Le nostre radici, il nostro sudore, il nostro orgoglio, le nostre preoccupazioni: l’agricoltura, la nostra agricoltura. Piazza Pietro Nenni, nella serata di Giovedì 12 Novembre, si è resa scenografia di un film che, si spera, possa avere il suo lieto fine. “Nati sbagliati”, ” Vendesi mezzo e attività”: queste le scritte che campeggiavano sulla dozzina di trattori parcheggiati davanti al piazzale del comune, simboli della volontà di cambiare la realtà che ormai sta mettendo in ginocchio il nostro paese che ha le sue fondamenta nell’agricoltura. Su queste fondamenta non vi è però una villetta con garage bensì un palazzo di dieci piani! Parlo di una provincia nella quale circa il 40 % degli abitanti, se non di più, è immerso direttamente o indirettamente nel settore dell’agricoltura. Il sentore che le fondamenta si stiano sgretolando c’è ed è proprio per questo che bisogna discutere, analizzare e cercare magari di risolvere questa situazione che vede questi agricoltori oppressi dai debiti e dalle tasse senza che possano avere la minima possibilità di coprire tutto ciò con un giusto guadagno; Mission Impossible! Allora diventa essenziale incontrarsi per alzare finalmente la testa e per cercare di condurre una vita dignitosa; nulla di più. Dunque, intorno alle 18:00, gli agricoltori ortesi sono stati ospitati nell’aula consiliare del comune, dove, alla presenza del sindaco Giuseppe Moscarella, del presidente del consiglio comunale Valentino D’Angelo e del presidente provinciale della Copagri, Luigi Inneo, si è tenuta un’assemblea nel corso della quale si è discusso delle varie problematiche che riguardano il settore. D’angelo, nel suo intervento di apertura, ha voluto sottolineare la scelta di tenere l’assemblea nell’aula consiliare e non in forma di comizio proprio per favorire il dibattito con gli agricoltori che hanno partecipato con attenzione e vivacità. Durante tutta l’assemblea, quest’ultimi sono stati esortati a partecipare a tutte le manifestazioni che sono l’unico modo per dare più visibilità al problema. La più recente è stata quella del 3 Novembre a Foggia che rappresenta, a detta di Inneo, l’inizio di una lunga serie di manifestazioni. La prossima avrà luogo sempre a Foggia il 18 Novembre e poi chissà…Roma? L’intervento del presidente della Copagri nel suo discorso, intervallato frequentemente da interventi di agricoltori, ha focalizzato l’attenzione sui due principali problemi che sfiancano la nostra agricoltura: la mancanza di interesse dello Stato nei confronti dell’agricoltura meridionale e il mancato sostegno alle aziende in difficoltà. Basti pensare che nella Francia di Sarkozy, il governo, dopo proteste e manifestazioni, ha stanziato dei fondi per l’agricoltura mentre in Italia ciò che è stato stanziato è praticamente inutilizzabile perché la modalità di accesso a questi richiede requisiti che nessuna azienda può avere. Di conseguenza questi fondi rimarranno a Bari fino al 2013, anno in cui torneranno alla CEE che li ha stanziati. Altro peso che grava sulle spalle dei già sfortunati agricoltori del nostro territorio è il provvedimento che prevede la riscossione coattiva dei debiti nei confronti della regione. Infatti è stato affidato all’Equitalia il recupero di tali somme accompagnato dall’iscrizione di ipoteche su beni immobili. Questo significa che l’impossibilità di pagamento comporterà la vendita all’incanto dei terreni che fino a qualche anno fa davano da vivere a intere famiglie ortesi. Dunque, cosa fare? Gli addetti ai lavori chiedono l’immediata sospensione del pagamento dei prestiti agrari, la possibilità di accedere a mutui agrari pluriennali a tassi agevolati e la sospensione del pagamento dei contributi agricoli. Per ottenere tutto ciò, si stanno organizzando, oltre alle varie manifestazioni, anche dei presidi permanenti nel piazzale del comune con tanto di trattori e striscioni. Si profila, inoltre, la possibilità di creare delle cooperative di produttori (OP) che riducano i passaggi del prodotto che influiscono negativamente sui prezzi finali. Il sindaco ha puntato alla concretezza profilando l’attuazione a breve termine di incontri monotematici su questa soluzione. Orta Nova che lavora con il cuore non si arrende e si augura che un giorno si possa tornare ai bei tempi. Per realizzare i progetti c’è bisogno di armonia e compattezza tra gli agricoltori che, a volte, sono difficili da realizzare . Ci sono agricoltori che coltivano vigneti, agricoltori che coltivano oliveti, che coltivano ortaggi, ma tutti quanti coltivano dei sogni. Buona fortuna allora!
di Francesco Gasbarro

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