Pubblichiamo qui di seguito la relazione del Convegno organizzato dal Circolo PRC “Peppino Impastato” di Orta Nova – Carapelle, svoltosi al Palazzo Ex-Gesuitico lunedì scorso. L’ incontro come ricorderete, trattava il tema della Raccolta Differenziata, come alternativa all’ attuale sistema di smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani, dal quale si è sviluppata qui sul blog, una interessante discussione. La relazione è firmata da Gianluca Di Giovine Segretario del Circolo di Rifondazione Comunista, organizzatore dell’ evento.
Nel 2006 l’Onu ha redatto e pubblicato un documento : “Rapporto di valutazione dell’ecosistema per il nuovo millennio”, sottoscritto da 1.400 scienziati, in cui si stabiliva che, abbiamo non più di 50 anni per salvare il pianeta. Ebbene né sono passati quasi tre e ancora non si vedono risultati soddisfacenti.
Oggi viviamo immersi in una società prettamente consumista, nella quale prevale la logica aberrante del “CONSUMO ERGO SUM”; il nostro essere sembra dipendere da ciò che consumiamo. Siamo minacciati da una modernità liquida strettamente connessa ad un modello produttivo – industriale, per il quale i cicli di produzione sono di tipo lineare: PRODUZIONE – CONSUMO – RIFIUTI; manca la categoria del riutilizzo, del riciclaggio. Infatti constatiamo che la maggior parte degli uomini spendono il loro tempo libero nel consumo e tutto ciò ha determinato una massificazione, omologazione consumistica e l’economia è diventata un’economia di spreco. L’ideologia del libero mercato, del neoliberalismo, oggi in forte crisi, ha economicizzato, nella concezione degenerativa del termine, tutto, DIRITTI, GIUSTIZIA, ed anche l’AMBIENTE.
Lungi da noi fare del disfattismo, del catastrofismo, l’incontro di questa sera vuole promuovere, delineare nuove prospettive, nuove politiche ambientali nel nostro territorio, senza tralasciare o ignorare le responsabilità politiche di determinati soggetti politici. Perché riteniamo che fare opposizione significa analizzare le varie situazioni territoriali, esprimere quel sano e critico dissenso nei confronti di scelte politiche prese dall’attuale maggioranza, ma successivamente promuovere, ed è la parte più importante, una seria e fattibile alternativa.
Prima di fare ciò, occorre documentarsi, studiare, analizzare, prendere in esame tutte quelle situazioni comunali e non, nelle quali si sono raggiunti risultati più che soddisfacenti. Una di queste è quella che vede impegnato il comune di CAPANNORI (provincia di Lucca), il primo comune in Italia verso “Rifiuti Zero”. Come sottolinea l’assessore all’ambiente del sopracitato comune, Alessio Ciacci, in una sua relazione “senza una partecipazione vera ed un aumento della coscienza collettiva sul valore dei beni comuni rischiamo di perdere il controllo di fattori determinanti il nostro benessere”. I principi che hanno stimolato una feconda politica ambientale sono due : SOSTENIBILITA’ e PARTECIPAZIONE. Soprattutto il secondo aspetto quello relativo alla partecipazione, risulta un elemento fondamentale per la buona riuscita della nuova sfida ambientale, in quanto il sostantivo partecipazione va sempre affiancato ad un altro sostantivo civilmente sacrale, ossia quello di DEMOCRAZIA.
Parliamo di PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA, ovvero di informazione, sensibilizzazione, formazione ed auto-formazione della cittadinanza alla risoluzione collettiva di tali problematiche. Aspetto sicuramente poco affine all’operato fin qui svolto dalla nostra amministrazione comunale, presumibilmente poco predisposta alla consultazione democratica, nelle stanze chiuse e sigillate non si fa politica!!! D’altronde la sola opposizione consiliare, anch’essa chiusa, quasi elitaria, non è politica.
Ritornando al comune di Capannori, l’assessore all’ambiente nella sua zona relazione evidenzia che, il sistema industriale e meccanizzato dei grandi mezzi e grandi cassonetti aumenta costantemente la produzione dei rifiuti e la raccolta differenziata rimane a livelli troppo bassi. Pertanto lo stesso comune assieme all’azienda preposta alla gestione dei rifiuti hanno avviato una completa riorganizzazione del servizio andando ad eliminare dal territorio tutti i cassonetti ed attivando la raccolta differenziata domiciliare “PORTA A PORTA” con le consegne a tutte le famiglie degli strumenti per la raccolta differenziata. Oggi la raccolta differenziata del comune di Capannori supera l’80%, sono stati avviati nel 2007 a riciclaggio 56.861 tonnellate di rifiuti. Mentre per quanto concerne i ricavi economici della vendita delle 6.439 tonnellate di carta raccolta nel 2007 sono stati ricavati ben 340.010 euro. Tutto ciò ha comportato anche vantaggi occupazionali, infatti il sistema di raccolta “porta a porta” necessita un numero elevato di operatori, ebbene grazie agli introiti della raccolta differenziata ci sono state circa 30 nuove assunzioni. Invece per la distribuzione del materiale (sacchetti, bidoncini ecc….) e le istruzioni per effettuare la separazione, è stata fatta una convenzione specifica con le associazioni del territorio. Forse il comune di Capannori è molto lontano, possibili parallelismi sono inopportuni e inconsistenti, per ,come volgarmente si dice, problemi di mentalità. Non è assolutamente vero anche nella nostra amata Puglia vi sono comuni tra i più virtuosi d’Italia, basti pensare a Melpignano (provincia di Lecce), dove la raccolta di RSU è garantita dall’operato del servizio civile.
Siamo di fronte ad un’autentica sfida culturale, da fare e promuovere con grande abnegazione sociale, perché questa sfida rappresenta l’impegno puro, casto rivolto alla ricerca del bene comune, della salute e del benessere collettivo. Tale sfida va intrapresa con strumenti culturali, di persuasione, per forgiare una coscienza pubblica sensibile alla questione raccolta differenziata. Di certo da tutto ciò non né è rimasta esente la Regione Puglia ed in particolare il nostro compagno nonché assessore all’Ecologia Michele LOSAPPIO, per questo ricordiamo alcune delle tante campagne politiche attuate in merito, che poi il nostro assessore analizzerà più dettagliatamente: a) MI RIFIUTO DI FARE IL RIUFIUTO; b) SISTEMA INFEA SCUOLA; c) LE LINEE GUIDA per l’informazione, la formazione e l’educazione ambientale; d) la campagna MENO SPRECO PIU’ ECO, che riguarda la gestione e riduzione dei rifuti, coinvolgendo l’intero ciclo di vita dei beni; d) la campagna DIFFERENTEMENTE ed altre ancora.
Veniamo alla situazione locale, il comune di Orta Nova con delibera num. 31 del 30/11/2006 ha trasferito al consorzio igiene ambientale bacino fg/4 il servizio integrale gestione dei rifiuti solidi urbani. In realtà ciò è in linea con quanto stabilito dai vari decreti legislativi nazionali e regionali, ricordiamo a tal proposito l’ultima deliberazione della giunta regionale num. 862, inerente le linee guida per la redazione dei piani d’ambito per la gestione dei rifiuti solidi urbani, si tratta di una deliberazione che riconosce e solidifica la centralità dell’ATO (ambito territoriale ottimale) quale soggetto di riferimento per la gestione coordinata delle funzioni di spettanza comunale in materia di RSU e come soggetto gestore. Nella convenzione stipulata tra il Comune di Orta Nova e la S.I.A. (la società igiene ambientale), risulta che il preventivo di spesa è di un totale di € 665.500.00 circa il doppio di quanto pagava il comune alla precedente società “cooperativa Avvenire” a.r.l. di Putigliano. Le motivazioni di tale affidamento, oltre a quelle normative, e quindi legittime, riguardano il concetto di utilità corrispondenti ad una migliore e capillare raccolta differenziata. Ebbene oggi la percentuale di raccolta differenziata del comune di Orta Nova è pari al 6,271%; vi sono stati fino ad oggi 5.745.515.00 Kg di rifiuti indifferenziati (dati del portale ambiente della Regione Puglia). Pertanto abbiamo come comune una bassissima percentuale di differenziata, dovuta anche all’inadempienza della nostra maggioranza nel promuovere campagne di sensibilizzazione e informazione in merito. Manca una struttura comunale, che valuti i vari aspetti inerenti la gestione dei rifiuti, manca una struttura tecnica e gestionale. Dopo aver effettuato un controllo nelle varie zone della città, dove sono situati i bidoni per la differenziata, abbiamo constatato che non vi sono tutti i 250 bidoncini previsti per la raccolta della frazione organica degli R.S.U. di provenienza domestica, cosi come previsto per convenzione. Per la raccolta differenziata il comune di Orta Nova rilascia, delega la S.I.A. nei rapporti di filiera del Conai; quindi i risultati, in chiave economica, della raccolta differenziata, spettano per intero alla S.I.A., mentre al comune spettano introiti indiretti mediante accredito/addebito.
Di conseguenza vista l’enorme importanza della raccolta differenziata “porta a porta” e la sua feconda redditività, noi chiediamo al Comune di Orta Nova che manifesti la volontà politica di compiere tale atto, oggi purtroppo mai emersa. Vi possono essere varie strade da percorrere: (1) indurre il proprio gestore del servizio rifiuti a promuovere nel nostro territorio un servizio di raccolta differenziata porta a porta; (2) oppure in base all’art. 198 del D.Lgs num. 152/ 2006, che attribuisce ai comuni la gestione dei rifiuti urbani con particolare riferimento alle modalità del servizio di raccolta, trasporto e smaltimento, si potrebbe creare una municipalizzata che gestisce direttamente la raccolta differenziata, senza uscire dal consorzio fg/4, per poi cosi vendere il materiale differenziato raccolto e ricavarne benefici diretti e reali.
Naturalmente vanno fatti studi, analisi, come quelle di procedere, su scala comunale, ad effettuare un censimento, ovviamente avvalendosi delle informazioni contenute nelle banche dati dei propri comuni, delle utenze non domestiche per le quali è erogabile un servizio pubblico; risulta altrettanto necessaria una previsione della produzione di rifiuti per definire il programma di sviluppo di raccolta differenziata, la classificazione delle utenze ecc…..
Per questo noi proponiamo all’amministrazione comunale, personificata nella figura dell’assessore all’ambiente, di aprire con tutte le forze politiche e sociali del paese, con i partiti, le associazioni ecc…. un tavolo di gestione concertativa, che discuta delle modalità con le quali dar vita ad un sistema di raccolta differenziata porta a porta. Un ultima domanda all’assessore all’ambiente del comune di Orta Nova riguarda il costo del personale, pari a 480.000 € annui, in quanto si parlava anche di effettuare un consiglio comunale mono-tematico; anche l’assessore al bilancio Cosimo Bombino durante il consiglio comunale del 30/11/2006 ha dichiarato che un eventuale errore sulla sfera del personale verrà comunque chiarito con il consorzio, e aggiungiamo noi speriamo anche con i cittadini.
Mentre al nostro compagno, nonché assessore regionale Losappio, vorremo chiedere se il nostro comune vista la sua più totale inadempienza, in termini anche di responsabilità politica, e visto che la Regione Puglia alla fine dello stato di emergenza rifiuti ha disposto l’avvio del procedimento di commissariamento per i comuni inadempienti, rischia appunto di essere commissariato, tenendo conto delle finanziarie del governo Prodi e l’ultima dell’attuale governo Berlusconi.
Concludiamo con le parole di padre Alex Zanotelli: “alla logica delle discariche e degli inceneritori c’è un’altra via quella della raccolta differenziata, che richiede specifiche scelte politiche. E, poi, dobbiamo aiutare la gente a capire che non si può vivere come facciamo ora, che dobbiamo ridurre i nostri stili di vita. Solo così possiamo uscire da questo vicolo cieco nel quale ci siamo cacciati”.
Basta con la politica chiusa, autoreferenziale, costruiamo un’alternativa politica, un politica aperta, slanciata verso il raggiungimento del bene comune, fondata sulla solidarietà, lavoriamo per il cambiamento.

Lascia un commento