Il Carapelle rifiuta la possibilità di partecipare al campionato di Promozione dopo averlo inseguito per tutta una stagione. La federazione pugliese ha ripescato i leccesi del Fragagnano al posto dei foggiani che in graduatoria erano primi dei salentini. “Troppe spese – attacca subito il dg Mariano Tarantino – bisogna restare con i piedi per terra in questo momento di crisi. Una decisione, la nostra, sofferta ma necessaria. E’ impensabile affrontare un campionato di Promozione a 18 squadre con dei turni infrasettimanale“. Potrebbe sembrare un colmo, ma probabilmente a Carapelle hanno davvero la “testa sulle spalle”. “Si giocherà anche durante la settimane, e le trasferte diventeranno delle odissee – continua Tarantino – si può ben immaginare quanto difficoltoso possa essere affrontare il campionato di Promozione il prossimo anno”. Una società, quella del Carapelle, che tiene costantemente sotto controllo i costi. “Se vogliamo andare avanti in un paese di poco più di duemila anime non possiamo fare altrimenti – precisa il presidente Leonardo Civitavecchia – qui ci sono davvero dei giocatori che svolgono l’attività di calciatori per puro divertimento. Si fosse giocato solo di domenica avremmo sicuramente accettato l’offerta”. La politica dei piccoli passi, quella giusta per un mondo dilettantistico ormai al collasso. ” Avremmo rischiato di buttar via quanto di buono fatto in questi anni – continua ancora il dg Mario Tarantino -. Giocheremo ancora in Prima e la Promozione la conquisteremo sul campo con l’aiuto dei nostri tifosi”. Altre squadre avrebbero fatto carte false. Molti, probabilmente, irrideranno il Carapelle per questa decisione. Altre ancora si morderanno le mani. “Gli altri spendono sempre tanti soldi e non raggiungono un bel niente perché non hanno progettazione – rimarca il presidente Civitavecchia -, noi andiamo avanti per la nostra strada senza fare il passo più lungo della gamba”. Una lezione per tutti: i soldi non fanno la felicità. Le promozioni a tavolino nemmeno.
Fonte: Spaziodilettanti.com

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