Probabilmente potrà sembrare una minaccia dai toni inaccettabili, alcuni invece potrebbero intenderla come un lecito gemito di dolore di un settore ormai letteralmente “sulle ginocchia”:«Avviso – Non tagliate uva ad un prezzo inferiore ai 30 euro. Chi non esegue da domani dormirete tutti in campagna a fare i guardiani». Questa scritta, nei giorni scorsi, è apparsa su di un volantino affisso sulla serranda del chiosco in prossimità del Duomo di Cerignola e su degli striscioni fissati sui tralci di alcuni vigneti nelle zone circostanti ai 5 Reali Siti. E’ l’ennesimo atto di una storia infinita, una storia fatta di guerre tra poveri, capponi manzoniani che si arrovellano nel dramma della crisi economica nazionale e globale. La dichiarazione, che ci è pervenuta in forma strettamente anonima, va a rinfocolare un problema che da anni affligge la competizione del mercato legato all’agricoltura del Basso Tavoliere. La catena “viziosa” è, ogni anno, innescata da alcuni imprenditori agricoli della zona, che a causa delle necessità improrogabili, decidono di vendere il proprio prodotto a prezzi irrisori pur di sopperire alle difficoltà economiche. Naturalmente le leggi del mercato non perdonano queste sviste e quindi il prezzo stabilito va a vincolare anche gli altri venditori che a fine anno, con il ricavato della vendemmia, non riescono a coprire le spese effettuate. A peggiorare la situazione ci ha pensato l’Inps su disposizione del Governo, negando il sussidio agli agricoltori aventi Partita Iva, poiché, secondo il loro modesto parere, chi commercializza un prodotto agricolo, possiede a tutti gli effetti un’attività e dunque non necessita di nessun ausilio. I possidenti agricoli che riuscivano a sostentare le famiglie proprio grazie a questi fondi, non la pensano affatto così. Per tutte queste motivazioni, riusciamo ad inquadrare questa dura forma di protesta, nel periodo in cui comincia laraccolta dell’uva. Un messaggio chiaro e diretto per sensibilizzare magari la politica e gli organismi ditutela che spesso non ascoltanto o, ancora peggio, non esistono. Proprio all’inizio della settimana scorsa Giovanni Montingelli, referente cittadino di “Io amo Cerignola”, aveva indirizzato al sindacoAntonio Giannatempo una richiesta di convocazione di un tavolo di concertazione sul problema della raccolta dell’uva e del relativo prezzo di mercato, che ormai da anni mette a dura prova i piccoli e medi imprenditori agricoli della città. Le notizie si rincorrono e fomentano la speranza che asettembre si possa invertire la tendenza, per tutelare quelle vite che dipendono dalla vite.
Fonte: Il Megafono di Francesco Gasbarro

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