Questa notte, quando da poco era passata mezzanotte e mezza, un incidente si è verificato all’ incrocio tra Via IV Novembre e Via XXV Aprile, coinvolgendo due veicoli, una Opel Astra Grigia ed una Fiat 600 di un Istituto di Vigilanza che stava svolgendo servizio. Causa del sinistro probabilmente il mancato rispetto delle norme di precedenza e l’ alta velocità, dopo l’ impatto tra i due veicoli, l’ Opel Astra è salita su di un marciapiede ed è andata a finire in un giardino, travolgendo alberi e cespugli, i due conducenti un giovane del posto ed un vigilantes sono rimasti lievemente contusi. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri che hanno effettuato i rilievi del sinistro. Fortunatamente data l’ ora, non si è trovato a passare nessuno presso quel giardino, e se fosse accaduto di giorno?

7 risposte a “Orta Nova, Auto Finisce in Giardino in un Incidente”

  1. Avatar maiellaro
    maiellaro

    Pape Satàn, pape Satàn aleppe!

    Credo non ci siano dubbi: questo non è di sicuro uno dei momenti migliori del nostro pianeta. In pochi decenni abbiamo sporcato l’ambiente, e in modo a volte irreversibile, più di quanto non abbiamo fatto nel paio di milioni d’anni precedenti. Qualunque ne sia la causa, il mondo si sta desertificando, l’acqua potabile diventa sempre meno disponibile (e quella poca la stiamo avvelenando di buona lena), e l’aria la stiamo riempiendo d’inquinanti di cui non abbiamo la minima esperienza ma di cui sappiamo che saranno almeno in parte duraturi quanto la Terra stessa…

    Al di là delle sofferenze fisiche che ognuno di noi subirà o sta già subendo, un altro guaio sta interessando il nostro pianeta o almeno la sua parte più ricca, perché quella più povera e’ nella merda da tempo immemorabile. L’economia che tronfiamente avevamo pensato inossidabile si sta sciogliendo come neve al sole. Ci si accorge che abbiamo trattato la carta straccia (chiamata “artisticamente” derivati, bond strutturati, index linked) come qualcosa di valore, che abbiamo vissuto parecchio sopra le nostre possibilità chissà da quando e adesso è arrivata l’inevitabile resa dei conti (sigh!).
    D’altra parte, se il modello capitalistico aveva retto finora ballando sul filo, il modello comunista, almeno altrettanto inapplicabile, era durato davvero lo spazio di un mattino.
    Dunque, saremo tutti più poveri.

    A questo punto, bisogna che ci diamo la sveglia. Dal momento che di ricchezza ce ne sarà molto meno a disposizione, non possiamo più permetterci certe distrazioni.

    Restando a casa nostra, lo stato è palesemente sull’orlo della bancarotta. Diverse tredicesime di statali sono a serio rischio, i fornitori degli enti di stato non vengono pagati, si tagliano i fondi alla scuola, alla ricerca e alla sanità e, dunque, siamo già in condizioni drammatiche, anche se i monologhi del nostro imbarazzante primo ministro riescono ancora ad anestetizzare più di qualcuno. Ma, anestesia o no, i fatti sono quelli.
    Eppure, sulla soglia della bancarotta come oggettivamente siamo, a nessuno dei nostri timonieri è venuto in mente di rinunciare ai progetti più demenziali o anche solo di accantonarli momentaneamente, tesi come sono alla rapina delle croste di pane che restano ancora nelle nostre tasche.
    Vorrei dire a questi personaggi che non conviene neppure a loro non fermarsi un attimo. È vero che chi è in quelle condizioni non agisce come agisce chi lo fa per necessità ma per una patologia inguaribile che si chiama avidità, però, se ci pensassero un attimo, non potrebbero altro che constatare che non c’e’ più trippa per gatti, che la festa è finita…. Se, in questo momento, rinunciassero a tutto quanto sta dietro le cosiddette Grandi Opere, quelle che tanto eccitano i ministri ed alcuni imprenditori, dal Ponte sullo Stretto al MOSE, dal TAV agl’inceneritori, e dicessero: “Fermi tutti: non ce lo possiamo permettere,” riscuoterebbero un successo enorme. Questo soprattutto da parte di quei ragazzotti non del tutto rincoglioniti che si trovano in grande imbarazzo quando li si mette con il naso davanti a certe incongruenze come, tanto per non fare che un esempio, lo strepitare contro gl’inceneritori. E se per un momento si fermassero a vedere la realta’ che ci circonda e al futuro plumbeo che ci attende, non perderebbero un solo istante in riforme e riformine, in voti in condotta e grembiulini, in federalismi di dubbia efficacia e di caccia allo straniero. Impossibile sperare che la mera propaganda anestetizzi per sempre tutti i cervelli: prima o poi a qualcuno scoccherà la scintilla.

    p.s. via Bombino dal Comune

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  2. Avatar enea43
    enea43

    (((( enea43 )))

    La realtà della vita della Persona Umana:

    L’Uomo è un prigioniero che non può aprire la porta della sua prigione e scappare ….. deve aspettare; e non è libero di gestire la sua vita finchè Dio non lo chiama.
    ( Platone )

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  3. Avatar caravaggio86
    caravaggio86

    X MAIELLARO : POSSO CHIEDERT UNA COSA ? I TUOI COMMENTI POTRESTI SCRIVERLI PIU’ CORTI ? TI GIURO….PREMETTO CHE SONO SEMPRE INTERESSANTI…SU QUESTO NON CI PIOVE…PERO’ A VOLTE SONO PAPIRI . NON SO GLI ALTRI MA IO A VOLTE MI STANCO A LEGGERLI DA CIMA A FONDO…ANCHE PERCHE’ IL TEMPO CHE POSSO DEDICARE A INTERNET E’ BREVE.
    L’IMPORTANTE COME SEMPRE NON E’ LA QUANTITA’ MA LA QUALITA’.
    UN SALUTO FRATERNO

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  4. Avatar maiellaro
    maiellaro

    x caravaggio86
    HAI RAGIONE.
    ALLORA RIASSUMO IN QUESTA MANIERA: SIAMO NELLA MERDA!

    p.s. nella speranza che qualcuno scocchi la scintilla.

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  5. Avatar ulisse10
    ulisse10

    Paulo Freire 1921 / 1997

    Dalla Pedagogia degli Oppressi ( tradotto in 35 lingue ).
    Dalla Educazione come pratica della Libertà

    Nessuno educa nessuno, nessuno si educa da solo, gli uomini si educano insieme, con mediazione del mondo.
    L’Uomo, partendo dalla consapevolezza che l’azione di educare è indissolubilmente legata a quella dell’imparare, si popone non tanto di conoscere, quanto di trasformare la realtà. In questa visione il maestro insegna e impara e l’alunno impara e insegna, e se entrambi hanno mantenuto la principale caratteristica dell’uomo, cioè la capacità di stupirsi di fronte alle meraviglie della natura e della storia, saranno in grado non solo d’interpretare gli avvenimenti, ma anche di produrre dei cambiamenti significativi della storia.
    Nessuno libera nessuno, nessuno si libera da solo: Gli uomini si liberano nella comunione.
    Nel 1964 per il golpe di stato in Brasile fu imprigionato come sovversivo internazionale.

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  6. Avatar losservatoreortese
    losservatoreortese

    Come vi sentireste se vi dicessero che su tutto il territorio del Lazio e dell’Abruzzo non esiste più un solo filo d’erba, neanche un orto; che le due Regioni sono state completamente cementificate? Sono sicuro che la maggioranza inorridirebbe. Forse avrebbero una reazione un po’ diversa tutti quelli che a vario titolo sono invischiati in speculazioni edilizie. Magari gli amministratori che devono fare cassa con gli oneri di urbanizzazione.
    Però nessuno sembra inorridire. Forse sarà a causa di una mentalità diffusa secondo la quale se non si costruisce non si fa, non c’e’ progresso economico. E questo lo dimostrano i programmi elettorali e la composizione delle liste stesse, soprattutto quelle relative alle elezioni amministrative: fateci caso, sono sempre infarcite di soggetti con evidenti interessi nell’edilizia. Sarà un caso?

    Non ci sono solo gli ecomostri che urlano con violenza tutta la loro arrogante superbia nel deturpare paesaggi e luoghi incantevoli lungo coste, colline e montagne del nostro Paese. Ci sono tanti “ecomostriciattoli” figli dell’ edilizia per le attività produttive, schiere di scatoloni di cemento che si snodano ininterrotte lungo molte nostre strade, fino al piccolo capannone isolato che abbagliati imprenditori ergono senza scrupolo alcuno.

    L’Italia è leader in Europa per la produzione e il consumo di cemento armato, le cave legali e abusive hanno un impatto paesaggistico tremendo, e i cementifici inquinano molto, mangiandosi vigne, campi coltivati, boschi, o compromettendo l’ecosistema di quelli vicini che gli sopravvivono. Il tutto per foraggiare la costruzione selvaggia di villette a schiera, outlet, depositi e quant’altro.
    Non c’è limite al brutto, al volgare. Se da una parte ci scandalizziamo giustamente perché un cane viene abbandonato o i muri delle citta’ vengono imbrattati di vernice, la morte dei suoli agricoli sembra invece non interessare.
    È uno dei più grandi mutamenti che il nostro Paese sta subendo e non accenna a diminuire: sparisce la campagna, insieme ai contadini, si perdono spesso i terreni più fertili in pianura e in prima collina. Gli appezzamenti che resistono sembra che stiano lì, in attesa che qualcuno ci speculi su, perché diciamolo pure: non c’è bisogno di nuove case, l’edilizia è soltanto un’opportunità di investimento per chi già possiede bei capitali.
    Il suolo, se non muore a colpi di fertilizzanti e pesticidi, sparisce: se la sua tutela non entrerà presto a far parte dell’agenda politica delle amministrazioni sarà ora che ci sia una mobilitazione popolare in sua difesa. È uno scempio senza fine, che pregiudica la qualità delle nostre vite in termini ecologici ma anche gastronomici perché ne va anche del nostro cibo, della sua qualità, della sua varietà e della possibilità di poterlo comprare senza che provenga da un altro continente, con tutti gli enormi problemi che ne conseguono.

    L’ambiente è un diritto garantito dalla nostra Costituzione e non può esserci tutela dell’ambiente senza tutela del mondo rurale, sia per quanto riguarda la sua produttività, sia per quanto riguarda la sua bellezza. Gli enti locali fanno poco, anzi proprio loro vedono nell’edificabilità dei terreni agricoli e dei suoli liberi una via per fare quadrare i propri bilanci. La politica di Palazzo non se ne cura, e se pare normale da parte di chi governa e ha costruito le sue fortune proprio sull’edilizia, il silenzio dell’opposizione sulla tutela dei terreni agricoli diventa sempre più assordante. Il problema infatti è più che mai politico, oltre che etico e culturale.
    Lasciate stare i suoli agricoli, sono una risorsa insostituibile, pulita, bella e produttiva. Sono il luogo che ci fa respirare, che riempie gli occhi, che ci dà da mangiare e che custodisce la nostra memoria, la nostra identità. Continuare a distruggerli, dopo tutto lo scempio che è già stato fatto, non è da Paese civile.

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  7. Avatar enea43
    enea43

    ((( enea43 )))

    Lilì tu immagini: Moscarella, Bombino, G.B.Vece, Comandante Santoro Donna Maria,Lelletto, Madò: i due Medici assessori,l’Avvocato e ….

    Come invertire la tendenza? Considerare i libri, la cultura, l’ingegno la base di tutto, in primis della politica.
    Il grande incontro di idee, di esperienze, un grande dibattito, un grande confronto, da cui ricavare insegnamenti, da servire come collettore di tutto ciò che è tormentato intorno a noi, per noi, malgrado noi.
    Non si dimentichi mai: I fattori del cambiamento, piaccia o no, sono le idee progettuali.

    Colì: che “ Eresia “!

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