Con la candidatura di Iaia Calvio a sindaco di Orta Nova il Partito Democratico ortese e di Capitanata dimostrano coerenza con i principi sanciti dal nostro statuto che invocano e promuovono parità e rispetto di genere. Le donne incassano un risultato altrove ritenuto ‘normale’, ma da noi ‘straordinario’ a causa delle obiettive resistenze che ancora la politica pone nel riconoscerci ruoli e funzioni negli organismi dirigenti e nelle rappresentanze istituzionali. La democrazia paritaria riceve una boccata d’ossigeno, soprattutto quando le scelte di genere premiano competenza e impegno e non sono espressione di condivisioni formali. Questo le donne lo sanno bene e lo comprendono meglio. Ecco perché votare donna diventa più facile quando al genere si accoppia il valore. A conti fatti, nel caso di Iaia Calvio, si candida una donna che spende il proprio impegno da tempo e con passione. Quando soffia un vento nuovo bisogna coglierne la direzione!

 

5 risposte a ““La candidatura di Iaia Calvio premia impegno e competenza”. Dichiarazione di Rosa Cicolella, vice presidente Commissione regionale Pari Opportunità”

  1. Avatar coscienzioso
    coscienzioso

    In una delle tantissime carbonare e direi fantasmagoriche riunioni, il Sindaco Porcelli, ammesso che se mai fosse eletto, ha già preannunciato la sua giunta del cambiamento: però c’è un piccolo problema. Quale? Ci sarebbero 2 o 3 vicesindaci.
    Il commercialista ha promesso la carica in un primo momento al Ballatore, il primo a fare il salto della quaglia, altro che cambiamento!!!
    Ma la storia non finisce qua: il “leader” di Libera Idea, la prima lista che si è accodata all’onlus prometeo, Colangelo, gli era stato promesso un ruolo importante nella giunta.
    Poi, ancora, è sorto il problema Maffione, altro esempio lampante del “cambiamento” che questa armata brancaleone vorrebbe apportare ad Orta Nova.
    In quest’altro caso il Porcelli ha rassicurato l’emblema del cambiamento (MAFFIONE), che sarebbe stato lui il futuro vicesindaco.
    Ma allora una domanda mi sorge spontanea… dopo tutte queste promesse, di quale cambiamento si starebbe parlando in questi giorni?? Del cambiamento del tipo di politica, sempre che qualcuno lì in mezzo, riuscisse ad esprimere un pensiero amministrativo valido e fattibile o del cambiamento, a tutti i costi, degli amministratori che ci sono adesso e al loro posto la voglia di potere che spinge questi personaggi ad essere così accaniti, in vista solo adesso della competizione elettorale??
    Mah……
    Ai posteri l’ardua sentenza
    E’ proprio vero che il potere logora chi non ce l’ha!!!

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  2. Avatar mariagiovanna
    mariagiovanna

    Finalmente avremo la possibilità per la prima volta ad Orta Nova, di avere un Sindaco donna.

    E’anche la prima candidata donna della storia ortese?

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  3. Avatar elettore di sinistra
    elettore di sinistra

    Stai attenta IAIA. Stavi andando così bene nel rinnovare la classe politica Ortese. Ora girano voci che hai stretto alleanza con i cognati Mauriello-Colacicco, Attini, Trabacco e Meccariello, ossia quelli che hanno votato la famigerata discarica.
    Se questo è il tuo rinnovamento, hai già perso le elezioni.
    E Gianluca Di Giovine cosa ne pensa a proposito???

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  4. Avatar mara
    mara

    o meno male qualcuno inizia a vedere come stanno realmente i fatti,complimenti elettore di sinistra.

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  5. Avatar maiellaro
    maiellaro

    Arma di distrazione di massa.
    Cos’è per un giornalista la condanna per diffamazione? La conferma che facendo il proprio lavoro si può incontrare un corruttore potente, la certezza che nessuno è infallibile! Facciamo degli esempi: Dopo la condanna di Bruno Vespa per diffamazione (ne…l libro “La Scossa”) la cassazione ha condannato (credo sia la seconda volta in assoluto che venga condannato anche in cassazione) il giornalista sempre per diffamazione , questa volta ai danni di due pm napoletani che, negli anni ’90, avevano ordinato l’arresto del manager Vito Gamberale, poi assolto; Marco Travaglio, accusato per diffamazione nei confronti di Cesare Previti è salvato dalla lentezza di un giudice lumaca. il reato cade in prescrizione e viene multato di 1.000 euro; Paolo Liguori, condannato per diffamazione a mezzo stampa. Per commentare l’arresto di Marcello Dell’Utri, Paolo Liguori paragono’ l’operato dei giudici torinesi a quello delle milizie serbe nei confronti della popolazione bosniaca. Ecco perche’ la Cassazione ha condannato il giornalista, in solido con le Reti Televisive Italiane, a risarcire con 25 mila euro ciascuno i tre giudici; Altri tre giornalisti, l’ ex direttore dell’Espresso, Giulio Anselmi, Peter Gomez e Andreina De Tomassi, sono stati condannati con l’ accusa di diffamazione nei confronti dell’ assessore alla Cultura della Regione Calabria, Saverio Zevettieri. Il Tribunale di Roma ha disposto una pena pecuniaria dagli ottocento ai mille euro, condannando, inoltre, i giornalisti al risarcimento dei danni (dai venti ai quarantamila euro). La querela riguardava alcuni articoli su una manifestazione antimafia, nel corso della quale sarebbero state rivolte all’ assessore Zavettieri accuse di contiguità con la ‘ndrangheta; Martedì 10 febbraio 2011, il tribunale di Roma ha condannato per diffamazione, a otto mesi, il cronista di Liberazione, Checchino Antonini, e il suo ex direttore, Piero Sansonetti. I fatti risalgono al 2005 quando l’allora capo della polizia, De Gennaro, attribuì ottimi voti, relativi al 2001, a due funzionari coinvolti nelle violenze di quell’anno al G8 di Genova. Gigi Malabarba, allora capogruppo al Senato di Rifondazione, denunciò quei criteri di valutazione e di selezione dei quadri di Ps ma fu a sua volta attaccato dalle dichiarazioni dei segretari di alcuni sindacati di polizia che facevano quadrato attorno al Viminale. Liberazione raccontò di quello scontro, tutto interno alla battaglia per verità e giustizia sui fatti di Genova. E per quel racconto si è trovata sulle spalle una denuncia, e poi una condanna. Dopo quasi dieci anni, guai a toccare Genova 2001. Checchino Antonini e Piero Sansonetti sono stati condannati per aver svolto il proprio lavoro come hanno sempre fatto, senza mai aver derogato alla propria serietà professionale; Il giornalista del “Corriere della Sera” Carlo Vulpio e l’ex direttore del quotidiano milanese Paolo Mieli sono stati condannati dall’ottava sezione del tribunale penale di Milano (giudice dott.ssa Chiara Maria Nobili) per diffamazione aggravata ai danni del senatore Filippo Bubbico, al quale è stato anche riconosciuto il risarcimento dei danni morali per la vicenda. Vulpio era stato querelato per un articolo pubblicato il 26 aprile 2007 dal Corriere della Sera, nel quale il nome di Filippo Bubbico era stato associato ad una presunta truffa ai danni dell’Unione europea in riferimento ad una produzione di bachi da seta; Una denuncia per diffamazione presentata da Antonio Giraudo, ex amministratore delegato della Juventus, ha portato il tribunale di Torino a multare due giornalisti per un articolo comparso sul quotidiano “Tuttosport” il 23 agosto 2006, all’epoca dello scandalo di Calciopoli. Per l’articolista, Marco Bernardini, la pena è di 800 euro, mentre per l’allora direttore, Giancarlo Padovan, chiamato in causa per omesso controllo, di seicento. I due dovranno anche versare cinquemila euro a Giraudo, che afferma di aver devoluto la somma a una onlus che si occupa di bambini disabili.
    Sono solo alcuni esempi che dimostrano l’inconcludente condotta denigratoria di alcuni aspiranti protagonisti locali nei confronti di un valido giornalista, Lannes, che ha il coraggio di voler cambiare le cose.

    Salute.

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