Ad Orta Nova a parenti vicini e lontani di persone defunte da molti anni stanno arrivando lettere di un
avvocato (che scrive per conto di due Confraternite ortesi), che li avverte che la concessione del loculo dove è sepolto il loro caro defunto è scaduta e che se non liberano il loculo o rinnovano (pagando) la concessione, il morto sarà portato via di forza e, per giunta, a spese loro! Non basta: l’avvocato pretende anche una certa somma a titolo di spese legali!
La vicenda sta creando un certo allarme e un disorientamento tra i cittadini ortesi.
Fino a non molto tempo fa questi loculi nelle Cappelle delle Confraternite venivano ceduti a vita eterna, senza limiti di tempo, perciò nessuno si aspetta che da un momento all’altro questo diritto venga messo in discussione, fino al punto da rischiare che i resti del proprio caro vengano tolti dalla loro tomba e messi chissà dove!
Molti malcapitati si sono rivolti al proprio avvocato; altri hanno semplicemente dichiarato che non pagheranno, l’unico rimasto inopinatamente in silenzio è il Comune di Orta Nova.
Il nostro Comune, infatti, è il proprietario dei suoli del cimitero, anche di quelli su cui sorgono le Cappelle delle Confraternite che stanno mandando questi avvisi.
Pertanto, avrebbe il dovere di vigilare sulla gestione che questi Enti, concessionari del Comune, fanno dei loculi a loro disposizione.
Secondo il nuovo Regolamento cimiteriale di Orta Nova, le Confraternite dovrebbero fornire al Comune tutti i dati relativi ai loculi che gestiscono.
In realtà, ad oggi, non hanno comunicato alcun dato e nessuno, a Palazzo di Città, si è preoccupato di chiedere e pretendere tali dati, né di vigilare sulla gestione dei loculi da parte delle Confraternite.
In tale sconfortante contesto di inedia amministrativa, le Confraternite fanno e disfano come vogliono ed i cittadini ignari si ritrovano a dover affrontare una spesa ed una difficoltà improvvisa!
Insomma, ciascun cittadino si arrangi come può!
I nostri amministratori, al massimo, possono occuparsi di attribuire i loculi comunali secondo criteri certi ed oggettivi; criteri che tuttavia diventano incerti e soggettivi quando a morire sono gli amici degli amici, i parenti dei parenti, etc…etc…, ai quali va di diritto un loculo quanto più comodo possibile.
E gli altri? Che domande, per gli altri tornano ad essere applicati i criteri che valgono per chi non è amico dell’amico e parente del parente, etc…etc..
Questa è l’unica faccenda cimiteriale di cui i nostri amministratori si occupano, non altra; di certo, non della pessima attuazione del servizio di global service da parte della Cooperativa S. Francesco, non della messa in sicurezza (basterebbe un corrimano) della gradinata della cappella cimiteriale, il cui dissesto è un azzardo per la salute di chi la frequenta, non del pericolo che i cittadini vedano riesumati i propri defunti in conseguenza di un atto arbitrario possibile anche grazie alla totale disattenzione loro (degli amministratori) e degli uffici tecnici preposti.
Insomma, i cittadini ortesi si arrangino e, come al solito, paghino!

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