Alfonso PalombaIl sindaco del Comune di Carapelle Alfonso Palomba, fa un passo indietro a proposito dell’ Impianto a Biomasse in progettazione nello stesso comune dei 5 Reali Siti. E’ stato lo stesso sindaco a ribadirlo nel corso di una intervista rilasciata al Blog dell’ Associazione Pro Meteo. Palomba avrebbe dunque accettato il parere contrario della popolazione di Carapelle e dei 5 Reali Siti, manifestando però un certo dispiacere legato al fatto che la popolazione abbia espresso un parere, senza aver approfondito la vicenda nella maniera dovuta. Sicuramente lo spirito protezionista della popolazione locale, fortemente scossa dalla vicenda Discarica di Ferrante, ha influito non poco in questa vicenda, ed il sindaco Palomba ha dimostrato un grande senso di democrazia accettando il volere popolare, pur non condividendo le ragioni del dissenso, evitando così di prendere una decisione fortemente impopolare, che avrebbe potuto mettere a rischio la stabilità dell’ amministrazione guidata dal Sindaco, nonchè Presidente dell’  Unione dei 5 Reali Siti. Si chiude così una parentesi breve ma tribolata, Caviro e Regione Puglia permettendo.

Per visualizzare l’ intervista cliccare sul seguente link http://associazioneprometeo.wordpress.com/

37 risposte a “Carapelle, Palomba rinuncia alla Centrale a Biomasse”

  1. Avatar signoraimpellicciata
    signoraimpellicciata

    Una domanda al Sindaco Palomba dagli intervistatori andava fatta, ed è la seguente: “Sindaco Palomba ma la sua posizione personale sull’inceneritore a biomasse qual’è? Lei è favorevole o contrario alla sua costruzione? Pensa che possa essere utile una politica a favore della “termovalorizzazione” sul nostro territorio?”….credo che l’opinione personale del Sindaco di Carapelle sulla faccenda sia poco chiara, cosa che si riscontra anche tra gli Amministratori Ortesi!…Qual’è la posizione dell’Assessore alla Sanità e dell’Assessore all’Ambiente di Orta Nova sull’argomento e, soprattutto, del Sindaco Moscarella?…Urge una nuova intervista sull’argomento da parte dell’Associazione Prometeo…viviamo nella “trepidante” attesa di queste risposte!

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  2. Avatar beta
    beta

    io credo che non si debba sempre fermarsi ad una lettura ma sarebbe opportuno approfondire ed andare al sodo.
    palomba ha affermato che rispetterà la volontà cittadina,l’impanto quindi non si farà, ora è inutile fare delle sterili polemiche.
    l’operato di palamba sarà da monito per altri……….
    all’assessore alla sanità ed all’assessore all’ambiente, chiunque potrebbe andare a rivolgere domande.

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  3. Avatar rebuffone

    Io condivido il gesto del sindaco Palomba, ovvero di rinunciare democraticamente a questo impianto visto il consenso contario della popolazione. Ribadisco comunque, come ho già detto in un altro post, che sulla questione delle energie rinnovabili siamo arretrati e ancora incompetenti, credo che davvero bisogna fare in modo che si approfondisca l’argomento in merito. Il problema è che si parla sempre su cose che non si conosco, si parla per “sentito dire”. Io per primo non ho ancora ben capito se quello di Carapelle fosse un inceneritore o un impianto a biomasse (CHE SONO DUE COSE DIVERSE!!!). Di fatti c’è gente che fa confusione su queste cose, certe volte si fa fatica a distinguere il bene dal male, le cause sicuramente sono da ricercare nella “non trasparenza” degli avvenimenti che ci coinvolgono e poi credo un minimo di responsabilità ce l’abbiamo anche noi cittadini “distratti” (dalle “cazzate” come diceva giustamente Qualcuno ad un comizio) che non ci informiamo, non ci documentiamo, non siamo liberi di creare il nostro futuro.

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  4. Avatar maiellaro
    maiellaro

    rebuffone. TU SCRIVI:”Io per primo non ho ancora ben capito se quello di Carapelle fosse un inceneritore o un impianto a biomasse (CHE SONO DUE COSE DIVERSE!!!). Di fatti c’è gente che fa confusione su queste cose, certe volte si fa fatica a distinguere il bene dal male…”

    QUINDI NON HAI BEN CAPITO, MA HAI CAPITO CHE SONO DUE COSE DIVERSE!!!
    ALLORA VUOI SPIEGARCI, LIMITATAMENTE A CIO’ CHE HAI CAPITO, LA S O S T A N Z I A L E DIFFERENZA CHE PASSA TRA UN INCENERITORE E UNA CENTRALE A BIO MASSE?
    PROVIAMO A FARE CHIAREZZA…

    SALUTE

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  5. Avatar losservatoreortese
    losservatoreortese

    Cos’e’ la Caviro?
    Un’azienda del Ravennate leader nella produzione di vino e distillati….
    Un consiglio da astemio: continua a produrre vino, please!
    Il business dell’energia e’ ben più ampio di quello vitivinicolo e questa azienda ha deciso di “valorizzare” i suoi scarti bruciandoli in impianti di incenerimento che essa stessa costruisce; il cerchio in tal modo si chiude, rendendosi praticamente autosufficiente. Ma a quale prezzo?
    A chi la fregatura?
    Leggiamo qualcosina che parla della Caviro scritta da esperti conterranei della Caviro e che hanno bocciato alla grande il progetto di costruzione di una centrale a biomasse-inceneritore (la stessa che in sostanza vogliono appioppare a noi):

    http://www.articolo32.it/faq.asp

    p.s. ricordo che in ogni progetto di centrale a biomasse si parla sempre di bruciare PREVALENTEMENTE biomasse; ciò vuol dire che non saranno bruciate ESCLUSIVAMENTE biomasse, ma anche “altro”.

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  6. Avatar sinistracritica
    sinistracritica

    MAIELLARO,
    posso provare a “fare chiarezza”?

    BENE:

    Allora: una centrale a biomasse dovrebbe, in teoria, bruciare (ricavando energia) tutti gli scarti derivanti dai cicli di coltivazione di piante, fusti, ecc..ecc…

    Tuttavia, nel 2003, una bastardissima legge votata durante il governo Berlusconi (2001-2006) dagli “adelphi della dissoluzione”, e precisamente IL D.Lgs. (Decreto Legislativo) n° 387 del 29 dicembre 2003 che ha dato attuazione alla direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità e di cui posto il link al testo….

    Fai clic per accedere a decreto_legislativo_29122003_387.pdf

    all’art. 2 da la definizione di cosa debba intendersi per “fonte di energia rinnovabile” e tra queste rientra il CDR (combustibile da rifiuto).

    In altre parole, ciò che FISICAMENTE è diverso (biomasse=vegetali+legno e plastiche) è stato reso “uguale” dalle parole usate dagli avvocati del sig. Berlusconi…

    Personalmente non sono un espeto di diritto amministrativo ma, a dirla tutta, non credo esistano degli impedimenti giuridici di qualche tipo né delle serie e PROVATE contro.indicazini fisiche) alla realizzazione di un impianto che bruci solo la biomassa nel senso della definizione “naturale” del termine…

    O NO?

    Saluti

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  7. Avatar osservatorecarapellese
    osservatorecarapellese

    AL SINDACO PALOMBA: e vero che i cittadini di Carapelle ,anzi la vostra opposizione gli ha proposto un REFERENDUM a proposito dell’inpianto Biomasse?
    E vero che lei era gia d’accordo con la Caviro sull’inpianto prima che venisse presentata alla Regione?

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  8. Avatar maiellaro
    maiellaro

    …QUINDI OLTRE ALL’INGHIPPO LEGISLATIVO/CRIMINALE IN SOSTANZA SI TRATTA DI BRUCIARE E BRUCIARE VUOL DIRE TRASFORMARE COSE CHE IN “ENTRATA” SONO INNOCUE, MA IN “USCITA” SONO CENERI E FUMI TOSSICI, ANCHE LE BIOMASSE.
    ANCHE LORO PERCHE’ NON TRASCURIAMO IL PARTICOLARE CHE LE COLTIVAZIONI E GLI ALLEVAMENTI “MODERNI” NECESSITANO DI DISERBANTI, PESTICIDI, ANTIBIOTICI, SOSTANZE CHIMICHE UTILIZZATE COMUNEMENTE E COSTANTEMENTE DA PRODUTTORI DI UVA, ORTOFRUTTA, DA ALLEVATORI DI BESTIAME.
    E QUESTE SOSTANZE “VIAGGIANO” CON LE BIOMASSE.

    MESSI ALLE STRETTE GLI ESPERTI-SPONSORS ADDUCONO L’ARGOMENTO CO2:
    “Quando si bruciano le biomasse (ad esempio la legna), estraendone l’energia immagazzinata nei componenti chimici, l’ossigeno presente nell’atmosfera si combina con il carbonio delle piante e produce, tra l’altro, anidride carbonica, uno dei principali gas responsabile dell’effetto serra. Tuttavia, la stessa quantità di anidride carbonica viene assorbita dall’atmosfera durante la crescita delle biomasse. Il processo è ciclico.
    Fino a quando le biomasse bruciate sono rimpiazzate con nuove biomasse, l’immissione netta di anidride carbonica nell’atmosfera è nulla.”

    BENE. ANZI MALE.
    PERCHE’ IL RAGIONAMENTO PRESUPPONE CHE PER RIMANERE IN “EQUILIBRIO” LE BIOMASSE BRUCIATE DEVONO ESSERE RIMPIAZZATE CON NUOVE BIOMASSE, MA LA TESI SAREBBE VALIDA SE PARLASSIMO DELLA SOLA LEGNA E DEI PRODOTTI VEGETALI, MA LE BIOMASSE, ALMENO IN ITALIA, COMPRENDONO ANCHE I RESIDUI INDUSTRIALI DELLA LAVORAZIONE DELLA CELLULOSA, PRODOTTI ORGANICI DERIVATI DALL’ATTIVITA’ BIOLOGICA DELL’UOMO E DEGLI ANIMALI CHE NON CONTRIBUISCONO (diciamo così per non parlare di merda e di solventi chimici) ALL’EQUILIBRIO SU MENZIONATO.

    INOLTRE, SEMPRE A PROPOSITO DI CO2, SI BRUCEREBBERO SOSTANZE VEGETALI PROVENIENTI ANCHE (forse soprattutto) DA ZONE LONTANE (anche centinaia di Kilometri) IN UN IMPIANTO LE CUI EMISSIONI INFLUIREBBERO LA ZONA CIRCOSTANTE (20/30 KM), CAUSANDO UNA SORTA DI IPERPRODUZIONE LOCALE DI CO2.
    BRUCIO PIU’ DI QUELLO CHE IL MIO TERRITORIO PRODUCE E DELLE MIE CAPACITA’ DI “ASSORBIMENTO”.
    C’E’ CHI LO CHIAMA (correttamente) IMPATTO AMBIENTALE.

    SALUTE.

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  9. Avatar maiellaro
    maiellaro

    SIG. PALOMBA SINDACO DI CARAPELLE QUANDO ANDRA’ ALLA CONFERENZA DI SERVIZI REGIONALE PORTI CON SE’ RACCOMANDAZIONI DI QUESTO TIPO FATTE DA MEDICI SPECIALISTICI
    COSI’ POTRA’ DIRE CHE LA POPOLAZIONE DI CARAPELLE NON ERA ALLARMATA SENZA GIUSTA CAUSA:

    MinForma > Andrologia:
    Patologia andrologica ed inquinamento ambientale: la sindrome da disgenesia testicolare

    Riassunto.
    La sindrome da diagenesia testicolare caratterizzata da infertilità, la neoplasia del testicolo, mancata discesa dei testicoli nello scroto e lo sbocco anomalo del canale uretrale. Questa patologia sembra essere dovuta a fattori razziali e ad inquinamento.
    La sindrome da disgenesia testicolare è stata identificata del tutto recentemente medianti studi epidemiologici che hanno indicato che la salute riproduttiva del maschio è decaduta negli ultimi anni: la qualità dell’ eiaculato (intesa come concentrazione, motilità e morfologia spermatica) è peggiorata, la neoplasia del testicolo, il criptorchidismo (mancata discesa dei testicoli nello scroto) e l’ ipospadia (lo sbocco anomalo del canale uretrale) sono aumentate nelle popolazioni Europee e di ceppo Europeo.

    Questa tendenza al peggioramento è in relazione all’ anno di nascita: i pazienti delle coorti più vecchie hanno una migliore salute riproduttiva dei soggetti più giovani. Le ragioni sono ignote, ma la rapidità del cambiamento chiama in causa fenomeni ambientali si sospettano composti chimici ad azione endocrino-simile/endocrino-clastica (che simulano l’ azione di ormoni). Si sostiene che questi composti, attraverso una azione diretta sulle cellule di Sertoli (cellule che inducono la maturazione degli spermatozoi) e/o di Leydig (cellule che producono il testosterone), porterebbe ad alterazione della differenziazione delle cellule da cui origininano gli spermatozoi. Si è individuato che alcuni di questi composti (ftalati) alterano lo sviluppo del testicolo e dei suoi annessi.
    La sindrome da disgenesia testicolare ha diversa prevalenza a seconda delle regioni: maggiore in Danimarca, seguita da Francia, Scozia ed infine Finlandia. Ricerche specifiche nel campo non sono state fatte in Italia, ma alla fine degli anni 90 si è evidenziato un calo della qualità del seme, pertanto è possibile che la sindrome da disgenesia testicolare interessi anche noi. In un primo momento queste differenze sono state spiegate con diversi livelli di inquinamento ambientale, e successivamente con una interazione fra fattori genetici ed ambientali.

    Per quanto la sindrome da disgenesia testicolare possa essere riprodotta sperimentalmente nel ratto mediante la somministrazione di ftalati, fino a non molti anni fa non vi erano evidenze che i mammiferi potessero essere affetti spontaneamente da tale sindrome, il che poteva dare adito a dubbi sul fatto che tale patologia esistesse realmente. Recentemente, però, si sono trovati due modelli spontanei di tale sindrome, che tendono a confermarne l’ esistenza.

    In tutto il nord America è diffuso il cervo dalla coda nera, ma solo negli esemplari presenti nell’ isola di Kodiak (Alaska) esiste sindrome analoga a disgenesia testicolare. In maniera analoga il puma è diffuso in tutto il nord ed il centro america, ma solo il puma della Florida risulta essere affetto dalla sindrome da disgenesia testicolare. Oltre a fattori di consanguineità degli esemplari (vale a dire fattori genetici), in entrambi i casi si è invocate una responsabilità di fattori ambientali.
    Pertanto, caro lettore, sii egoista col cervello: quando bruci plastica o getti l’olio esausto dell’ auto danneggi te ed i tuoi figli, e non danneggi poco.

    Articolo tratto da http://www.medicitalia.it/giorgiocavallini su gentile concessione del Dr. Giorgio Cavallini

    Tags: varicocele – prostatite – testicolo ritenuto – infertilità – torsione testicolare – pene curvo – fimosi – spermiogramma – vasectomia – impotenza – idrocele – induratio penis plastica – la peyronie – masse scrotali

    Dr. Giorgio Cavallini

    Specializzato in:
    – Chirurgia generale

    Perfezionato in:
    – Urologia
    – Andrologia

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  10. Avatar sinistracritica
    sinistracritica

    Sai Maiellaro,
    il tuo continuo “fare loop” con le stesse argomentazioni mi ricorda quello di un disco rotto o di un software sensa istruzioni…

    Ti rendi conto di quanto casino hai fatto?
    Ancora con stà storia che nel bruciare, “anche” le biomasse emettono sostanze inquinanti?

    Davvero?
    E dicci, al di là di questa scoperta per cui l’Accademia Reale di Svezia si rifiuta di tornare sui suoi passi assegnando a Te il Nobel per la Chimica, csa proponi?

    Qual è, cioè la tua proposta per ELIMINARE il PROBLEMA degli scarti agricoli, oggi pedissequamente BRUCIATI ALL’ARIA APERTA?

    Sai, a volte sembri Fini: in Italia tutti fumano e, sopratutto, TIRANO, specie quelli che apprtengono alle elevate sfere sociali eppure…quanta ipocrisia…

    Quanta iposcrisia che c’è nelle parole di chi ci tiene alla sua pellaccia in maniera così, in fondo, egoista, da non volere proprio prorio capire che quello energetico è un problema SERIO, cui vanno tovate soluzioni SERIE…a tutti i costi!!

    E, forse su questo proprio non siamo d’accordo, tra questi costi rientrano anche le “ciminiere”.
    Se non vi sta bene, ok.
    EVITATE PERO’ di ergervi a “paladini” di chissà quale morale….

    Saluti

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  11. Avatar maiellaro
    maiellaro

    AZZ SI TTUST!
    CON GLI SCARTI AGRICOLI CI FAI CONCIME, COMPOSTAGGIO PER PRODURRE CONCIME.
    METTI SU UNA “FABRICHETA” DI COMPOSTAGGIO E DIFFERENZAZIONE, ASSUMI PERSONALE, PAGHI UN TOT AL QUINTALE GLI SCARTI AGRICOLI…E NON INQUINI.
    DOV’E’ LA MORALE SBAGLIATA?!
    TI SEMBRA COSI’ LONTANO DALLA REALTA’?
    IL GUAIO E’ CHE NON CI SONO I CIP6 ED AL POLITICO AMMINISTRATORE, ANSIOSO DI ESSERE CORROTTO DALLE IMPRESE CHE VOGLIONO COSTRUIRE IMPIANTI DI INCENERIMENTO, QUESTA SOLUZIONE ALLETTA MENO.

    SALUTE

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  12. Avatar anna
    anna

    Io penso che le alternative a bruciare ci siano….il fatto è che il sud Italia è rimasto indietro con i tempi…non mi voglio ergere a “paladina”…semplicemente facendo un po di ricerche si può notare che sia al nord Italia che all’estero si sta cercando di evitare di costruire impianti obsoleti…
    Invece di costruire inceneritori o “termovalorizzatore” come qualcuno li chiama, si potrebbero istallare impianti di Biogas e centri di riciclo come quello di Vedelago!
    Vi invito a guardare questi video…

    STEFANO MONTANARI – centrali a biomassa

    l’alternativa è il BioGas

    Centro di Riciclo di Vedelago (Tv) – Riciclo al 99%

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  13. Avatar rebuffone

    maiellaro, ascolta
    (premettendo che nel campo chimico ci lavoro, guardacaso proprio nell’analisi dei metalli e diossine simili)

    ho letto sia un pò i vari post su l’argomento e poi ho visto il video di Montinati.
    Innanzitutto cita il problema delle diossine, dice in linee molto generali che bruciando il carbonio organico e le sostanze clorurate si formano diossine. Io aggiungo che non solo dalla combustione si generano diossine ma anche dalla sbiancatura della carta e dei tessuti. In effetti il Sig. Montinari non dice quali siano le specifiche condizione perchè ciò avvenga nel processo di combustione e che sono:

    – presenza di metalli (Fe,Cu…) che sono attivatori nella catalisi pro-diossina diossina-simili(PCB)
    – chiaramente matrice organica per la combustione
    – temperature relativamente basse (nell’intervallo dei 200-500 °C)
    – concentrazioni di Ossigeno scarse
    – assenza di Zolfo (che forma dei sali, dei solfuri con i metalli sopra citati, sottraendoli all’azione catalitica).

    Quindi Montanari mi trova farevole nel caso questi impianti nn rispettino le adeguate condizioni per il funzionamento, lì a perfettamente ragione.
    Poi per quanto riguarda le sue analisi che ha fatto, io credo che nn c’accocchiano niente con impianti a biomasse, perchè ha fatto delle rilevazioni sui fumi della legna dei caminetti che:
    -uno, i caminetti non sono impianti a biomasse. Hanno una diversa tecnologia, anzi nn ne hanno proprio.
    -due, sappiamo benissimo che la mamma del cretino è sempre incinta, e che x questo motivo nei caminetti ci bruciano di tutto, addirittura le foto (dopo le delusioni d’amore) e le bottiglie di plastica(quelle si che davvero producono diossine e PCB!!!!)
    Poi ancora va nello specifico parlando dellla combustione di tralci di vite e potature di ulivo con i relativi materiali inorganici associati, e questo anche nn c’entra niente con gli impianti a biomasse perchè ci sono delle colture adatte x l’alimentazione dell’impianto e che non sono ne la vite e ne l’ulivo.
    Cioè Montanari dice delle cose vere, ma nn fa riferimento puramente a quelli che sono gli impianti in questione (o quelli che dovrebbero essere) ma fa riferimento alla combustione di immondizia e altra roba, che è chiaro ed ha ragione in quel caso.
    Condivido anche il fatto che x realizzare un impianto di questo tipo bisogna fare le dovute valutazioni, ovvero: ci sono le risorse per alimentarlo? ce ne sono a sufficienza al fine di garantire un discreto rendimento di energia?
    Quindi io ribadisco il parere favorevole rispetto a questa fonte di energia rinnovabile (perchè gli impianti a biomasse fanno parte delle energie alternative, nel caso qualcuno avesse ancora dei dubbi). E’ chiaro che, come un po x tutto, ci devono essere delle regole e dei controlli affinchè tutto proceda come dovrebbe, anche perchè se così nn fosse, farebbero + danno che altro.
    Tenendo conto anche delle altre proposte che sn state fatte sopra, come il composteggio, il biogas ecc.
    Pensate che in Brasile(un paese in via di sviluppo, non l’America) dalla fermantazione di biomassa producono etanolo e lo utilizzano cm carburante per le automobili.
    Ciao ciao

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  14. Avatar maiellaro
    maiellaro

    CARISSIMO, PER LEGGE UN IMPIANTO DI INCENERIMENTO DEVE BRUCIARE CON UNA TEMPERATURA CHE MAI, IN NESSUN MOMENTO, DEVE SCENDERE SOTTO GLI 850° CENTIGRATI, IL RISCHIO E’ LA FORMAZIONE DI DIOSSINE (sono tante le diossine), ANCHE PERCHE’ SE PARLIAMO DELLA SOLA LEGNA VERGINE PARLIAMO DI UTOPIA E POESIA.
    CIO’ CHE UN IMPIANTO A BIOMASSE BRUCIA NON E’ LA MERA LEGNA VERGINE, MA E’ AUTORIZZATO, A NORMA DI LEGGE (sigh!), A BRUCIARE SCARTI DI LAVORAZIONE AGRICOLA PIENI DI VELENI, DISERBANTI, PESTICIDI…, SCARTI E RIFIUTI DI ALLEVAMENTI ANIMALI (i quali sono imbottiti di antibiotici) IL TUTTO CON L’IMPIEGO DI ADDITIVI AZOTATI E SOLFATI PER UN’EFFICIENTE INCENERIMENTO.
    DOVRESTI SAPERE CHE I FILTRI ATTUALMENTE UTILIZZATI PER LE CIMINIERE SONO EFFICACI PER LE CENERI A GRANA GROSSA, MA NULLI PER IL PARTICOLATO FINE ED ULTRAFINE.
    AGGIUNGO CHE PRIMA DI ESSERE STOCCATI IN DISCARICHE SPECIALI(?) LE CENERI PRODOTTE RIMANGONO SOLITAMENTE ALL’APERTO E SOGGETTE ALLA “VOLONTA’” DEL VENTO CHE SPIRA…
    E I TIR CHE “PASSEGGERANNO” SU E GIU’ PER PORTARCI LA BIOMASSA(oltre a quelli che gia’ ci sono) CHE FANNO INQUINANO O NO?
    CONCLUDO CON L’OSSERVAZIONE CHE QUESTI IMPIANTI NECESSITANO DI UNA QUANTITA’ DI ACQUA IMPRESSIONANTE, COSA CHE NE’ ORTA NOVA NE’ CARAPELLE, NE’ I 5, NE’ I 50 REALI SITI DEL TAVOLIERE DELLE PUGLIE POSSONO PERMETTERSI IL LUSSO DI SPRECARE.
    NON MI ALLETTA L’IDEA DI DIVENTARE IL POSACENERE DI NESSUNO….E A TE?

    SALUTE

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  15. Avatar rebuffone

    Sono pienamente d’accordo sul fatto che ci sono diversi punti critici da tenere sotto controllo, ecco perchè nel dubbio meglio sospendere il progetto come ben ha fatto il Sindaco Palomba. Sappiamo benissimo che il tema è delicato, proprio perchè ne vale la salute pubblica. Per quanto riguarda i tir, anche io in un post precedente avevo già detto che l’importazione del materiale nn avrebbe avuto nessun senso, visto che per lunghe tratte, si utilizzano molti tir, e di conseguenza si inquina di più. Concludo dicendo che prima di prendere decisioni importanti come in questo caso, bisogna studiare tutte le soluzioni disponibili x il problema, poi credo sia molto importante coinvolgere le università, gli enti di ricerca e quant’altro, poi bisogna coinvolgere anche la gente ed informarla, solo così possiamo cercare di migliorare le cose.
    E comunque sia…W l’energia pulita!!!

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  16. Avatar fausto
    fausto

    se verrà mai costritua tale centrale…il grado di inquinamento sarà pari a 10 autotreni in moto per 24 ore su 24…..in un luogo concentrato……. ora a voi la scelta……l’interesse di questa centrale supera l’interesse della collettività di carapelle????ormai Palomba ha messo il suo punto fermo!!! se i cittadini non la vogliono ha confermato di fare di tutto per non farla. Ricordate però che non spetta a lui la decisone ma la stessa è ai piani più alti, la regione. bella patata bollente….chissa se palomba si metterà in strada con i suoi cittadini e se gli stessi saranno in tanti sbarrare la strada.
    La maggioranza vince!!!!!!!!!!!

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  17. Avatar sinistracritica
    sinistracritica

    Bene bene…
    Volevo fare i miei complimenti ad Anna, che ha citato un modo di produzione di energia (quello via Fogna-Biogas) di cui in Italia non si parla affatto ma che all’estero (Scandinavia in testa) è realtà da anni…Della serie: quando si comunica…le soluzioni si trovano.

    PS: Maiellaro, “per legge la temperatura non deve scendere sotto gli 850°C??” Mi chiedo per quale motivo tu insista a voler usare a tutti i costi dei “rafforzativi” così cialtroneschi alle tue affermazioni…

    PS2: Ok, l’impianto della Caviro non va bene ma…a me i talebani fanno orrore….e tu una soluzione agli scarti agricoli, OGGI GIA’ BRUCIATI, continui a non fornirla…

    Saluti

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  18. Avatar maiellaro
    maiellaro

    SEI SEMPRE IL SOLITO “TUTTOLOGO”!
    TI HO GIA’ DETTO CHE POI FAI LA FIGURA DEL COGLIONAZZO, NON INSISTERE IN ARGOMENTI DEI QUALI NON HAI CHE UNA “INFARINATURA”.
    LASCIA STARE, SENTI A ZIZIO!

    TI SPIEGO PERCHE’ NON PUO’ SCENDERE SOTTO GLI 850°:perchè la molecola di diossina ha un’energia di legame tale che a poco più di 850 gradi centigradi si rompe. Sotto tale temperatura viene perciò immessa nell’atmosfera bypassando bellamente i filtri.

    …LA FISICA HA LE SUE LEGGI, CHE CI VUOI FARE…UNA TELEFONATA A DIO? HAI VISTO MAI! CON LE TUE CONOSCENZE!

    P.S.
    MI PARE CHE LA SOLUZIONE SIA GIA’ STATA PROPOSTA:
    NO IMPIANTO A BIOMASSE
    SI IMPIANTI DI COMPOSTAGGIO PER PRODURRE E COMMERCIALIZZARE CONCIME, PREVIO ACCORDO C/AGRICOLTORI, I QUALI VENDERANNO AD UN PREZZO STABILITO LE LORO BIOMASSE, NON PER BRUCIARLE, MA PER FARE COMPOST.
    QUINDI NASCITA DI UN CONSORZIO AD HOC.
    SANZIONI SEVERISSIME PER I PROPRIETARI TERRIERI CHE BRUCIANO.

    P.S.2
    MA POI PERCHE’ FAI TUTTA STA POLEMICA SE IN FONDO SIAMO DACCORDO. OGNIUNO HA IL SUO METODO DI COMUNICARE.

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  19. Avatar sinistracritica
    sinistracritica

    Maiellaro,
    è proprio perchè la fisica ha le sue leggi…che le biomasse (di cui, è bene specificarlo, il legno è la parte con il potere calorifero maggiore) non bruciano ad 850°C ma a temperature ben inferiori…

    Cmq, il bello di vivere nel 2009 è che non bisogna conoscere tutto per sapere le cose… e così, a beneficio di quanti per n motivi non “ricordino” il processo di combustione “classico” posto questo bel link in cui c’è un bel riassunto della cosa:

    http://www.alfredoneri.com/la_combustione.htm

    Poi, venendo a Noi: visto come stai messo (cioè molto male…) in fatto di energia, materie e termodinamica, ti consiglio un bellissimo libro: si chiama “Merceologia” di Giorgio Nebbia: di seguito il link al suo sito (questo è uno che ne sa “abbastanza”).

    http://www.fondazionemicheletti.it/nebbia/

    Per quanto riguarda la “polemica” io non sono affatto d’accordo con te, in quanto quello che tu usi come “metodo comunicativo” è molto grossolano e sbrigativo (u pò stile “Lega Nord, per intenderci: buono ad alzar polveroni, ma non a trovare soluzioni alter-native serie).
    Tu usi l’accetta per tagliare il capello…e, siccome credo che uno dei grandi “xchè” dell’agghiacciante situazione politico-amministrativa di questo Paese stia proprio nella “rozzezza” della sua Classe dirigente, non vedo per quale ragione dovrei fidarmi di chi, dice cose opposte, ma utilizzando lo stesso metodo di “non analisi” dei fatti…

    Insomma: almeno per quello che riguarda questa questione specifica (e non dimentichiamo le stupidaggini che hai scritto su eolico e solare…) il tuo è un “metodo” non condivisibile affatto, tanto più quando si parla di questioni che richiedono, diciamo così, una “certa precisione”…

    Poi, ancora: francamente non credo che il compostaggio delle migliaia di tonnellate di scarti agricoli prodotti dalle nostre parti possa produrre utili di qualche tipo…

    Cmq sia, per ora la discussione termina qui.
    In futuro xrò, ti invito ad evitare di NON CONSIDERARTI immune dal “peccato originale” di ogni buon occidentale, che è lo sterminio…in nome del petrolio.

    Ogni volta che si parla di stè robe, quindi, tieni presente che il problema energetico è la “chiave”…per tutte le cose: no energy…no party.

    Di ecologisti che vanno alle manisfetazioni per la Pace con i SUV, ce ne sono già troppi…E’ gente inutile, oltre che dannosa.

    In futuro, quindi, ogni volta che parli di stè robe, fammi il favore: preoccupati di fare il “bilancio energetico”…altrimenti, almeno per me e almeno per ciò che concerne queste questioni, non sei che “un’altra faccia della stessa medaglia”…

    Saluti

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  20. Avatar maiellaro
    maiellaro

    MA GUARDA CHE SCOPERTA! LA LEGNA CHE SI ACCENDE NEL CAMINETTO!
    MA LO SAI CHE NESSUNO CI AVEVA PENSATO?

    DAI NON SCHERZARE…COL FUOCO.

    SI STA PARLANDO DI IMPIANTI CHE BRUCIANO BIOMASSE, NON DEL FOCOLARE DI NONNA BERTA, NON ESEERE RIDICOLO.

    RIPETO, PER L’EOLICO ED IL SOLARE BENE, BENISSIMO, AUSPICABILE, MA ATTENZIONE A NON SVENDERE IL TERRITORIO PER UN TOZZO DI PANE, E QUESTA COSA E’ IMPUTABILE AL POLITICO LOCALE CHE PUR DI “FARE” CI VENDE PER UN TOZZO DI PANE.
    A RIGUARDO LEGGI LE ULTIME DELIBERE COMUNALI CHE PARLANO DI UNA SORTA DI “RISARCIMENTO” CHE LE AZIENDE CHE PRESENTERANNO AL COMUNE DI ORTA NOVA DOVRANNO VERSARE NELLE CASSE COMUNALI.

    DELIBERA DEL CONSIGLIO COMUNALE N. 12 DEL 14/05/2009:

    APPROVAZIONE SCHEMA DI CONVENZIONE PER LA REALIZZAZIONE DI IMPIANTI FOTOVOLTAICI DI POTENZA SUPERIORE A 40KW NONCHE’ OPERE CONNESSE E INFRASTRUTTURE INDISPENSABILI ALLA COSTRUZIONE ED ESERCIZIO.

    …ed il contributo da versare al Comune per la valorizzazione e riqualificazione delle aree territoriali interessati ovvero per la compensazione delle criticità ambientali;

    POI SE HAI TEMPO LEGGITI ANCHE LA DELIBERA N. 11
    (SI RISCHIA LA PALA SELVAGGIA!)

    P.S. PERO’, NON RIDEVO COSI’ DI GUSTO DA TANTO TEMPO.

    SALUTE

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  21. Avatar maiellaro
    maiellaro

    ALTRO CHE CENTRALE A BIOMASSE.
    ECCO UN MODO GIUSTO PER VALORIZZARLE:

    Arriva il bioetanolo sostenibile, la benzina del futuro
    di Marco Ferrando

    Tenuta Cassana, alle porte di Tortona (Alessandria). È qui, nel cuore della pianura Padana, che «cresce» la benzina del futuro. Una cinquantina di ettari dedicati all’ARUNDO DONAX, la canna palustre, e al SORGO, le due colture oggi in pole position per diventare la materia prima del bioetanolo di seconda generazione, più apprezzato di quello attuale perché ottenuto non più da zucchero ma da cellulosa, dunque da biomasse non food. Due volte l’anno, a inizio estate e in autunno, il raccolto dalla tenuta Cassana viene trasportato a pochi chilometri di distanza, nel cuore del Parco tecnologico scientifico di Rivalta Scrivia dove si trova Chemtex Italia con il primo impianto in Italia capace di trasformare in benzina verde su scala pre-industriale non più il mais o la canna da zucchero, ma biomasse legno-cellulosiche decisamente meno pregiate come, appunto, canna palustre e sorgo. Ma anche, volendo, il cippato di legno.

    Come raccontato da «Il Sole 24 Ore NordOvest» oggi in edicola, il primo a visitare il nuovo sito di Rivalta, l’impianto in questione entrerà in funzione nei prossimi giorni. È il fiore all’occhiello del progetto di ricerca Pro.E.Sa., che vede protagonista il gruppo Mossi&Ghisolfi (tra i leader mondiali nella produzione di Pet), un pool di laboratori universitari e Pmi dell’Alessandrino, insieme a Regione Piemonte e ministero delle Attività produttive: in totale, gli investimenti si aggirano intorno ai 120 milioni, di cui 90 a carico del gruppo M&G.

    A pieno regime l’impianto pilota di Rivalta sarà in grado di sfornare una tonnellata al giorno di materiale pretrattato per il bioetanolo, smaltendo 20 chilogrammmi all’ora di biomassa. Una quantità ancora modesta, ma quel che conta qui è la tecnologia: «La linea in fase di montaggio – chiarisce Dario Giordano, responsabile ricerca e sviluppo del gruppo M&G – è la copia perfetta, seppur in miniatura, degli impianti di vasta scala». Morale: se, come probabile, i risultati dei test saranno quelli sperati, si potrà replicare lo schema su impianti da migliaia di tonnellate al giorno.

    La linea è stata interamente progettata da Chemtex ed è coperta da cinque brevetti. La controllata del gruppo M&G ha iniziato a lavorarci alla fine del 2007, quando si è insediata nel Parco scientifico di Rivalta e ha assunto una ventina di ricercatori (chimici, agronomi, ingegneri, biologi). Da un anno e mezzo qui si fa ricerca su tutta la filiera dei biocarburanti: le biomasse di partenza, come detto, provengono dalla tenuta Cassana di Tortona; la materia organica, essicata e trinciata, viene pretrattata attraverso l’immissione di vapore acqueo ad altissima pressione, un passaggio dal quale la biomassa esce sotto forma di composto morbido e acquoso. Di qui si procede prima all’idrolisi e poi alla distillazione, due ulteriori fasi in parte sovrapposte che nell’arco di 120 ore producono il liquido finale, dal quale si distilla il bioetanolo. Nei 3mila metri quadrati dei laboratori del Pst i 40 ricercatori Chemtex studiano tutte le fasi del processo, in modo da arrivare a individuare non solo la biomassa dalla la resa maggiore, ma anche i trattamenti che ottimizzano la produzione di zuccheri.

    L’obiettivo è ambizioso: «Individuare entro il 2010 la formula che ci consenta di produrre bioetanolo sostenibile dal punto di vista agricolo e a un prezzo assolutamente competitivo», aggiunge Giordano. Su quest’ultimo versante, l’Unione europea in un certo senso è venuta incontro all’attività di M&G, perché «in una recente direttiva ha previsto che i contributi per il bioetanonolo da cellulosa siano doppi rispetto a quelli di prima generazione», ricorda Guido Ghisolfi, vice presidente del gruppo. «Sono convinto – prosegue – che i contributi saranno decisivi a far decollare il mercato, ma successivamente starà in piedi da solo». A prescindere dalle oscillazioni del rivale di sempre, il petrolio: «Saremo presto in grado di produrre a costi competitivi anche con il greggio a 40 euro», assicura Ghisolfi. Che proprio per questo, dopo l’impianto pilota, punta a realizzarne un altro, questa volta non più di tipo dimostrativo. Dove? «Sicuramente in Piemonte», assicura, ma sulla destinazione definitiva la partita è ancora aperta.

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  22. Avatar rebuffone

    X Maiellaro e Sinistra Critica

    Ragazzi mi dispiace ma devo correggere alcuni vostri punti:

    Dunque è vero che la legna o comunque la materia organica brucia a valori di temperatura realtivamente bassi, però – Sinistra Critica – è necessario mantenere alte le temperature onde evitare (nn so se veramente a 850°, bho) la formazione di diossine o diossina simili.Le basse temperature (200-500°C) favoriscono la cinetica di formazione.

    Poi nn ho capito bene il concetto di Maiellaro:

    “TI SPIEGO PERCHE’ NON PUO’ SCENDERE SOTTO GLI 850°:perchè la molecola di diossina ha un’energia di legame tale che a poco più di 850 gradi centigradi si rompe. Sotto tale temperatura viene perciò immessa nell’atmosfera bypassando bellamente i filtri.”

    sinceramente nn ho capito cosa volessi dire,è vero che non si può scendere sotto determinate soglie di temperature (poi nn so se veramente 850°C…nn so dove tu l’abbia visto) poichè questo causa la formazione delle diossine o diossina simili. Poi prima dici che a poco più di 850° l’energia di legame si rompe (a parte il fatto che l’energia nn si rompe!! magari si rompono i legami…vabbè lasciamo stare…), poi dici sotto tale temperatura viene immessa ecc ecc.. Facci capire cosa volevi dire, perchè in un concetto di due righe hai fatto minimo 10000 contraddizioni.
    Se con calma ce lo ripeti forse è meglio x tutti. Perchè detto così fai intendere che basta andare oltre gli 850°C cosicchè si rompono i legami e di conseguenza le diossine di degradino ,mi piacerebbe sapere dove l’hai trovata questa affermazione, sarebbe interessante anche perchè se fosse così avremmo risolto il problema diossina x sempre e tu avresti preso il Premio Nobel (può essere anche che stai dicendo una cosa vera e quindi il Nobel te lo danno davvero eh! te lo auguro caro), ma sappiamo che la tossicità deriva proprio dal fatto che sono sostanze che si accumulano e non si riescono a smaltire.

    Cmq davvero la storia che si possono rompere le diossine mi interessa sul serio, magari poi m segni il testo da cui ai preso spunto.

    ciao

    ciao ciao

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  23. Avatar sinistracritica
    sinistracritica

    Maiellaro,
    è inutile che continui a fare il pirlomane postando e ri-postando sempre le stesse cazzate…
    Biomasse? Parliamone, dico io: discutiamo delle specifiche tecniche che dovrebbe avere un impianto moderno ed UTILE, oltre che per la co-generazione di Energia (tu continui a prendere il problema energetico sotto gamba e ti rifiuti di capire che esso è la CHIAVE di tutto..) e l’eliminazione degli scarti agricoli; tutto quà.

    Quanto alle Pale, mettiamola così: quello “paesaggistico” è un problema di secondaria importanza, rispetto a quello delle generazione energetica. OK?
    Quanto poi allo “svendere il territorio per un tozzo di pane”, mi risulta che nessuno sia obbligato a farlo e, a dirla tutta, mi risulta pure che i guadagni per i proprietari terrieri siano tutt’altro che…insignificanti.

    Non ti piacciono i regolamenti comunali? BENE. Allora parliamone (facciamo finta di essere “Classe Dirigente”: ti piace questo gioco?)

    Poi: il bio-etanolo è combustibile corrente in Brasile da anni…e la Fiat, che in Brasile ha stabilimenti, è anche molto brava a fare motori che vanno a bio-etanolo. QUINDI:
    Smettila di postare notizie come se fossero lo scoop dell’ultima ora, perchè dopo un pò, pur avendo, almeno credo, le migliori intenzioni, diventi ridicolo (mi ricordi qualcuno, sai?).

    Insisto quindi nel mio consiglio: leggi il testo del prof. Nebbia. Imparerai a “stupirti di meno”…dell’acqua calda.

    Scopriresti per esempio che una “battaglia per il bio-gas” di cui Anna ha parlato, vale molto di più (in tutti i sensi possibili della parola “valore”…) di una battaglia contro la “pala selvaggia”.

    Per chiudere. Sii più calmo e meno Savonarola, sopratutto… Attieniti ai FATTI: le “biomasse” da Noi già si bruciano. E se hai in mente per davvero di “mettere sanzioni durissime a tutti gli agricoltori”, allora comincia a chiederti se tu stia davvero bene col cervello o, perlomeno, se sia davvero percorribile una simile strada.

    PS: LEGGI TUTTO, non solo il primo rigo. E rispondi solo se hai qualcosa di nuovo da comunicare Non è obbligatorio rispondere.

    PS2: poi magari quando ti sarai calmato parliamo anche di un progetto “strano” e “bizzarro”: si chiama “protocollo di Kyoto”. Questo “protocollo” prevede che per ogni quantità di CO2 emessa, il Paese paghi o….PIANTI SUPERFICI VERDI PER una quantità ritenuta congrua ad assorbire la CO2 emessa…
    Tu che cosa ne pensi di una “centraluzza” che

    a)Produca un pò di Energia (diciamo qualche centinaio di barili/ equivalenti all’anno: magari hai visto mai che salviamo pure qualche bambino iraqueno?).

    b)Ci liberi dai Fumi tossici e dalla cenere sui balconi che d’estate tutti ci ritroviamo..

    c)Preveda che la società installatrice curi anche la piantumazione di…diciamo 20-40ha di bosco (ci sono contributi europei anche per questo…)

    Ecc…ecc…
    >Fine della trasmissione (e fai il bravo…che ‘ù fàtt l’ha capéjt…………..)
    A presto.

    Statt bùòn

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  24. Avatar sinistracritica
    sinistracritica

    Ah, a proposito di correttezza: Luca, ma ti pare mai possibile mettere il teschio sullo sfondo dellla tua domanda?
    Sai che così il risultato del test è…quanto meno opinabile?

    PS: se volete essere diversi per davvero, da chi inganna il prossimo….allora dovremmo smetteterlo di farlo a vostra volta, foss’anche per avvalorare giuste tesi…a fin di bene.
    Si puà vincere anche sensa barare…

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  25. Avatar maiellaro
    maiellaro

    RAGAZZI, CALMA E GESSO.

    PRIMA S.C.

    LEGGI BENE!!!
    B I O E T A N O L O DI S E C O N D A G E N E R A Z I O N E.
    DI 2° GENERAZIONE N O F O O D.
    QUINDI NON PIU’ CANNA DA ZUCCHERO E MAIS, MA BIOMASSE LEGNO-CELLULOSICHE MENO PREGIATE COME LA CANNA PALUSTRE, IL SORGO ED IL CIPPATO DI LEGNO.

    LE PALE EOLICHE
    MA COSA PUO’ FREGARE ALLA COLLETTIVITA’ SE IL PROPRIETARIO DEL TERRENO SI ARRICCHISCE CON LE PALE EOLICHE.
    IO PARLO DEL FATTO CHE IL COMUNE QUANDO DA’ L’AUTORIZZAZIONE ALL’AZIENDA “X” DI COSTRUIRE UN IMPIANTO EOLICO E/O FOTOVOLTAICO DEVE PRETENDERE UN IMPORTO ANNUALE PER “COMPENSAZIONE CRITICITA’ AMBIENTALE” COSPICUO E NON CON-CEDERE PER UN TOZZO DI PANE.
    HAI CAPITO O NO CHE STO PARLANDO DEL COMUNE E NON DEL PRIVATO? QUEI SOLDI (CHE DEVONO ESSERE TANTI)IL C O M U N E POTREBBE REINVESTIRLI PER OPERE DI INTERESSE COLLETTIVO, SENNO’ CHE CAZZO CE NE FACCIAMO DELL’ENERGIA CHE IL COMUNE VENDE ALL’ENEL?
    RINUNCIO AL PAESAGGIO PERO’ CON I SOLDI CI FACCIO PALESTRE, PISCINE, ASILI, ETC…TUTTI RIGOROSAMENTE COMUNALI.

    IL PROBLEMA ENERGIA NON LO RISOLVI CON UN IMPIANTO DI INCENERIMENTO, NON FARE IL CAZZONE! ALTRO CHE PROTOCOLLO DI KYOTO
    LO SAI BENISSIMO CHE IL RAPPORTO DARE/AVERE PER UN IMPIANTO DI PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA RICAVATA DALLA COMBUSTIONE DI BIOMASSE E CDR E’ PASSIVO OVVERO LA QUANTITA’ TOTALE DI ENERGIA NECESSARIA PER IL SUO MANTENIMENTO E’ MAGGIORE DI QUELLA PRODOTTA ( bisogna calcolare tutto, compreso l’energia necessaria per portarci le biomasse e per produrre e trasportare cdr, che non possono essere escluse dal computo totale).
    SAI BENISSIMO CHE SE PROVI A TOGLIERE IL CIP6 NESSUNA AZIENDA E’ DISPOSTA A COSTRUIRE E GESTIRE UN’IMPIANTO DI INCENERIMENTO, VISTO CHE ANDREBBE IN PASSIVO. ED INQUINA!
    RI-RIPETO: PER ME OTTIMO EOLICO E SOLARE + BIOMASSE DI SECONDA GENERAZIONE (NO FOOD) PER LA PRODUZIONE DI CARBURANTE, PERO’ IL COMUNE CHE DA’ LE CONCESSIONI PER IL CAMBIO DI DESTINAZIONE D’USO DI UN TERRENO DEVE PRETENDERE DALLE AZIENDE CHE PRODURRANNO ENERGIA DAVVERO RINNOVABILE E NON INQUINANTE UN COMPENSO ANNUO SOSTANZIOSO, DA REINVESTIRE POSSIBILMENTE IN OPERE DI INTERESSE PUBBLICO.
    http://www.electroportal.net/admin/wiki/centralebiomasse

    CHIUSO CAPITOLO.

    REBUFFONE

    PER EVITARE LA FORMAZIONE DI DIOSSINE LA TEMPERATURA DELL’IMPIANTO INCENERITORE NON DEVE SCENDERE SOTTO GLI 800/850°
    SEMPLICE DA DIRE, DIFFICILE DA FARE… DIFFICILISSIMO DA CAPIRE?

    PLEASE:

    http://alex321.splinder.com/post/12201764

    SALUTE

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  26. Avatar maiellaro
    maiellaro

    AH, SCUSA REBUFFONE, DIMENTICAVO:
    IL post è stato scritto da Alessandro Iacuelli, il fisico e giornalista che ha pubblicato il libro “Le vie infinite dei rifiuti, il sistema campano”, che è stato a far visita all’inceneritore/termovalorizzatore di Brescia, dell’ASM.

    SALUTE

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  27. Avatar maiellaro
    maiellaro

    CHI NON HA UN CONOSCENTE A TORINO.
    PERO’ NON E’ UN NOBEL.
    Michele Gosso
    Nato a Bagnolo Piemonte (CN) nel 1969. Dopo aver conseguito la laurea in Ingegneria Chimica presso il Politecnico di Torino, ha iniziato a lavorare come ricercatore nel campo dello stoccaggio di energia elettrica a bordo veicolo. E’ responsabile di alcuni progetti Europei di ricerca nell’ambito della realizzazione di veicoli ibridi “termico-elettrico” utilizzando batterie e supercondensatori.

    Con il termine “diossine” si considera un’ampia classe di microinquinanti, comprendente 75 composti appartenenti alla classe delle policlodibenzodiossine (indicati come PCDDs o CDDs) e 135 composti indicati come policlorodibenzofurani (PCDFs o CDFs). Si tratta di composti organici aromatici alogenati, indicati con il termine PCDD/Fs, con proprietà fisico – chimiche simili e variabili con il numero e la posizione degli atomi di alogeni sostituenti.

    In tutti questi composti, il fattore comune e’ la presenza di atomi di cloro all’interno della molecola.

    La diossina si forma in ogni combustione in cui e’ presente anche cloro – bruciare plastica clorurata e’ l’ideale – ed e’ una sostanza molto stabile: ci vogliono decine di anni perche’ scompaia dai terreni contaminati e, assunta attraverso il cibo, si concentra nel tessuto adiposo dove resta per anni.

    Le principali fonti di diossine sono: l’incenerimento rifiuti, i forni ad arco elettrico per la produzione di acciaio, le combustioni diesel e di benzina con piombo, la fusione secondaria di alluminio, le combustione di legno residenziale e i forni per la produzione del cemento.

    Bisogna considerare comunque che la diossina è rilevabile normalmente presso numerosi altri impianti industriali, nel fumo di sigaretta, nelle combustioni di legno e carbone (potature e barbecue), nella combustione (accidentale o meno) di rifiuti solidi urbani avviati in discarica.

    Mediamente il 90% dell’esposizione umana alla diossina avviene attraverso gli alimenti (in particolare dal grasso di animali a loro volta esposti a diossina) e non direttamente per via aerea. Ciò non toglie che a loro volta gli animali, esposti ai fumi contenenti diossina, possano accumulare diossina che finisce poi nella catena alimentare umana.

    Le diossine sono tossiche per l’organismo umano. Sono poco volatili per via del loro elevato peso molecolare e sono solubili nei grassi, dove tendono ad accumularsi. Proprio questo è il principale problema: l’organismo umano non le smaltisce. Pertanto anche una esposizione a livelli minimi ma prolungata nel tempo può recare gravi danni alla salute sia umana che animale Riguardo alle motivazioni per cui si forma la diossina negli inceneritori, bisogna tenete presente che il combustibile alimentato agli inceneritori (i rifiuti solidi urbani, per esempio) e’ formato di sostanze ad alto peso molecolare, come ad esempio i polimeri contenuti nelle plastiche per imballaggio, le sostanze organiche dei rifiuti alimentari, etc…

    Le sostanze carboniose prodotte da una combustione incompleta (la cosiddetta fuliggine) in generale hanno una struttura aromatica fatta di anelli benzenici condensati o legati tra di loro da ponti di ossigeno, che possono reagire con il cloro di origine organica presente, costituendo molecole di PCB e PCDD.

    In generale dal punto di vista della formazione dei PCB e’ molto importante la presenza di cloro, quale ad esempio quello presente nelle plastiche clorurate come il PVC (polivinil cloruro). Bisogna tenere presente che il rifiuto che arriva all’inceneritore non e’ omogeneo. La situazione peggiore si verifica quando il rifiuto contiene un’elevata percentuale di umidita’, quale si puo’ riscontrare ad esempio nel caso di rifiuto da raccolta non differenziata.
    Aumentando la temperatura, diminuisce la stabilita’ di queste molecole.

    Arrivando a temperature molto elevate si ha la combustione completa degli anelli benzenici, mentre il cloro si lega con l’idrogeno a formare acido cloridrico.

    In generale la combustione delle sostanze solide ad alto peso molecolare per essere completa richiede un notevole eccesso d’aria, che essendo inerte tende a far abbassare la temperatura della combustione stessa.

    La quantita’ di diossina prodotta e’ massima nelle parti fredde dell’impianto, mentre si riduce notevolmente a temperatura elevata (maggiore di 800 C), ragion per cui la legge impone per i fumi in uscita una temperatura minima e un tempo di permanenza minimo (2 s).

    Quindi i metodi per ridurre la formazione di diossina, oltre che essere di tipo “a valle” mediante miglioramento della combustione dovrebbero prevedre una drastica riduzione della quantita’ di PVC impiegato nella fabbricazione ad esempio dei tappi delle bottiglie di plastica.

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  28. Avatar maiellaro
    maiellaro

    Il pm ordina la chiusura, nove indagati
    A Terni l’inceneritore produce diossina
    Emetteva diossina, inquinava il fiume. Gli operai invitati a farsi visitare Sotto inchiesta il sindaco. Da stamattina i rifiuti portati nella discarica di Orvieto
    15 gennaio 2008 – Carlo Bonini
    Fonte: Repubblica

    …I forni bruciavano senza autorizzazione, anche ciò che non avrebbero potuto – si legge ancora – lasciando che le ciminiere alitassero nell’aria “acido cloridrico” e “diossine”, liberate da una “combustione” tenuta al disotto dei limiti (850 gradi) e dissimulata da false attestazioni dei cicli di lavorazione.

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  29. Avatar maiellaro
    maiellaro

    Energia di legame
    Da Wikipedia
    In fisica e in chimica, l’energia di legame è l’energia necessaria per scomporre un oggetto nelle sue parti. Un sistema legato ha un’energia potenziale inferiore a quelle delle parti che lo compongono. Per separare le parti, occorre vincere le forze che le tengono insieme, e tale lavoro richiede energia.

    A livello di nucleo atomico, l’energia di legame è data dall’interazione nucleare forte, ed è l’energia per scomporre il nucleo in singoli protoni e neutroni.

    A livello di atomo, l’energia di legame è data dall’interazione elettromagnetica, ed è l’energia per scomporre l’atomo in un nucleo e in elettroni separati.

    OK REBUFFONE?
    NELLO SPECIFICO, LA DIOSSINA, L’ENERGIA NECESSARIA PER SCOMPORLA NELLE SUE PARTI E’ QUELLA NECESSARIA AL RAGGIUNGIMENTO (NEL BRUCIATORE) DI 850°, TEMPERATURA CHE SCOMPONE LA MOLECOLA DELLA DIOSSINA.
    …LASCIAMO PERDERE…FACCIAMO TEATRO SU COSE SERIE.

    SALUTE

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  30. Avatar sinistracritica
    sinistracritica

    Maiellà,
    ma tu sì fèss o f’ fìind?
    “Cosa può fregare alla gente se il proprietaario si arricchisce con le pale…”?

    Quindi tutto il discorso sull’energia non serve a niente?

    Ancora: mi spieghi cosa c. c’entra la chimica delle diossine con la temperatura di esercizio di una centrale termoelettrica, che è in genere di 550°C?
    Una centrale a biomasse NON LAVORA ad 850°C! è inutile che continui a postare roba, xchè una centrale a biomasse…NON LAVORA ad 850°C. Chiaro??

    Vabbù: mi sa che ho capito che è meglio darti ragione…

    Saluti

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  31. Avatar rebuffone

    Maiellaro io so benissimo cosa sn le diossine, e le cose le capisco benissimo!
    Se poi vuoi fare il prof. questo è un altro discorso.
    Anzi ragazzi vi lascio ai vostri comizi…scusate se mi sono permesso di dare un mio parere.

    ciao ciao

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  32. Avatar rebuffone

    …Tutti sono bravi ad essere professori facendo copie e incolla da Wikipedia…

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  33. Avatar maiellaro
    maiellaro

    NO, SCUSA REBUFFONE.
    NON VOLEVO FAR LEGGERE COSE E MENATE SULLE DIOSSINE, MA MI AVEVI CHIESTO DOVE AVESSI TROVATO LA “STORIELLA DA NOBEL” SULL’ENERGIA DI LEGAME E SULLA TEMPERATURA SOTTO LA QUALE SI RISCHIA LA DIOSSINA. SOLO QUESTO E NESSUNA PRESUNZIONE.

    S.C. TIENITI PURE LA TUA ENERGIA DA POSACENERE, QUANDO SCENDERAI DAL PIEDISTALLO CAPIRAI COSE CHE DALL’ALTO NON SI VEDONO PERCHE’ TROPPO PICCOLE.
    PER L’ENERGIA SONO DACCORDO CHE L’INDIPENDENZA DAL PETROLIO CI RENDERA’ MIGLIORI E PIU’ FORTI, MA NON CONDIVIDO L’ALTERNATIVA DELLE CENTRALI INCENERITRICI.

    P.S. LEGGI E VEDI PURE CON OBIETTIVA CALMA LA “ROBA” CHE HO POSTATO, MAGARI POTRESTI AGGIUNGERE ALTRO AL TUO “ESSERE E SAPERE”.

    SALUTE

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  34. Avatar maiellaro
    maiellaro

    SCUSA ANCORA REBUFFONE, MA QUI TUTTI FACCIAMO UN’ALTRO MESTIERE.
    ANCHE IL BRAVO GIORNALISTA NON E’ ALTRO CHE UN RACCONTASTORIE.
    QUALCUNO LO FA MEGLIO, ALTRI MENO BENE, MA…

    Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portare alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sé non è forse sufficiente, ma è l’unico mezzo senza il quale falliranno tutti gli altri”
    Joseph Pulitzer

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  35. Avatar maiellaro
    maiellaro

    PELLET RADIOATTIVO.
    CHE OTTIMO BIOCOMBUSTIBILE AL CESIO 137, VERO?
    ECCO LE BIOMASSE!
    FAITES VOS JEUX, MADAME E MONSIEUR…

    SALUTE. 

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  36. Avatar ecosole

    ” pannelli solari, informazioni pannelli solari, moduli fotovoltaici…visita il sito ”

    http://ecosole.wordpress.com

    http://www.modulefotovoltaice.com

    “pannelli fotovoltaici, impianti fotovoltaici, moduli fotovoltaici, pannelli solari fotovoltaici, pannelli solari, celle fotovoltaiche,moduli fotovoltaici, produttori, produzione energia elettrica, produzione, distribuzione , vendita, installazione, fotovoltaico Italia , Napoli , Salerno , Caserta , Avellino , Benevento ,Campania, Abruzzo , Basilicata , Calabria , Emilia Romagna , Friuli Venezia Giulia , Lazio , Liguria , Lombardia , Marche, Molise , Piemonte , Puglia , Sardegna , Sicilia , Toscana , Trentino Alto Adige , Umbria , Valle D’aosta , Veneto , Europa “

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  37. Avatar
    Anonimo

    Giusto per ricordarvi che tutto ad un tratto sono stati cambiati i pareri, e cioè il sindaco e pro centrale a biomassa, per cui cosa si può fare per contrastare la messa in opera della centrale???

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