rifiuti-pericolosiQuello che ha più volte denunciato il Giornalista Investigativo Gianni Lannes, ora risale all’ attenzione del NOE di Bari, che ha avviato indagini coordinate con la DDA di Foggia. Un Traffico Illecito di Rifiuti Pericolosi sarebbe finito nel mirino degli inquirenti. I rifiuti proverrebbero da Aziende del Nord Italia, gli stessi poi sarebbero smaltiti in alcune campagne del Foggiano. Dalle indagini sarebbe emerso che alcuni dei terreni che sarebbero stati inquinati, sembrerebbero gli stessi finiti sotto inchiesta due anni fa nel Reportage di Panorama, circa il Racket del Pomodoro e la riduzione in schiavitù di numerosi polacchi. Per il momento non si conoscono altri dettagli dell’ Inchiesta.

4 risposte a “Allerta Rifiuti Pericolosi nelle Campagne della Capitanata”

  1. Avatar maiellaro
    maiellaro

    IL FATTORE “M”
    Il sistema industriale italiano è in grave crisi sul versante produttivo. I gruppi industriali che più contano sono ricorsi da un pezzo all’assistenza pubblica, che viene elargita sotto varie forme più o meno mascherate dall’interesse collettivo.
    Uno dei casi più rilevanti è stato, ed è, quello delle incentivazioni CIP6 finanziate da una tassa “occulta”, di circa il 7%, sulle bollette elettriche dei consumatori (che avrebbero
    dovuto finanziare le fonti di energia rinnovabile), beneficiano, con finanziamenti annuali miliardari, soprattutto i proprietari di impianti che bruciano residui petroliferi, i rifiuti e/o le
    cosiddette “biomasse” (Moscarella aveva a suo tempo fiutato l’affare, era andato pure in Inghilterra per verificare la bonta’ del progetto! Ma nulla e’ perduto! Ora ci sono le pale che girando girando faranno ricco qualcuno!). Non giriamo intorno, e’ il CIP6 il vero nemico della raccolta differenziata dei rifiuti, peraltro tecnicamente facile da attuare per un’amministrazione comunale lungimirante.
    Una corretta gestione dei rifiuti con raccolta differenziata a domicilio, la trasformazione in compost della parte biodegradabile, “umida”, del rifiuto, riciclo e recupero di materiali rende inutile e superfluo qualsiasi inceneritore; questi dati sono noti ed incontrovertibili tra gli esperti.
    Nella categoria degli esperti non si ritrovano quindi, con tutta evidenza, i politici professionisti, la “grande stampa”, ed anche l’imprenditoria vincente ed assistita, proprietaria, questa, della “grande stampa”.
    L’inadeguatezza (o peggio) e l’inaffidabilita’ della politica (e dei politici) e’ palese in una zona come la nostra violentata Provincia di Foggia ed in particolar modo ad Orta Nova, dove chi e’ stato ed e’ al timone non si pone assolutamente alcuna domanda su come risolvere seriamente il problema “monnezza”, girando la testa da un’altra parte se “casualmente” viene scoperta una discarica abusiva da un giornalista di passaggio, magari in paese o appena girato l’angolo (noi ortesi ne sappiamo qualcosa!).
    Un’altro esempio evidente di conflitto d’interesse è stato il discorso di insediamento all’assise di Confindustria dove la neo-presidente Emma Marcegaglia ha così affermato: “I sistemi di gestione dei rifiuti sono molto vicini al collasso in molte regioni, anche perché si dice no ai termovalorizzatori, attivi in tutti gli altri Paesi. Paghiamo i costi più alti d’Europa per l’energia.” Strano, perché la signora Marcegaglia di rifiuti ne dovrebbe sapere qualcosa, visto che ha tre impianti di incenerimento per “combustibile da rifiuti”(CDR) in fase di realizzazione (Massafra, Manfredonia, Modugno), si è poi aggiudicata “l’affidamento del pubblico servizio di gestione del sistema impiantistico di recupero energetico a servizio dei bacini di utenza Lecce 1, 2 e 3 ” e gestisce anche altri inpianti in Sicilia e Calabria.
    Strano, anche, che la signora Marcegaglia si lamenti degli alti costi dell’energia visto che il consumatore italiano paga con il meccanismo dei CIP6 una pesante gabella sulla bolletta Enel per favorire l’incremento delle rinnovabili (che inizialmente doveva essere destinato solo all’eolico e il solare).
    Quello che sta accadendo in Italia dovrebbe far interrogare tanti “conformisti” sul completo fallimento di una cultura “ambientalista” che non ha saputo, né voluto, emanciparsi dai dettati dell’ecocapitalismo che enfatizza catastrofismi profittevoli, come la crescita della CO2, che è così diventato l’unico “gas nocivo” riconosciuto e certificato, (oltre che merce da trattare nei nuovi mercati dei “diritti all’inquinamento”).
    Non a caso, il bombardamento “terroristico” sui “Cambiamenti climatici” serve alla presidente di Confindustria per chiedere una nuova politica energetica che riparta dal nucleare, “unico modo per coniugare politica energetica con riduzione dei costi e cambiamenti climatici”.
    Ma il fatto peggiore è che questo catastrofismo “confindustriale”, che viene imposto in tutte le salse, copre e fa trascurare la drammatica crescita degli inquinanti direttamente nocivi per gli esseri viventi, compreso gli esseri umani: dalle diossine ai metalli pesanti, anch’essi persistenti, cancerogeni riconosciuti o estremamente tossici; alle polveri ultrafini (PM0,1 ed inferiori) che non vengono nemmeno misurate; e, collegati a questo, la crescita altrettanto allarmante, dei tumori, anche nei bambini e negli adolescenti; delle malattie degenerative negli anziani, delle malformazioni nei neonati, della sterilità negli adulti.
    Esistono numerosi dati scientifici che stanno dimostrando una correlazione diretta tra queste malattie e gli inquinanti ambientali prima citati che andrebbero da subito eliminati o ridotti il più possibile.
    Tutto questo viene ignorato dagli apparati culturali dominanti, anche quelli “ambientalisti” come pure, a maggior ragione, dai politici governativi che si dotano di tecnici compiacenti (menzione speciale per il dottor “ZERO RISCHI”), meglio se con comuni interessi economici e di “affari”.
    La neopresidente di Confindustria può impunemente affermare:”Bisogna tornare al rispetto delle regole. Mi dispiace per la popolazione che sta annegando tra i rifiuti per colpa di piccoli gruppi che stanno provocando incidenti, ma è venuto il momento che lo Stato riprenda il suo ruolo. C’è la necessità di sbloccare tutti gli investimenti, dai termovalorizzatori alle ferrovie, alle autostrade che sono stati bloccati per motivi ambientali.
    Non accetteremo più che piccoli gruppi in malafede blocchino il Paese e ci condannino al declino. Certo bisognerà dialogare con la gente parlando di compensazioni, ma poi bisognerà chiudere con i veti” (tradotto: fammi costruire vicino casa tua un inceneritore e/o un gassificatore ed io ti ricompensero’ con uno sconto delle tasse sui rifiuti); linea dura e legalità, dunque, mentre solo alcuni mesi fa la Marcegaglia SpA ha petteggiato una sanzione di 500 mila euro più 250 mila euro di confisca per una tangente di un milione 158 mila euro pagata a Lorenzo Marzocchi di EniPower. Oltre al patteggiamento dell’azienda, Antonio Marcegaglia, fratello di Emma, ha patteggiato 11 mesi di reclusione con sospensione della pena.
    Un “Sistema Paese” che per far funzionare, a ogni costo, imprese decotte, ha bisogno dei militari è forse davvero più che “al declino”, declinato da un pezzo.

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  2. Avatar maiellaro
    maiellaro

    COSA PUO’ FARE UN ASSESSORE COMUNALE PER L’AMBIENTE:

    http://it.youtube.com/watch?v=AkLTbHPaSII

    MA IL NOSTRO NON SI VERGOGNA UN PO’?

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  3. Avatar losservatoreortese
    losservatoreortese

    Finalmente Stefania Prestigiacomo, ministro dell’ambiente si manifesta in tutto il suo splendore.
    Ormai qualunque impianto in cui si bruci qualcosa, comprese quelle assurdità che sono i cosiddetti impianti a biomasse, è autorizzato trionfalmente a fare falò di rifiuti, e le ceneri tossiche finiranno altrettanto trionfalmente nei cementi e negli asfalti (grazie ARPA!), così contribuendo a distribuirle capillarmente dovunque.

    Leggete che cosa dice al popolo la signora Prestigiacomo e valutate. Si tratta di un ministro della Repubblica. Si tratta di una persona che dovrebbe avere una competenza indiscutibile sull’ambiente tanto da sapersi prendere cura di quello in cui abitano quasi sessanta milioni di persone.

    Siamo di fronte al naufragio della politica e delle istituzioni, ma dobbiamo essere onesti fino in fondo: se siamo nelle mani di questi incompetenti, perché anche loro parteciperanno pariteticamente al suicidio, lo dobbiamo alla nostra immaturità di cittadini e, in fin dei conti, alla nostra stupidità.

    “Due sono le cose infinite – diceva Albert Einstein: – L’universo e la stupidità dell’uomo. E della prima non sono affatto sicuro.”

    COMUNICAZIONE UFFICIALE DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE

    Comunicato del: 26 nov – 2008
    Ambiente; concessa l’AIA: la centrale di Fusina brucerà anche rifiuti al posto del carbone
    Con un decreto del ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, il ministero ha dato il definitivo via libera alla concessione dell’Autorizzazione integrata ambientale (AIA) per l’incenerimento di 70mila tonnellate di Combustibile derivato dai rifiuti (Cdr) nell’impianto “Andrea Palladio” della centrale a carbone Enel di Fusina, in provincia di Venezia.

    “L’utilizzo di tecnologie innovative permetterà di sostituire 70mila tonnellate di Cdr, di alta qualità e certificato, ad un’equivalente quantità di carbone che prima veniva bruciato nella centrale – ha affermato Prestigiacomo -. In questo modo si raggiungono ottimi risultati: una notevole diminuzione delle emissioni di CO2 e l’eliminazione degli scarti, perché le ceneri saranno trattate, trasformate in cemento e quindi riutilizzate. Il tutto porterà a un risparmio annuo di 12 milioni di euro per i cittadini e le amministrazioni locali grazie alla corretta gestione del ciclo dei rifiuti. Insomma, si risolve un problema ambientale sia dal punto di vista ecologico sia da quello economico”.

    “La chiusura definitiva del procedimento amministrativo – ha detto ancora il ministro – è un importante passo avanti, anche perché è la prima volta che si concede l’AIA su un impianto esistente. I problemi sono stati maggiori rispetto a strutture di nuova generazione e i requisiti di controllo per il rinnovamento dell’impianto sono stati vagliati con la massima attenzione e in perfetta sintonia con gli enti locali”.

    Roma 26 novembre 2008

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