Ordona CapitelloE’ tempo di polemiche e discussioni ad Ordona, dopo il ritrovamento di alcuni reperti rinvenuti durante i lavori di impiantazione di alcune pale eoliche, apparteneti al progetto legato al grande parco eolico in realizzazione nel territorio della cittadina dei Cinque Reali Siti. Il ritrovamento ha di fatto riaperto la discussione circa la possibile convivenza di due progetti che dividono di fatti la cittadinanza fra storia e le opportunità del futuro. Ordona custodisce un patrimonio storico di notevole valenza per troppi anni congelato, ora invece la discussione sembra essersi spostata sulle possibilità di convivenza di due progetti che potrebbero portare grande beneficio alla comunità locale, ma che devono comunque convivere sullo stesso territorio, ed allora accade che scavando per impiantare le enormi pale, ci si ritrovi di fronte ad importanti reperti che rimandano al passato, e che valorizzano sempre di più la città. Il sindaco di Ordona Michele Pandiscia però fa sapere che i lavori continueranno perchè sulla vicenda del ritrovamento è stata opportunamente allertata la sovraintendenza ai beni culturali, che verificherà l’ effettivo valore storico del ritrovamento. Ma dall’ Opposizione arriva un secco no, così come già accaduto in passato sulla questione eolico, perchè incompatibile con la storia del territorio di Ordona. Ci si interroga dunque tra passato e futuro con la speranza che la possibile convivenza contribuisca alla valorizzazione e allo sviluppo della città ordonese.

5 risposte a “Ordona divisa fra Passato e Futuro dopo il ritrovamento di Reperti nell’ Area del Parco Eolico”

  1. Avatar Orta Nova nel cuore

    Allora che fare? Dunque da una parte i soldi che porta l’eolico…non facciamo gli ipocriti e non pensiamo che sia solo per una questione ecologica!Dall’altra un immenso patrimonio culturale ancora da scoprire e studiare e quindi da valorizzare. In realtà le comunità dei cinque reali siti unendo le loro forze possono ottenere entrambe le cose. Mi spiego. Fare una sorta di piano regolatore dei cinque reali siti in cui ognuno mette a disposizione qualcosa e poi ovviamente ha un ritorno di utili come gli altri. Si avete capito bene consorziare i cinque comuni e unire le forze. In questo modo si individua l’area parco eolico, una e non 5 per ogni comune, l’area archeologica di Ordona da tutelare e valorizzare con creazione di un Museo dei 5 reali siti e di una rete di agriturismo che valorizzino le nostre usanze e le nostre terre, sparsi nei vari territori. In toscana ogni paesino ha agriturismi e B&B per far vedere spianate di terra e basta. Noi abbiamo la terra, i contadini che ancora lavorano a mano la terra, abbiamo il vino . Possiamo creare persorsi didattici sul ciclo di produzione del vino, una festa del vino che richiami gente da tutta Italia. Tutto si può fare se uniamo le forze. I 5 reali siti potrebbero creare anche un servizio navetta, trasporto urbano locale che unisca con alta frequenza le strutture ricettive ed espositive dei 5 comuni. INsomma possiamo fare tanto! Contattare grandi marchi delle catene di parchi divertimenti per realizzare impianti ad acqua tipo zoomarine a Roma, cedendo i suoli a prezzi competitivi. Solo così possiamo rialzarci!

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  2. Avatar caravaggio86
    caravaggio86

    PER ORTA NOVA NEL CUORE : TI VOGLIAMO COME PRESIDENTE DEI 5 REALI SITI !!!!

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  3. Avatar cittadinosemplice
    cittadinosemplice

    Spunta il filone dell’eolico, nel mirino le concessioni
    La Guardia di finanza sequestra documenti negli assessorati all´Ecologia e alle Attività produttive.

    Dopo la sanità, è arrivato il momento del vento. La Guardia di Finanza ha aperto un fascicolo d´indagine, considerato dagli investigatori molto delicato, sull´iter autorizzativo che ha portato al via libera a una quindicina di parchi eolici in tutta la regione. Le zona rosse sono la Capitanata e la Murgia: ad accumulare le situazioni ci sarebbe l´opportunità avuta da alcune aziende di accedere a una sorta di sanatoria, su alcune autorizzazioni, prevista a un certo punto dalla legge. Per questo motivo nelle scorse settimane i finanzieri sono stati sia nell´assessorato all´Ecologia sia in quello alle Attività produttive, che materialmente rilascia le autorizzazioni, ad acquisire una serie di carte.

    «Non conosco l´indagine nello specifico – spiega l´ormai ex assessore all´Ambiente, Michele Losappio, da ieri con la delega alla Formazione professionale – È da tempo che i funzionari sono abituati ad aprire i faldoni e a consegnare tutte le carte agli investigatori, com´è nostra abitudine fare nel massimo della collaborazione con le forze della magistratura». Come spiega lo stesso Losappio, il problema sull´eolico arriva dal cortocircuito autorizzativo che spesso si crea tra Regione e Comuni. Cortocircuito nel quale provano a insinuarsi gli speculatori. E non solo. Non c´è soltanto la procura di Bari a indagare sull´eolico. A Lecce, per esempio, indagando sul clan Bruno, il procuratore aggiunto Cataldo Motta e il pm antimafia Leone De Castris si sono resi conto che la cosca aveva diversificato gli affari: recentemente infatti aveva acquistato alcuni terreni nella zona di Torre Santa Susanna.

    Su una società napoletana che fa affari nella zona di Castellaneta indaga invece il sostituto Giorgio Lino Bruno. A Foggia invece la Finanza vuole capire qualcosa di più sull´impianto di Deliceto mentre ad Ascoli Satriano il sindaco fu arrestato proprio per vicende che riguardavano il parco eolico. Nella Murgia era invece scattato qualche mese fa – ribadito anche da un´interrogazione parlamentare dell´onorevole Pierfelice Zazzera dell´Italia dei Valori – una sollevazione delle associazioni ambientaliste contro tre società coinvolte in un´indagine della procura di Palermo per mafia.

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  4. Avatar maiellaro
    maiellaro

    NO AL BAVAGLIO DELL’INFORMAZIONE.

    …come non si fa ad essere dittatore in un paese di servi… (mussolini)

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  5. Avatar orta noav nel cuore

    In effetti caro Maiellaro il video lascia l’amaro in bocca…..che tristezza! Condanniamo le violenze in Cina e Iran e poi ci troviamo queste scene in casa nostra. Davvero siamo una democrazia troppo giovane….davvero gli Italiani hanno nel dna questo bisogno di essere tenuti a servizio dal capoccia di turno?
    Perchè? Siamo deboli e ci sentiamo “protetti” e “tutelati” dal padrone di turno che con la violenza, le intimidazioni, i soldi fa piazza pulita di quasiasi dissenso? Mediatiamo….che questo è stato!

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