“Di Vittorio sosteneva che gli interessi che rappresentano e difendono i sindacati dei lavoratori sono di carattere collettivo e non particolaristico; interessi che in linea di massima coincidono con quelli generali della nazione. Con questo spirito la Cgil sciopererà il prossimo 6 maggio. In un periodo di grave crisi a pagare è stato soprattutto il lavoro. Chiedere interventi per sostenere i redditi, le pensioni, è ancora una volta fare gli interessi di tutta la nazione”. “DOBBIAMO PRENDERCI CURA DELLA NOSTRA MEMORIA, ANCHE CON PICCOLI GESTI SIMBOLICI; memoria come qualcosa di vivo e ben presente nell’oggi, patrimonio di quei valori che ancora guidano la nostra ultra centenaria organizzazione”. Così, Daniele Calamita, segretario generale della Flai Cgil di Foggia, commenta l’iniziativa che assieme a Cgil e Camera del Lavoro di Orta Nova ha visto alcuni militanti celebrare la giornata del Primo Maggio ripulendo il piccolo cippo in pietra che ricorda il luogo dove l’adolescente Giuseppe Di Vittorio lavorò per la prima volta. La pietra, che si trova a cinque chilometri dall’abitato del comune del Basso Tavoliere, è stata ripulita dalla muffa ed è stata assicurata al suolo con del cemento. Prima della deposizione di una corona di alloro, sono state ricordate alcune parole di Di Vittorio durante i lavori dell’Assemblea Costituente, sul ruolo del sindacato nel nostro Paese. “I lavoratori, per la loro condizione sociale, sono i maggiori interessati al consolidamento ed allo sviluppo ordinato della libertà e delle istituzioni democratiche – affermava il padre del sindacalismo italiano – Gli interessi che rappresentano e difendono i sindacati dei lavoratori sono interessi di carattere collettivo e non particolaristico od egoistico; interessi che in linea di massima coincidono con quelli generali della nazione. Il benessere generalizzato dei lavoratori, infatti, non può derivare che da un maggiore sviluppo dell’economia nazionale, da un aumento incessante della produzione, da un maggiore arricchimento del paese, oltre che da una più giusta ripartizione delle ricchezze. Non è mai accaduto, e non può accadere ai liberi sindacati dei lavoratori, di avere interessi contrari a quelli della collettività nazionale”. “Parole quanto mai attuali – ha ricordato Calamita – nel momento in cui c’è chi propone di riscrivere l’articolo 1 della Costituzione, chi con disprezzo definisce come rito stantio le celebrazioni della Festa dei Lavoratori, chi punta a dividere i lavoratori e attacca il ruolo del sindacato nel nostro Paese. Forse proprio perchè, come ripeteva Di Vittorio, i sindacati dei lavoratori costituiscono uno dei pilastri basilari dello Stato democratico e repubblicano ed un presidio sicuro e forte delle civiche libertà, che sono un bene supremo dell’intera nazione. Con questo spirito e questi insegnamenti continueremo le nostre lotte, a partire dallo sciopero generale del prossimo 6 maggio. In un periodo di grave crisi economica a pagare è stato soprattutto il lavoro. Chiedere interventi per sostenere i redditi, le pensioni, le famiglie, è ancora una volta fare gli interessi di tutta la nazione”.
Fonte: Teleradioerre.it

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