Come ogni anno la data del 16 Ottobre coincide con la ricorrenza della morte di San Gerardo, santo a cui è devota da circa un secolo la città di Orta Nova, così come molte altre città della Puglia e della Basilicata, dove è forte la devozione verso il Santo Redentorista. Quest’ oggi presso la Parrocchia del SS. Crocifisso, dove da giorni sono iniziate le celebrazioni, Don Ignazio Pedone, parroco della Comunità Parrocchiale, celebrerà una Santa Messa alle 19:00 in onore del Santo, al temine verso le 20:00, la statua del Santo sarà portata in Processione per le vie del Paese. San Gerardo Majella naque il 6 Aprile del 1726 a Muro Lucano, paesino della Basilicata e morì il 16 Ottobre del 1755 a Caposele alla giovane età di 29 anni, fu canonizzato nel 1904 da Papa Pio X. San Gerardo era figlio di un modesto sarto, dopo la morte del padre entrò al servizio del Vescovo di Lacedonia, cercò di entrare nei Padri Cappuccini, ma la sua domanda fu respinta per via della sua salute cagionevole. Nel 1748, contro il volere della madre entrò in un gruppo di Sacerdoti Redentoristi impegnati in una missione popolare. Nel 1752 pronunciò i voti solenni nelle mani di Alfonso Maria De Liguori, fondatore della Congregazione. Nel 1754 fù accusato ingiustamente da Neria Caggiano, di essere padre del bambino che portava in grembo, San Gerardo non replicò alle accuse e subì le sanzioni dei suoi superiori. Successivamente la donna confessò di aver mentito scagionando di fatto San Gerardo Maiella, che oggi è considerato Protettore delle Donne Incinte. San Gerardo morì di Tubercolosi il 16 Ottobre del 1755 all’ età di 29 anni.
Il culto di San Gerardo ad Orta Nova inziò nel 1930 quando il venerando canonico Pasquale Salvatore commissionò alla ditta Serpone di Napoli una statua in ferro e cartapesta, che fu collocata nella cappella del Purgatorio. Negli stessi anni nacque l’ Associazione delle Gerardine e dei Gerardini, fedeli che ricamano a mano bandiere e stendardi in onore al santo e che in ogni ricorrenza indossano l’ abito del frate redentorista. Un episodio in particolare fece crescere la devozione ortese verso il Santo, che si racconta guarì un giovane del posto nel 1937 che affetto da una brutta polmonite, si risvegliò dal coma, il giovane si chiamava Antonio Cavallone ed aveva 18 anni, la madre raccontò di aver sognato il santo che rassicurò la stessa donna sulle condizioni del figlio. Da allora la popolazione ortese in massa si recò ogni anno alla prima domenica di settembre presso il santuario di Materdomini, gli ortesi furono di anno in anno così numerosi, tanto da guadagnarsi il diritto di portare a spalla la statua del santo in processione. Nel 1971 la Chiesa del Purgatorio fu intitolata a San Gerardo, tre anni dopo dietro sollecitazione del compianto Don Cesidio Cordisco, fu commissionata una nuova statua ad una ditta di Ortisei, tutta in legno pregiato e dai colori tenui, che oggi sarà portata in processione, mentre la vecchia statua fu donata alla famiglia Cavallone che la custodì in segno di gratitudine per la grazia ricevuta.

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