Il giallo dell’ omicidio del tunisino Mustafà Nouaili, ritrovato nelle campagne di Orta Nova in località Posta delle Canne, impiccato e con mani e piedi legati, si è risolto nella giornata di oggi, infatti a 24 ore di distanza dal delitto è stato arrestato un connazionale dell’ uomo, anch’egli irregolare. Glay Ghammourri, questo il nome dell’uomo, di 30 anni è stato raggiunto dalle forze dell’ ordine nella sua casa a Carapelle, all’ alba di oggi. Gli inquirenti sarebbeo risaliti al connazionale della vittima, scavando nel passato di Mustafà, che nello scorso mese di dicembre avrebbe denunciato il suo omicida , per difendere una ragazza polacca. Ghammourri che in passato ha militato nelle forze speciali tunisine, sarebbe stato definito dal magistrato inquirente, Vincenzo Maria Bafundi, una sorta di Rambo vista l’ efferatezza del crimine e il passato dell’ aggressore, che avrebbe dopo il suo fermo confessato l’ omicidio ammettendo di aver raggiunto la vittima al casolare a piedi e di aver proceduto da prima a bucare le ruote delle due autovetture di Mustafà, e poi avrebbe coplito la sua vittima con calci e pugni, successivamente avrebbe coperto la testa dell’ uomo con alcuni indumenti, infatti secondo la religione islamica, con tale gesto si impedirebbe all’ anima di giungere in paradiso, non potendo così trovare la strada per raggiungerlo; una volta fuori dal casolare avrebbe poi impiccato la vitima ad un palo della luce. Sarà ora l’ autopsia a chiarire se Mustafà fosse morto prima o dopo l’ impiccaggione. Oltre alla confessione ci sarebbero ulteriori prove che incolperebbero il tunisino, come ad esempio le scarpe sporche di sangue, che l’ omicida avrebbe dimenticato di pulire, perchè si sospetta che al momento dell’ aggressione, lo stesso fosse ubriaco.

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