Due provvedimenti restrittivi sono stati eseguiti all’alba di questa mattina dai militari della Guardia di Finanza di Foggia nell’ambito dell’operazione denominata Black Hole con la quale gli uomini delle fiamme gialle avevano scoperto che un’azienda nel costruire la discarica comunale di Orta Nova avrebbe svervato i rifiuti prodotti dalle attività di scavo in discariche abusive. Arresti domiciliari per Rocco Bonassisa (nella foto) accusato di traffico illecito di rifiuti e obbligo di dimora per il fratello Maurizio accusato di favoreggiamento. Nell’ambito dell’operazione Black Hole, sono sette gli indagati tra cui – dicono gli investigatori – anche un tecnico comunale, accusato di falso ed omissione d’atti d’ufficio. L’operazione è stata messa a segno nel dicembre del 2008: in quella occasione il sostituto procuratore titolare delle indagini aveva chiesto i provvedimenti restrittivi per i due imprenditori ma il gip aveva dato esito negativo. Il pm allora aveva fatto ricorso e nei giorni scorsi la Corte di Cassazione gli ha dato ragione. Le indagini del blitz, ancora in corso, stanno cercando di fare chiarezza sia sulla correttezza dell’iter amministrativo per la realizzazione della discarica e sia sulla destinazione dei materiali di risulta. I militari stanno accertando se i rifiuti di scavo della discarica in costruzione siano stati inquinati dal percolato delle tre discariche che si trovano accanto a quella in costruzione. Ma, soprattutto, la Guardia di Finanza non esclude che i rifiuti delle attività di scavo per la realizzazione del sito, in località Ferrante, possa essere stato sversato nelle tre discariche abusive, invece che in siti specializzati come prevede la legge.
Fonte: ilcorriere.it

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