Come ormai saprete il nostro Blog, principalmente si occupa di argomenti che riguardano il territorio dei 5 Reali Siti, ma come accade a volte ritengo doveroso allargare il raggio. Come ormai saprete tutti la Riforma Gelmini sta dividendo l’ opinione pubblica in Italia, ma non certo la Maggioranza di Governo, che dall’ alto dei suoi numeri, attua la Riforma sulla Pubblica Istruzione Italiana, con il solo criterio dei tagli di spesa, senza che la discussione coinvolga la necessità di effettuare questi stessi tagli e soprattutto, le conseguenze che gli stessi potrebbero avere sulla scuola. Fosse solo questo il problema sarebbe nulla, visto che al danno si aggiunge la beffa, infatti il Governo ha pensato anche a come evitare la protesta, che ormai coinvolge milioni e milioni di studenti in Italia come: Cossiga insegna Strategia della Mistificazione, sparpagliare tra gli studenti agenti in borghese che accendano la rivolta, scatenando l’ opinione pubblica contro gli stessi, come suggerito dall’ ex Presidente, oppure con le notizie dalla stampa, che narrano di Beppe Grillo contestato dalla folla a Bologna, ed ancora il Presidente Berlusconi che dichiara che gli studenti che protestano sono tutti di sinistra. Bene da queste righe non cercheremo di convincere nessuno, ma vi proporremo alcune immagini postate da Beppe Grillo nel suo Blog, che vi potranno servire per alimentare una discussione e forse a chiarire meglio chi abbiamo di fronte.

5 risposte a “Riforma Gelmini: Strategia della Mistificazione”

  1. Avatar jonsbronz
    jonsbronz

    …di cosa Vi stupite?…in una dittatura si fa così!!…

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  2. Avatar geronimo87
    geronimo87

    Nel nostro paese in questi giorni s’è riempito di cani randagi,forse qualcuno non si rende conto,in questo periodo le cagne entrano in una fase di accoppiamento,e quindi si vedranno,scene poco guarda bili per il rispetto di tutti noi .Si chiede,come mai dal bilancio si evince una spesa per la gestione del canile comunale,e poi ci ritroviamo un paese da cani.Questi animali sono sterilizzati,chi controlla la gestione del canile comunale.Ai consiglieri della minoranza IORIO,GIANNATEMPO,SAURO,svegliatevi,o dimettetevi.

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  3. Avatar ortese
    ortese

    PIU CHE LA MINORANZA IO CREDO SI DEBBA SVEGLIARE LA MAGGIORANZA…
    UNA MASSA DI BURATTINI CHE GIRANO INTORNO AL CAPO SENZA UNA VERA ANIMA E SENZA UNA PERSONALITA’!
    SONO STATI ELETTI MOLTI GIOVANI…CI ERAVAMO ILLUSI CHE FOSSE LA VOLTA BUONA CHE IN QUESTO PAESE SI VOLTASSE PAGINA…CHE SI PENSASSE AL FUTURO…E INVECE NIENTE…NESSUNA PROPOSTA…NESSUN ARGOMENTO…NIENTE DI NIENTE…MOLTI DI LORO NEI CONSIGLI COMUNALI NON SANNO NEANCHE DI COSA SI STIA PARLANDO, NON SERVE PRENDERSELA CON L’OPPOSIZIONE.. PURTROPPO AL COMUNE FINISCE SOLO CHI HA UNA GRANDE FAMIGLIA O MAGARI CHI HA L’OPPORTUNITA’ DI FARE PIACERI PER OTTENERE VOTI ALLE ELEZIONI…
    NON SAREMO MAI AMMINISTRATI DA GENTE CAPACE, ONESTA…

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  4. Avatar caravaggio86
    caravaggio86

    BEH CERTO ….SE OGNI VOLTA SI ELEGGONO PERSONE INCAPACI E FREGASOLDI E’ NORMALE !!!….DOVREMMO IMPARARE AD APRIRE GLI OCCHI E A CAPIRE MEGLIO LA PERSONA CHE SI STA VOTANDO…..D’ALTRONDE LA COLPA E’ PURE UN PO’ NOSTRA…DEL CITTADINO CHE VOTA CERTA GENTE!!!
    AD ORTA NOVA CI SONO PERSONE DAVVERO IN GRADO DI GESTIRE CON ONESTA’ LA “COSA PUBBLICA” E SOLO CHE CI SI E’ FATTA L’IDEA CHE SE CI SI VUOLE SEDERE SULLA POLTRONA DI PELLE DEL COMUNE BISOGNA ESSERE DEI FREGASOLDI E DEGLI EGOISTI ….E LE PERSONE CHE DAVVERO POTREBBERO MIGLIORARE IL NOSTRO PAESE SONO COSTRETTI A GUARDARE CON SOTTOMISSIONE.
    PURTROPPO L’UMILTA’ IN QUESTO PAESE NON ESISTE.

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  5. Avatar maiellaro
    maiellaro

    Chi e’ il nemico da combattere?

    Ormai da molto tempo le persone cui abbiamo consegnato mandato di governarci hanno adottato una strategia a lungo termine che ha la certezza di dare i frutti sperati.

    Per continuare a mantenere uno stato in cui l’unica linea guida è quella del ladrocinio, qualunque forma questo assuma, è indispensabile che le vittime diano il meno fastidio possibile e, allora, ecco l’ipnotismo mediatico. Fondamentale è disporre di un popolo saldamente ignorante e di una classe tecnica che non sia da meno. Da qui l’assalto alla scuola di cui ciò che sta avvenendo ora non è che l’ennesima riprova.

    Il credere che l’obiettivo di questo governo (ma non solo di questo) sia quello di favorire l’istruzione privata è ingenuamente riduttivo. Sì, ci sarà anche quello, ma si tratta di un effetto minore.
    Ormai da parecchi anni le nostre scuole vanno via via degradando per ciò che riguarda la qualità dell’insegnamento, e questo a causa principalmente di una classe insegnante demotivata e, in qualche occasione, oggettivamente inadeguata.

    Già nei licei non è così raro imbattersi in professori il cui aggiornamento,
    quando c’è, dipende al massimo da qualche trasmissione divulgativa TV di affidabilità del tutto opinabile e che, per questo, convogliano ai loro allievi informazioni con scarso o nessun fondamento quando, poi, non siano vere e proprie distorsioni della scienza.

    Ma il bersaglio vero, quello da non fallire, sono le università, e lo sono non certo da ieri.

    È lì, nell’università, che sta il punto nodale della questione. Toglierle quattrini, segnatamente a quel minimo di pur asfittica ricerca che ancora abbiamo, è senza dubbio devastante. Ridurne il numero e gl’insegnamenti è seccante ma, se si è davvero decisi ad imparare, lo si può fare anche in ristrettezze economiche e con qualche disagio. Molto più arduo, invece, è imparare da pseudo-docenti che sono lì per motivi di sangue, di letto, di quattrini o di scambi di potere.. Questa è la vera arma letale. L’assenza di meritocrazia.

    Forse qualcuno ricorda una trasmissione TV in cui l’intervistatore chiedeva ad alcuni studenti dell’Università di Bari se avessero delle remore morali a far carriera nel modo poco fa accennato se appena se ne aprisse l’occasione. Tutti risposero che non ci sarebbe stato alcun problema. Ecco, è così che si avvelenano i pozzi di una nazione.

    Dunque, ragazzi, non è facendo manifestazioni pacifiche che finiscono regolarmente a botte, non è spaccando vetrine, non è urlando “buffoni!” che si va alla guerra. Lo avete visto: il metodo Cossiga viene regolarmente applicato, i benpensanti vi disprezzano, gli automobilisti che non fate passare non hanno certo una buona opinione di voi, i negozianti vi vedono come il fumo negli occhi, Berlusconi spalanca le braccia e guadagna consensi, la cosiddetta sinistra piagnucola e si frega le mani.

    Il nemico che credete di combattere non è visibilmente schierato dall’altra parte delle trincee: è molto più mimetizzato ed ha un grado di complessità di gran lunga più elevato di quanto semplicisticamente non crediate. Quello non è fatto di persone fisiche chiaramente identificabili: sta radicato in usi e costumi ormai incancreniti di cui la cosiddetta sinistra, quella che oggi si è ipocritamente dichiarata dalla parte vostra, è responsabile non meno di quanto non lo siano i loro finti avversari politici.

    Non sprecate l’occasione: la vostra guerra è la guerra di tutta la nazione, perché senza di voi, quando vi toccherà inevitabilmente, se non altro per motivi anagrafici, di prendere le redini, saremo davvero senza guida. La vostra ignoranza sarà la nostra sepoltura.

    La soluzione esiste anche se è ben più articolata e faticosa di qualche pomeriggio in piazza, di tre o quattro teste rotte, di un po’ di vetrine in frantumi. Occorre organizzarsi politicamente e portare la guerra in casa di chi ce la sta facendo. Se questi personaggi sentiranno che la loro poltrona è in pericolo, se si accorgeranno che la loro permanenza nella stanza dei bottoni non è così scontata a dispetto degli sbarramenti, peraltro del tutto illegali, che stanno alzando, vedrete che qualcosa cambierà.

    Dunque, se vorrete, se vorremo, vincere la guerra, è indispensabile per prima cosa sapere chi è il nemico.

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