I Carabinieri del N.O.E. (Nucleo Operativo Ecologico) di Bari, autori dell’ operazione Black River che appena due settimane fa ha fatto scattare le manette ai polsi di Rocco Bonassisa, patron della Agecos Spa e di altri 12imprenditori, a riguardo della ormai tristemente nota Discarica di Deliceto, con l’ accusa di Disastro Ambientale e Associazione a delinquere, hanno sequestrato a Palazzo Dogana numerosi fascicoli riguardanti le autorizzazioni concesse dagli Uffici Tecnici dell’ Ente Provinciale e nello specifico dall’ Assessorato all’ Ambiente. Lo si è appreso nei giorni scorsi dalle pagine della Gazzetta del Mezzogiorno, nello specifico sarebbe stato sequestrato il materiale riguardante la discarica di Deliceto, ma a finire sotto sequestro, sempre secondo il quotidiano pugliese, ci sarebbe anche il materiale riguardante la discarica di Passo Breccioso e di Orta Nova (Ferrante).
Fin dall’ inizio i magistrati inquirenti avrebbero affermato che le opere dei Bonassisa, si sarebbero potute realizzare solo grazie al tacito consenso espresso dalle autorità amministrative competenti, data la gravità dei reati contestati.
Intanto anche il WWF Italia, oltre alla già nota Regione Puglia, si è dichiarato parte offesanel processo contro i Bonassisa, la stessa associazione ambientalista avrebbe dato mandato all’ Avvocato Angelo Pasquale Masucci di San Severo, conferendo a lui ogni facoltà di legge affinchè compia anche accertamenti nell’ambito dell’indagine difensiva ai sensi delle leggi vigenti, anche attraverso sostituti, investigatori privati e consulenti tecnici. La risoluzione del Wwf deriva dalla constatazione della gravità dei reati contestati: disastro ambientale, traffico illecito di rifiuti, deviazione di acque. Appare il più grande disastro ambientale d’Italia e, pertanto, il Wwf, che persegue fini, tra l’altro, “di conservazione della fauna, flora, foreste, paesaggi, acqua, suolo e altre risorse naturali”, si considera rispetto a tali fatti parte offesa e, pertanto, legittimata a svolgere, nei limiti di legge, le proprie richieste ed istanze istruttorie anche in previsione di un’eventuale futura costituzione di parte civile.
Intanto nella giornata di oggi il Tribunale della Libertà discuterà la Richiesta di Scarcerazione, presentata dai legali di Rocco Bonassisa che avrebbero impuntato la Difesa circa la possibilità che l’ area in cui ha operato l’ azienda Agecos fosse già inquinata, infatti gli stessi legali avrebbero presentato nel dossier alcune foto scattate dal satellite che testimonierrebbero ciò, dal momento che i lavori della Discarica di Deliceto furono assegnati alla Ditta Agecos solo nel 2007, mentre le foto che dimostrerebbero il danno ambientale sarebbero state scattate nel 2005.
Riuscirà dunque il satellite a salvare Rocco Bonassisa?

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