalmente? Io lo conosco, e credo che darà tutta la sua disponibilità, in quanto è totalmente indipendente.
    Ma non credo (anche se insisti), che lui si debba sentire obbligato a risponderti in questo blog.

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  12. Avatar lucacaporale

    Intervengo a proposito delle domande di Maiellaro per informarvi che presto il Blog si occuperà anche della situazione delle antenne, con uno speciale approriato, approfittando anche della grande disponiblità dell’ Assessore Russo, cercheremo di raccogliere tutte le vostre domande sull’ argomento, stabilendo così un filo diretto con l’ Amministrazione Comunale, infatti posso anticiparvi la piena disponibilità da parte di Assessori e Consiglieri, nonchè del Sindaco, sulla questione.
    Cerchiamo di mettere da parte le polemiche, lasciando spazio ad una discussione libera e soprattutto costruttiva, c’ è di positivo in tutto ciò che la gente ora si è svegliata da un letargo che purtroppo ci aveva condotto in una apatia, che tanta confusione rischia di generare, forse il merito di tutto ciò è proprio di Lannes, come più parti hanno ammesso, ma ora è il tempo di mettere da parte le polemiche e di approfittare di questo blog per discutere in maniera costruttiva e civile.
    Grazie a Tutti e buona navigazione!

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  13. Avatar maiellaro
    maiellaro

    COSA CENTRA LA SINCERITA’? SEI FUORI TEMA.
    LE DOMANDE E GLI ARGOMENTI SONO DI INTERESSE PUBBLICO E LE RISPOSTE SI PRESUMONO CHE DEBBANO ESSERE PUBBLICHE.
    FINORA IL DIALOGO SU QUESTO BLOG E’ STATO CORDIALE E COSTRUTTIVO DA PARTE DEGLI INTERLOCUTORI DELL’ASSESSORE RUSSO E NON VEDO MOTIVO PER IL QUALE SI DEBBA CAMBIARE METODO, SALVO DISPOSIZIONI “DALL’ALTO”.
    MA POI, SCUSA, TU SEI IL SUO PORTAVOCE?
    LASCIA CHE SIA LUI A RISPONDERE, MI SEMBRA CHE FINORA SI SIA DIMOSTRATO “UN UOMO” E NON UNA MARIONETTA.

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  14. Avatar maiellaro
    maiellaro

    APPROFITTO, FACENDO SPONDA AL POST DI LUCA CAPORALE, NEL FAR NOTARE COME INTENDO UTILIZZARE QUESTO BLOG PER RISOLVERE QUESTIONI DI INTERESSE COLLETTIVO, SENZA PAROLACCE, SENZA INSULTI.
    SPERO CHE L’ESEMPIO SIA SEGUITO DA CHI SCRIVE SOLO PERCHE’ GLI PRUDONO LE DITA E NON HA ARGOMENTAZIONI DI INTERESSE PUBBLICO.
    CIAO.

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  15. Avatar Dino Russo
    Dino Russo

    Buona sera a tutti gli utenti del blog e in particolare a te caro maiellaro.
    Scusami se utilizzo questo appellativo affettuoso nei tuoi confronti, ma vedo che non perdi tempo a “punzecchiare” !!
    Non ti preoccupare, la tua speranza non è vana poiché non sono stato “DURAMENTE REDARGUITO DA ENTITA’ SUPERIORI”,perché prima di tutto non vedo i motivi, in quanto credo che la salvaguardia del nostro paese sia più importante di una carica pubblica e comunque , anche se fosse così, non avrei nessun problema in merito. Vorrà dire che continuerò le mie\nostre “battaglie” da cittadino ortese.

    A parte la retorica del mio saluto, vi comunico che l’ARPA ha già cominciato, circa due giorni fa, il monitoraggio delle antenne, partendo da quella, considerata da me come priorità perché situata in area “sensibile”, in via Puglie.
    E’ ovvio, come giustamente mi faceva notare qualcuno tecnicamente più esperto di me, che questo monitoraggio durerà per più di 48 ore.
    Non so di preciso, ma credo che entro la fine della prossima settimana si possano avere già i risultati di questo impianto. E così via discorrendo per tutte le altre………

    Per l’antenna di via rosati, ci serve ancora qualche giorno per fare dei controlli incrociati sulla presenza del parere preventivo ( ARPA-COMUNE-TELECOM-PROPRIETARI) e poi passeremo ai fatti, stanne sicuro.

    Passo poi all’ultima tua domanda, dove per l’appunto, ho dato disponibilità sull’organizzare un convegno per quanto riguarda gli inceneritori\termoavvelenatori.
    Volevo attendere che si formasse la nuova amministrazione provinciale in modo tale da renderla subito partecipe di quelle che sono le problematiche a noi più “care”, cercando così di responsabilizzarla e sensibilizzarla quanto prima al nostro territorio e alle “nostre” esigenze.

    Non appena avrò ulteriori informazioni, vi farò sapere come preventivamente Luca ha riportato nel post precedente, l’amministrazione ha dato ampia disponibilità in merito.

    Grazie.

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  16. Avatar maiellaro
    maiellaro

    CARISSIMO ASSESSORE, ERO STATO INFORMATO ALCUNI GIORNI FA, CON MIO GRANDE PIACERE, DEL MONITORAGGIO ARPA IN PROSSIMITA DELLA SCUOLA OLIVETTI PER VERIFICARE IL CAMPO ELETTROMAGNETICO DELLA ZONA INTERESSATA DALL’ANTENNA TELECOM DI VIA PUGLIE, MA LE RICORDO CHE LA NORMATIVA IN MATERIA DOVREBBE OBBLIGARE IL COMUNE A CHIEDERE ANNUALMENTE LA VERIFICA ALL’ARPA DI TUTTE LE ANTENNE TELEFONICHE.
    COMUNQUE E’ UN BUON INIZIO.
    RIGUARDO ALL’ANTENNA TELEFONICA UMTS DI VIA ROSATI RITENGO GENIALE LA TROVATA DI PERDERE TEMPO PER “CERCARE” CHISSA’ DOVE IL PARERE PREVENTIVO DELL’ARPA CHE DOVEVA ESSE RILASCIATO PRIMA DELLA SUA INSTALLAZIONE ( LA SUA SEMBRA UNA TELECRONACA CALCISTICA: “ARPA PASSA LA PALLA AL COMUNE, IL COMUNE DETTA IL PASSAGGIO ALLA TELECOM, LA TELECOM CROSSA PER IL PROPRIETARIO IN AREA DI RIGORE……”).
    PER FAVORE SIATE SERI E NON CONTINUATE A PRENDERCI IN GIRO, LEI SA BENISSIMO CHE NON C’E’ NESSUN DOCUMENTO ARPA CHE ATTESTI ALCUNA RILEVAZIONE PREVENTIVA NELL’AREA “COPERTA” DA QUEST’ALTRA ANTENNA , QUINDI E’ ABUSIVA E VA’ SMANTALLATA. COMUNQUE TROVO INTERESSANTE CHE CI SIA ALMENO UNA PRESA DI COSCIENZA DEL PROBLEMA DA PARTE DELLE AUTORITA’ COMPETENTI, MA FINORA ASSENTI E RETICENTI.

    SULL’ARGOMENTO INCENERITORI INTUISCO UNA SUA PIU’ CONCRETA PREOCCUPAZIONE E ME NE RALLEGRO. LA INVITO A NON PERDERSI D’ANIMO E AD INTERPELLARE SIA IL PRESIDENTE DELLA LEGAMBIENTE PUGLIA (SE PUO’ ESSERE DI AIUTO IN UN PRECEDENTE POST LE HO COMUNICATO I SUOI NUMERI TELEFONICI), CHE LE DIVERSE ASSOCIAZIONI SIPONTINE CHE DA TEMPO SI SONO ALLERTATE PER MONITORARE LA QUESTIONE DEL COSTRUENDO TERMOVALORIZZATORE IN AGRO DI MANFREDONIA.

    P.S. LA PUNZECCHIATURA (BENEVOLA) E’ UN SEMPLICE MODO UMORISTICO DI SOLLECITARE CHI HA COMUNQUE UNA SENSIBILITA’ INNATA.
    MI SEMBRA CHE FINORA SIA STATA EFFICACE.

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  17. Avatar losservatoreortese
    losservatoreortese

    Esiste un’associazione dei “Comuni virtuosi” di cui fanno parte numerosissime citta’, grandi e piccole, di ogni parte d’Italia che fanno letteralmente a gara nel presentare e realizzare progetti che hanno come tematica il risparmio energetico ed il riciclo dei rifiuti urbani. Allego il rapporto di Legambiente che fotografa una realta’ interessante di cui pero’ Orta Nova non fa ancora parte(la colpa e’ dei nostri amministratori comunali che si sono avvicendati in questi anni, ma anche del nostro disinteresse ad una vera crescita collettiva).
    Vi invito anche a collegarvi al sito dei Comuni virtuosi per “sbirciare” i singoli progetti realizzati.

    Il rapporto di Legambiente

    Sono 1.262 I Comuni delle fonti rinnovabili in Italia. La seconda edizione del Rapporto di Legambiente fotografa una realtà in crescita sia in termini di numeri che di buone pratiche locali. Ne viene fuori una mappatura della distribuzione dei diversi tipi di impianti nel territorio italiano, costruita incrociando i dati del questionario inviato agli oltre 8mila Comuni italiani con i dati del GSE, di indagini e studi.

    Alla base della ricerca c’è l’obiettivo di capire il processo di diffusione che stanno avendo nel territorio italiano le “nuove” rinnovabili, ossia il solare fotovoltaico e termico, l’eolico, i piccoli impianti idroelettrici, la geotermia, le “vere” biomasse. Perché sono qui le potenzialità e le opportunità per far crescere dall’attuale 19% al 25% al 2011 la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili come previsto dalla Direttiva Europa e dallo stesso programma del Governo. Sono infatti del tutto evidenti i limiti di sviluppo – se non in termini di rewamping – del grande idroelettrico nel nostro Paese e i divieti europei a considerare i rifiuti non biodegradabili come biomasse. Realizzare quell’obiettivo avrebbe un effetto straordinario non solo in termini di riduzione dei consumi e delle importazioni di fonti fossili, ma anche in termini di innovazione e creazione di posti di lavoro, permetterebbe finalmente un inversione di tendenza rispetto all’andamento delle emissioni di CO2 – principali responsabili dei cambiamenti climatici del Piantea – che a differenza di quanto stabilito con il Protocollo di Kyoto sono aumentate in Italia dal 1990 ad oggi del 13% invece di ridursi del 6,5%.

    Una fotografia dal territorio della diffusione delle fonti rinnovabili risulta essenziale proprio perché sono diverse le opportunità di diffusione nel territorio e nelle città delle diverse fonti. Capire i processi in corso nei Comuni, approfondire le “vocazioni” dei diversi paesaggi, le potenzialità rispetto alle diverse fonti rinnovabili è indispensabile per costruire politiche capaci di sviluppare appieno nel territorio questo tipo di impianti. Solare, eolico, biomasse, idroelettrico, geotermia sono infatti risorse importanti del territorio italiano ma distribuite in maniera differenziata nelle diverse Regioni.

    Le “nuove” rinnovabili rappresentano la migliore opportunità per una generazione energetica distribuita che permetta di rispondere ai fabbisogni dei cittadini attraverso le fonti rinnovabili con l’obiettivo di una progressiva autonomia energetica e di liberarsi dalle fonti fossili, dentro un sistema energetico efficiente e moderno capace di scambiare energia in rete.

    Per compiere il necessario salto di qualità nella diffusione e recuperare la distanza da Paesi come Spagna e Germania occorre ragionare in modo nuovo, abbandonando i canoni delle vecchie fonti fossili che portano a guardare ai territori in termini di piattaforme che semplicemente ospitano gli impianti. La prospettiva più lungimirante non è infatti quella esclusivamente “quantitativa”, ma invece una che porta a pensare in termini di integrazione delle politiche energetiche e territoriali, di innovazione industriale. La direzione è infatti quella di avvicinare e offrire risposta alle specifiche domande di energia, e quindi di diffusione di impianti solari fotovoltaici su tutti i tetti degli edifici, di impianti eolici, a biomasse, idroelettrici integrati nei territori, e insieme di aumentare considerevolmente l’efficienza energetica, di ridurre drasticamente il fabbisogno per il riscaldamento domestico attraverso una ristrutturazione bioclimatica diffusa, di soddisfare i fabbisogni termici domestici in larga parte con pannelli solari termici e di teleriscaldamento. Il territorio ha oggi in mano una leva fondamentale per promuovere e realizzare politiche energetiche sostenibili, che progressivamente portino a liberare città e regioni dalla dipendenza delle fonti fossili.

    Nei 1.262 Comuni delle rinnovabili in Italia abbiamo situazioni molto diverse, di realtà virtuose che monitorano l’evoluzione, promuovono interventi e hanno in mente una chiara direzione energetica, a Comuni che semplicemente sono in classifica perché hanno la fortuna di avere qualche cittadino o azienda che ha scelto quell’area per investire nell’eolico o nel solare fotovoltaico. L’Italia si distingue nel panorama europeo per il protagonismo dei “piccoli comuni”, sono infatti in realtà al di sotto dei 5.000 abitanti i migliori risultati e le esperienze più innovative. Di realtà che hanno capito che questo tipo di investimenti non solo è conveniente da un punto di vista energetico e ambientale, ma anche a livello economico e occupazionale e può innescare una prospettiva di qualità nel territorio. Grazie alle rinnovabili si sono creati nuovi posti di lavoro, portati servizi e creato nuove prospettive di ricerca oltre, naturalmente, ad un maggiore benessere e qualità della vita. Non ultimo grazie a questi interventi si sono ridotti consumi energetici e bollette dei cittadini, offrendo anche una risposta concreta alle molteplici crisi di gas che hanno interessato il nostro paese negli ultimi anni. Le grandi città italiane sono invece indietro nello sviluppo delle fonti energetiche pulite, mentre in tutta Europa le rinnovabili sono il motore di una strategia energetica comunale che punta a ridurre inquinamento e emissioni di CO2.

    Il premio Comuni rinnovabili a partire da quest’anno sarà intitolato a Maurizio Caranza, il Vicesindaco del Comune di Varese Ligure recentemente scomparso, che grazie a una straordinaria curiosità, passione e anche caparbietà ha svolto un ruolo fondamentale in questi anni per tutti coloro che guardavano con ottimismo alle fonti rinnovabili, da autentico pioniere. Quando oggi l’esperienza di Varese Ligure si legge su tante riviste ed è una Best practice europea quale ‘’migliore comunità rurale dell’Ue, per aver attuato il progetto più completo ed originale di sviluppo sostenibile” non bisogna mai dimenticare da dove si partiva solo 15 anni fa quando da Sindaco si trovò di fronte al dramma di un declino che era realtà tanto sul piano anagrafico che su quello economico. La sua intuizione di spingere sulla qualità ambientale era vista allora come una scommessa che difficilmente avrebbe pagato. E invece in pochi anni grazie agli impianti eolici e fotovoltaici il Comune ha un surplus energetico e economico, Varese Ligure è stato il primo Comune in Italia certificato Emas, premiato dall’Unione Europea nell’ambito dei Programmi “Energia Intelligente” della CE e ha l’invidiabile primato del 95% di agricoltura biologica nel territorio comunale

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  18. Avatar sinistracritica
    sinistracritica

    “…la colpa e’ dei nostri amministratori comunali che si sono avvicendati in questi anni, ma anche del nostro disinteresse ad una vera crescita collettiva…”

    Ok, losservatoreortese,
    finalmente cominciamo a capirci…Fare autocritica è il primo passo per poter poi (eventualmente) criticare la terza parte. CRESCERE come comunità sarà un processo lungo e difficile: come tutti i processi di crescita anche quello economico-sociale è un processo NON LINEARE che abbisogna di una serie di imprenscindibili fattori (la COMUNITA’ COESA, il sindaco appassionato, il gruppo industriale che fiuta l’affare, la collaborazione reciproca…) per potersi correttamente svolgere con il coinvolgimento ed il contemperamento del maggior numero d’interessi-esigenze-bisogni possibile.

    Bello il post. Costruttivo…un’altro tassello per un costruire un FUTURO POSSIBILE…

    Saluti

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  19. Avatar signoraimpellicciata
    signoraimpellicciata

    Invito gli affascinanti assessori Russo(alla sanita’) e D’Agostino(alla cultura) ad acquistare il seguente interessantissimo libro che parla dei Comuni Virtuosi Italiani. Vi assicuro che c’e’ tanto da imparare dalla lettura di queste 90 paginette.

    Il titolo del libro e’:
    Comuni Virtuosi
    Nuovi stili di vita nelle pubbliche amministrazioni

    Marco Boschini

    Prezzo € 7,00

    EMI Editrice Missionaria Italiana

    Decine di amministrazioni comunali sparse in tutta Italia sono impegnate a dare vita a un coordinamento nazionale, allo scopo di mettere in comune esperienze, progetti e idee riguardanti pratiche di politica energetica e ambientale che dovrebbero essere diffuse su tutto il territorio italiano.

    p.s. potreste anche dividerVi il costo del libro se l’importo e’ eccessivo.

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