L’ Operazione Veleno condotta dalla Magistratura di Foggia, in collaborazione con quella di Bari, che lo scorso anno vide finire in manette 51 persone, ritenute affiliate al presunto “Clan Gaeta” volge al termine. Tra pochi giorni il Gup di Bari Giuseppe De Benedictis, si pronuncerà nei confronti degli imputati. Il PM della Direzione Distrettuale Antimafia Giuseppe Gatti, ha chiesto 44 condanne e 7 assoluzioni, pene che vanno dai 3 ai 16 anni di reclusione per un totale di 370 anni di carcere. Le accuse, a vario titolo, comprendono reati di associazione mafiosa finalizzati anche a titolo politico, ecomafia, traffico e spaccio di droga, falso e truffa all’ Inps, tentata estorsione, lesioni e armi. Il Maxi blitz scattò alle prime luci dell’ alba del 25 Settembre 2007, portando nella città di Orta Nova più di 500 uomini delle forze dell’ ordine. Altre operazioni seguirono nei mesi successivi, il 3 Marzo furono sequestrati beni per un totale di 4 milioni di €, tra cui terreni agricoli, appartamenti, magazzini, autovetture, e tre aziende. Il 18 Giugno invece altri 26 provvedimenti di custodia cautelare furono emessi dal Gup, molti dei quali nei confronti di persone già in carcere. Secondo le stime della magistratura sarebbero stati accertati oltre 4.000 casi di spaccio, per un volume di affari intorno a 400.000€.
L’ inchiesta partì dalle rivelazioni di due pentiti Antonio Del Nobile e Antonio Turco. Secondo le stesse accuse, l’ organizzazione avrebbe avuto interessi politici, infatti la stessa avrebbe dato ordini su chi votare alle amministrative del 2006, sia sulla scelta del sindaco che dei consiglieri, ma secondo l’ impianto accusatorio, non ci sarebbero comunque casi correlati, “clan-candidati”, visto che sarebbe stato accertato che nessun accordo fu preso preventivamente da parte del clan con nessun partito o candidato. Oltre ai reati già citati, secondo l’ accusa il Clan avrebbe gestito un traffico di rfiuti illeciti per circa 100.000 tonnellate, spesso proveniente da industrie del Nord, lo stesso clan poi avrebbe provveduto allo smaltimento degli stessi in cave in disuso, oppure sparsa su terreni di complici. Il volume d’ affari di questo traffico, secondo l’ accusa è di circa 5 milioni di euro, per lo stesso motivo al clan al momento dell’ arresto fu affiliato il nome di Mafia Spa. Le richieste del Pm sono maggiormente rivolte alla famiglia Gaeta, ritenuta dall’ accusa al vertice dello stesso clan, con richieste dai 16 ai 14 anni di carcere, ma le richieste potrebbero portare alle condane di molti degli imputati.

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