Sel di Capitanata – con una nota firmata dal Coordinatore Provinciale Domenico Rizzi – ‘manifesta il proprio sdegno per quanto accaduto nella mattinata di giovedì 31 marzo nell’Aula Magna della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Foggia in occasione della celebrazione della Giornata della Legalità in ricordo di Francesco Marcone e di tutte le vittime di Capitanata. In un momento che doveva essere dedicato esclusivamente alla riflessione, al ricordo di quanti sono caduti per difendere i sacri valori della Legalità e della Giustizia, alla presenza di Don Luigi Ciotti dell’associazione Libera, di Daniela Marcone referente di Libera Foggia e figlia di Francesco Marcone, il direttore del quotidiano “L’Attacco”, Piero Paciello, ha ritenuto opportuno portare alla ribalta dell’attenta e commossa platea di cittadini ed autorità, la questione della presunta aggressione subita ieri dal giornalista de l’Attacco Michele Iula da parte dell’amministratore della Sanitaservice Antonio Di Biase. Ciò che ci scandalizza e ci indigna è l’introduzione arrogante e pretestuosa di un argomento del genere nel corso di una commemorazione intesa a ricordare altri e ben più tragici fatti, di fronte ai quali tali misere questioni dovrebbero semplicemente annullarsi. Evidentemente il direttore Paciello non ha saputo resistere all’idea di cogliere l’occasione per portare acqua al suo mulino e – visto il contesto – cercare di accreditare sè stesso ed il proprio giornale come l’ennesima vittima del clima di illegalità e di violenza. Ciò che fa più specie è la contraddizione stridente che si è venuta a manifestare tra le parole pronunciate da Don Ciotti che esaltano il valore della Verità come condizione necessaria per la Giustizia e la Pace, e l’arroganza di chi, invece, senza alcun imbarazzo, per smania di protagonismo, arriva ad interrompere questa celebrazione al solo fine utilitaristico e personale di pubblicizzare le proprie ragioni. Non avremmo voluto entrare nel merito della vicenda della presunta aggressione da parte dell’amministratore Di Biase al giornalista de l’Attacco ma a questo punto riteniamo necessario sintetizzare ciò che -secondo le contrastanti versioni – sembra essere accaduto e, soprattutto, portare all’attenzione dell’opinione pubblica da cosa siano specificamente motivate le nostre gravi perplessità in merito all’atteggiamento de l’Attacco e del direttore Paciello. In primo luogo, vogliamo riportare i fatti: il giornalista e l’amministratore Di Biase si incontrano per caso nella mattinata di martedì 29 marzo nei pressi della ASL di Foggia, e parlano della questione sollevata dalla recente sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato parzialmente illegittime alcune norme regionali riguardanti l’internalizzazione dei dipendenti sanitari. Il colloquio si interrompe all’arrivo del direttore della Asl, vero motivo della presenza del giornalista in quel luogo visti gli accadimenti del giorno precedente (gli arresti di alcuni funzionari). In base alle dichiarazioni rese in una nota pubblica da parte del Di Biase, quella mattina egli non aveva ancora letto l’Attacco ed in quel momento nulla poteva sapere dell’articolo che citava la sua azienda in relazione ad uno degli arrestati. Verso le 15.00 dello stesso giorno, dopo un breve colloquio telefonico, il Di Biase si reca presso la redazione de l’Attacco. Una volta arrivato, avendo finalmente potuto leggere l’articolo del quotidiano in cui il nome dell’azienda veniva associato ad uno dei dirigenti ASL arrestati nel giorno precedente, (il rag. Granatiero, già direttore dell’area patrimonio dell’Asl foggiana – definito sul giornale come ‘sponsor’ della Sanitaservice) ne nasce un alterco durante il quale vengono chieste al giornalista Michele Iula (autore dell’articolo) le ragioni di un tale accostamento denigratorio. A questo punto le versioni si differenziano sostanzialmente e mentre il direttore unico Di Biase dichiara di essersi limitato ad inveire nei confronti del Iula – senza proferire alcuna minaccia – il giornalista asserisce di aver ricevuto un pugno in volto. Ebbene, perchè dovremmo credere a l’Attacco e non all’amministratore Di Biase? Quali maggiori garanzie di veridicità hanno le informazioni e le notizie diffuse dal giornale di Paciello quando noi conosciamo perfettamente – per esperienza diretta – l’eccezionale capacità mistificatoria e denigratrice della redazione de l’Attacco? Di sicuro sappiamo che la redazione de l’Attacco è stata perfettamente capace di prodursi, nel corso dei mesi ed anche con un certo compiacimento, in una campagna stampa contro la Sanitaservice di Di Biase degna dei peggiori regimi totalitari. L’Attacco non è certo nuovo alla strumentalizzazione di notizie incomplete o alla pubblicazione di palesi menzogne ma quando si tratta di Sanitaservice questa particolare attitudine sembra diventare un impulso compulsivo. A testimonianza di ciò riportiamo alcuni semplici esempi: Articolo de l’Attacco del 18 dicembre 2009 dal titolo “Sanitaservice, la lista dei raccomandati di Elena”, scritto proprio da Michele Iula. Nell’articolo il giornalista fa riferimento ad un foglio contenente una non meglio precisata lista di persone e si legge testualmente: “All’incontro sindacale con l’allora sub commissario Asl, Antonio di Biase, il foglio sarebbe stato portato sul tavolo, e proprio quest’ultimo avrebbe appuntato a margine il riferimento dei futuri dipendenti Sanitaservice srl, …omissis…”. In questo caso il giornalista si trincera dietro il condizionale “…sarebbe stato portato…avrebbe appuntato…”. Iula sa perfettamente che di Biase non c’entra nulla. Ma egli sceglie di attribuirlo all’amministratore unico per insinuare sospetti, per alimentare pettegolezzi che suscitino ulteriori reazioni. Per diffamare e basta. Nonostante le continue richieste da parte del Di Biase intese a sollecitare la visione di tale elenco di “raccomandati” (che nell’articolo, e in quelli successivi, era ormai diventato il papello di Di Biase) lo Iula rifiuta sempre di fornirlo. Articolo del 15 gennaio 2010. “l’Attacco” pubblica che il costo del servizio di pulizia della Asl, con l’affidamento a Sanitaservice, è lievitato da meno di 3 milioni di euro all’anno a 5,7 milioni. Un’altra falsità che non viene smentita nonostante i referti documentali prodotti dal Di Biase e nonostante l’aggiunta di ulteriori dati, messi a disposizione del direttore amministrativo, intesi ad agevolare la lettura e l’analisi delle cifre quali l’incremento delle superfici da pulire, l’assunzione a tempo indeterminato dei lavoratori, la maggiorazione (del 30%) dello stipendio dei lavoratori contrattualizzati. Articolo del 20 maggio 2010 (pag. 4 e 5). Parlando dell’affidamento a Sanitaservice del servizio di emergenza/urgenza 118 vi si assume che il costo sarebbe lievitato di 4 milioni di euro. Tale differenza viene calcolata confrontando due dati eterogenei, ed esattamente: il costo del 2009 (per 31 postazioni 118) pari ad € 11.877.000 ed il costo del 2008 (per 19 postazioni 118) pari ad € 7.778.000. Anche un bambino capirebbe che la gestione di 31 postazioni costa ineluttabilmente di più della gestione di 19 postazioni. L’Attacco e Iula non lo capiscono. O meglio, si rifiutano di capirlo perchè altrimenti non potrebbero più titolare “Lievitazione dei costi di 4 milioni con l’affidamento a Sanitaservice”. Articoli del 7/08/2010, del 28/10/2010, del 29/10/2010, del 12/11/2010, del 29/11/2010 che citiamo solo a beneficio di inventario: il contenuto menzognero e denigratorio è, più o meno, sempre lo stesso e nonostante tutte le falsità ed inesattezze presenti in questi articoli vengano puntualmente smentite con dati oggettivi e verificabili, non c’è nessun dietrofront da parte dell’imperterrito giornalista Michele Iula: l’Attacco continua a scegliere la strada della diffamazione, quella che apre la via ai titoli demagogici così cari al giornale: sprechi, costi maggiori, Sanitaservice nella bufera etc…Insomma, ci sembra di aver fin qui dimostrato palesemente l’esistenza di un fumus persecutionis ai danni dell’amministratore Di Biase (da parte dei giornalisti de l’Attacco), il che giustifica il tenore particolarmente esacerbato della reazione del direttore nei confronti del giornalista alla lettura dell’ultimo articolo (29 marzo 2011) dove la Sanitaservice veniva associata al nome di uno degli arrestati in merito a vicende che risalgono al passato, quando l’azienda diretta da Di Biase nemmeno esisteva. Tornando, invece, a quello che è accaduto la mattina del 31 marzo, rimane lo sdegno profondo per il comportamento del direttore Paciello che ci sembra ascrivibile al tentativo di strumentalizzazione commerciale da parte di un foglio che ormai perde copie giorno per giorno, di una redazione che vive sicuramente un momento difficile vista l’entrata nel mercato di competitori diretti (Il Mattino di Foggia). Arrivare a profanare un momento di altissima riflessione laica e civile (come quello che tutti stavano vivendo nell’aula magna nel corso della commemorazione di Francesco Marcone) per imporre all’attenzione della cittadinanza le proprie misere beghe è troppo anche per un individuo come Piero Paciello. Se egli non riesce ad avere alcun rispetto per i vivi (visto che, come abbiamo dimostrato per il caso della Sanitaservice e del suo amministratore unico Di Biase, è aduso calunniarli abitualmente) impari almeno a rispettare chi non c’è più, risparmiandoci le boutade de l’Attacco almeno in occasione della commemorazione di un eroe foggiano quale è stato Francesco Marcone. Dispiace che la città di Foggia, riunita nella mattinata del 31 marzo in memoria delle vittime dell’illegalità, sia stata testimone di questo accadimento e di questo tipo di giornalismo. E’ ovvio che quando si parla di aggressione fisica ad un cronista sia necessario ed opportuno approfondire la questione, essendo la libertà di stampa uno dei massimi cardini della nostra Democrazia. Però non possiamo dimenticare che è necessario stigmatizzare anche le aggressioni a mezzo stampa nonchè l’abitudine alla menzogna ed alla diffamazione che sono ormai caratteristiche precipue de l’Attacco e si badi bene che nel nostro comunicato ci siamo limitati a riportare esclusivamente i termini dell’ultima vicenda che ha visto in contrapposizione l’amministratore della Sanitaservice e la redazione del quotidiano, senza citare le tantissime altre vittime delle campagne denigratorie di quel giornale e senza contare che, comunque, per il momento, le prove intese a testimoniare l’aggressione fisica al giornalista addotte da l’Attacco si limitano ad una registrazione audio dell’alterco verbale che non comprova il presunto cazzotto ricevuto dallo Iula. Riteniamo, dopo quello che è successo, che la misura sia colma e pensiamo sia opportuno iniziare da subito una riflessione specifica, seria e ponderata sul tipo e sul genere di informazione che la nostra città merita di avere. La democrazia è minacciata anche dai veleni e dalle falsità che Paciello ed i suoi accoliti diffondono sapientemente dalle stanze di via Bruno e chi non vuole rendersene conto (come quanti hanno espresso la propria solidarietà al giornalista Iula senza mai degnarsi di considerare la sofferenza dei tanti liberi cittadini che da quel giornale vengono ingiustamente vilipesi) corre il rischio di contribuire a creare un clima di costante tensione che non è in alcun modo confacente ad una città libera e matura.
Coordinatore Provinciale Domenico Rizzi

Lascia un commento