Vi proponiamo qui di seguito le immagini della serata di sabato scorso alla Piscina Veltra, organizzata dall’ amico Savino Novelli, con in consolle Dj Pinus. Nel video alcuni momenti della Festa con il taglio – esibizione di Renato Grandone e del suo Hair Studio, il bagno in piscina e la House del Dj Pinus.

5 risposte a “Piscina Veltra 19.07.08: Le Immagini”

  1. Avatar maiellaro
    maiellaro

    L’energia infinita e a nostra completa disposizione, come il sole e il vento, sono una straordinaria opportunita’ di crescita economica e sociale per i comuni gestiti da amministratori saggi e consapevoli ed e’ ormai inprocrastinabile la questione energetica. Non si tratta di essere o meno ecologisti e ambientalisti, ma obiettivi e realisti, con una visione a 360 gradi delle problematiche energetiche territoriali.
    Gli obiettivi di Kyoto sono già una realtà in molti comuni italiani, perché il territorio ha in mano una leva fondamentale: politiche energetiche sostenibili». L’esempio e’ quello di Varese Ligure, centro dell’entroterra spezzino: avendo costruito sul suo territorio due centrali eoliche e due impianti fotovoltaici, il paese copre al 100% e in maniera assolutamente pulita il fabbisogno energetico di tutti i suoi abitanti. Il business lo hanno fiutato anche gli amministratori di Faeto (Foggia); consentendo l’installazione di 30 torri eoliche hanno incrementato il bilancio comunale di 117 mila euro l’anno, con la prospettiva di aumentare l’introito a 270 mila. Che per un comune di 800 abitanti non è male. Meritevole la politica ambientalista di Selva di Val Gardena (Bolzano): ha il record italiano di sfruttamento dell’energia solare, avendo installato 2.000 metri quadrati di pannelli, 792 ogni mille abitanti. Una direttiva Ue impone a ogni comune, entro il 2010 di far funzionare almeno 240 metri di pannelli solari ogni 100 abitanti. In Val Gardena sono avanti col programma. I fratelli minori danno l’esempio a quelli più grandi: il comune più riciclone d’Italia, nel 2006 è risultato Maserada (Treviso) che pure supera di poco la soglia dei 5.000 abitanti.
    Un comune come quello di Orta Nova, se gestito sapientemente, con una politica locale votata ad investimenti sul fotovoltaico e sull’eolico (il sole ed il vento, grazie a Dio, non ci mancano), potrebbe diventare un punto di riferimento per la Puglia e per il Sud in generale, con ritorni economici considerevoli da reinvestire in infrastrutture di cui siamo cronicamente sprovvisti e, perche’ no, nel sociale, senza necessariamente attingere a “casse depositi e prestiti” e/o indebitarsi con banche che propongono soluzioni “derivate” che rasentano lo strozzinaggio.
    La politica, quella “alta”, e’ fatta di queste cose, non di intrallazzi, concussioni, commistioni con il mondo imprenditoriale, non di favoritismi personali con arricchimenti personali a spese della comunita’ intera.
    E’ il caso di dire che la politica deve essere fatta alla luce del sole e detta ai 4 venti!

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  2. Avatar maiellaro
    maiellaro

    METTERESTE UNA CENTRALE NUCLEARE VICINO CASA VOSTRA?
    ECCO UN LINK CHE CHIARISCE QUALI SONO I SITI “ELETTI”…A VIVERE CON L’INCUBO.

    Fai clic per accedere a incidenti_nucleari.pdf

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  3. Avatar ulisse10
    ulisse10

    Un suggerimento a chi da suggerimenti non dare suggerimenti!

    In attesa che venga data risposta dal %%%% nuovo modo $$$$$ di amministrare, ho saputo che ogni danno pagato dall’Assicurazione mandataria agli sfortunati automobilisti caduti ….. accidentalmente in voragini … aperte sul fondo stradale e stranamente non viste, alle tasche dei contribuenti costa una franchigia di euro 515.00 ( un milione delle vecchie lire).

    La polizza è costata euro 45.000,00 con durata triennale.
    In base ai calcoli delle probabilità: sono stati sfortunati Amministratori, loro parenti e moltissimi probabili …. speculatori! Come si chiamerebbero se si richiedono 2 – 3 – 4 volte i danni? Sfortunati o speculatori?

    L’unico modo per accertarlo era stato suggerito dal M.llo quello Vecchierello e sempre in castigo!

    Gesù ….. non dare suggerimenti…….!

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  4. Avatar losservatoreortese
    losservatoreortese

    Ma che cos’e’ LA CASTA?

    Al Senato spesa senza freni, quest’anno sale di 12 milioni

    Quattro milioni l’anno: tanto il senato avrebbe risparmiato grazie alla riduzione dei gruppi parlamentari. Il calcolo l’aveva fatto l’Ansa, quarantottore dopo le elezioni, citando “fonti parlamentari”. Quattro milioni: sui circa 600 che ogni anno spendiamo per la Camera alta non è una gran cifra. Ma sarebbe stato sempre meglio di niente. Invece di quei quattro piccoli milioni, nel bilancio che il Senato approva oggi, non c’è nemmeno l’ombra. Anzi. Nonostante il numero dei gruppi si sia dimezzato, passando da 11 a sei, e quest’anno ce ne siano stati quindi cinque in meno per otto mesi (la nuova legislatura è iniziata il 23 aprile), spenderemo addirittura 750 mila euro in più. Il conto salirà dai 39 milioni 350 mila euro del 2007 a 40 milioni 100 mila euro: è scritto nero su bianco a pagina 65 del bilancio. L’aumento è dell’1,91%, superiore anche a quell’inflazione programmata che doveva rappresentare il limite invalicabile delle spese. Chiamiamola col suo nome: un’autentica beffa.

    Eppure ci avevano provato, alla fine dell’anno scorso, a contenere le spese del Senato almeno entro quel tetto. C’era voluta, è vero, la spallata di un emendamento alla Finanziaria presentato da Massimo Villone e Cesare Salvi, due senatori della sinistra rimasti senza seggio al pari dei loro colleghi di schieramento, per costringere l’amministrazione delle Camere, ma anche quella del Quirinale, ad assumere come riferimento l’inflazione programmata e non più, com’era stato fino ad allora, il prodotto interno lordo nominale, che consentiva agli organi costituzionali, in realtà, di fare i furbetti. Tagliare di oltre 5 milioni le previsioni di uscita del Senato per quest’anno, tuttavia, non era stato affatto facile. Ma alla fine il senatore del Pd Gianni Nieddu (non ricandidato dal suo partito) era riuscito a convincere la presidenza di Franco Marini a disdettare un contratto del personale che prevede scatti e automatismi tali da avere spinto le retribuzioni dei dipendenti del Senato a una media di oltre 131 mila euro lordi pro capite, e con un aumento di oltre mille euro al mese in un solo anno. Da quell’intervento dovevano arrivare risparmi per almeno 3 milioni e mezzo di euro, a coronamento di un impegno solenne assunto per iscritto dal consiglio di presidenza del Senato: quello di ridurre in modo significativo l’incidenza del costo del personale sulle spese correnti, che aveva ormai superato il 40%. E la manovra sugli stipendi sarebbe stata appena l’antipasto, seguito da un piatto ancora più sostanzioso: l’innalzamento dell’età minima pensionabile per tutti i dipendenti di Palazzo Madama a 53 anni.

    Sappiamo com’è andata. La fine anticipata della legislatura ha mandato in soffitta quel progetto, così chi è entrato al Senato prima del 1998 potrà continuare a ritirarsi dal lavoro anche a 50 anni, infischiandosene di scaloni e scalini. E ha mandato in soffitta anche la disdetta del contratto del personale: lo ha deciso la commissione contenziosa, uno speciale organismo interno, motivando la revoca con un vizio di forma. Il risultato è che la spesa per gli stipendi, invece di diminuire, salirà ancora: dell’1,14%. E non basta. La somma dei costi per il personale in attività e per i pensionati, che beneficiano come i dipendenti degli aumenti retributivi, ha raggiunto il 42,92% delle uscite complessive, contro il 42,74% del 2007 e il 41,52% del 2006. Numeri che hanno indotto i tre questori Romano Comincioli (Pdl), Benedetto Adragna (Pd) e Paolo Franco (Lega Nord) ad ammettere una resa senza condizioni: «Non è stato possibile conseguire l’obiettivo di inversione dell’andamento della spesa in proposito fissato dal documento sulle linee guida», hanno scritto nel bilancio. Quest’anno, poi, c’è anche la ciliegina sulla torta dei nuovi vitalizi a 57 parlamentari non rieletti e dei 7 milioni 251 mila euro per pagare gli «assegni di solidarietà» (si chiamano proprio così) ai senatori che hanno perso il posto.

    Risultato: le spese correnti del Senato raggiungeranno quest’anno 570,6 milioni, 12 milioni 273.500 euro in più rispetto al 2007, con un aumento del 2,20%. Alla faccia di un’inflazione programmata dell’1,7%. Si dirà che il costo della vita è salito molto di più, e comunque nel bilancio c’è l’impegno a non far salire nel 2009 le spese oltre l’1,5% programmato dal Tesoro. Ma questo cambia poco. La sostanza è che le spese continuano ad aumentare, con poche eccezioni. Il costo per i servizi di ristorazione, per esempio cresce dello 0,76% a 2,8 milioni. Quello per le pulizie e il facchinaggio aumenta invece del 6,53%, da 4,3 a 4,6 milioni. La bolletta dell’acqua, poi, non si schioda dai 300 mila euro. Mentre la spesa per «servizi informatici e riproduzione» si incrementa addirittura del 13,44%, raggiungendo 9,3 milioni. E continua anche l’espansione immobiliare. A pagina 44 del progetto di bilancio si parla di una trattativa che sarebbe stata in corso al momento in cui è stata predisposta la prima versione del documento contabile, a fine febbraio 2008, per «l’acquisizione in locazione dell’intero secondo piano di un immobile situato in piazza del Pantheon». Senza peraltro menzionare il costo dell’operazione. Soprattutto, come denuncia Antonio Paravia, che già si era astenuto sui precedenti bilanci, ci sono sempre i soliti problemi di trasparenza: «Il finanziamento dei gruppi, per esempio, non è sufficientemente dettagliato, e non si capisce bene come vengono impiegati i soldi. Il fatto è che i bilanci di Camera e Senato vengono scritti da tre questori, approvati dall’ufficio di presidenza, resi disponibili ai parlamentari quarantotto ore prima di essere portati in assemblea e ratificati dalle aule solitamente semideserte. Il che, per un bilancio come il nostro da 600 milioni, non è proprio un dettaglio». Si tranquillizzi, il senatore del Pdl. Comincioli, Adragna e Franco promettono una «rigorosa gestione delle risorse di bilancio, attenti all’obiettivo prioritario del contenimento della spesa». E se lo dicono loro…

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  5. Avatar enea43
    enea43

    (((( enea43 )))

    Squallida Città:

    Tempo che fu di Vincenzino
    Tempo che fu di Piagnucolare
    Tempo che fu di Infornare
    Tempo che fu di Fagiolino
    Tempo che fu di Parentele
    Tempo che fu di Clientele
    Tempo che fu di Cacaletto
    Tempo che fu di Senzatetto
    Tempo che fu di Costruzione
    Tempo che fu di Costrizione
    Tempo che fu di Pasqualino
    Tempo che fu di Marcellino
    Tempo che fu di Dicorato
    Tempo che fu di Pianoterrato
    Tempo che fu di Compagni
    Tempo che fu di Magnamagni
    Tempo che fu di Democristiani
    Tempo che fu di Poco Cristiani
    Tempo che fu di Peppino
    Tempo che fu di Declino
    Tempo che fu di Vece
    Tempo che fu di Vittorio
    Tempo che fu di Discarica
    Tempo che fu di Intrighi
    Tempo che viene da molto Lontano
    Tempo che non si è mai Fermato
    Tempo che non si potrà Recuperare
    Tempo che debbano ormai ” Tutti Pagare “!

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