L’incremento dei fondi destinati al servizio di mensa scolastica ed il parziale adeguamento della Tassa sullo smaltimento dei rifiuti urbani ai costi del servizio sono gli interventi finanziari di maggiore rilievo contenuti nel bilancio di previsione per il 2011, approvato dal Consiglio comunale, nella seduta di giovedì 28 luglio, con 11 voti a favore, compreso il consigliere di minoranza Antonio Porcelli, e 4 contrari. Il documento contabile è “ampiamente condizionato dall’andazzo del passato – ha affermato in Aula l’assessore al Bilancio, Mimmo Dembech – e inevitabilmente lo saranno i prossimi mesi, pur se sarà nostra cura apportare quelle variazioni e correzioni possibili e consentite dalla legge”.
La premessa è servita a motivare la marginalità degli interventi effettuati dalla Giunta Calvio, in carica da neanche 2 mesi e stretta nella morsa dei tagli ai trasferimenti statali verso gli Enti locali (600.000 euro nell’ultimo semestre) e dei debiti accumulati dall’Amministrazione Moscarella (circa 15 milioni tra mutui e spese correnti). La situazione di cassa induce a “una gestione accorta – ha sottolineato Dembech – ma solidale”. Di qui la scelta di stanziare 120.000 euro per il servizio di mensa nell’anno scolastico 2011-2012, che sarà effettuato in 10 classi di scuola per l’infanzia ed elementare, 3 in più dello scorso anno, e partirà regolarmente a ottobre. Sul fronte delle entrate, invece, “con riluttanza siamo dovuti intervenire con l’aumento minimo delle aliquote della Tarsu“. L’incremento medio è del 10% – 7% per le abitazioni, 13% per le attività produttive – ed è tale da consentire la copertura del 92% del costo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, aumentato dai 400.000 euro del 2008 ai 630.000 euro del 2011. “Abbiamo ritenuto doveroso assumerci questa responsabilità – ha affermato l’assessore al Bilancio – aumentando le aliquote che una politica miope e populista non ha toccato per mancanza di coraggio e necessità di acquisire consensi”. La massa di debiti, che ha notevolmente ridotto la capacità del Comune di contrarre mutui per opere pubbliche, non è ancora stata quantificata con esattezza, ma è tale da indurre il Collegio dei revisori dei conti a suggerire di “monitorare continuamente e molto attentamente la spesa”. “Di certo – è stata la valutazione dell’assessore al Bilancio – è di gran lunga superiore ai 2,5 milioni di euro del saldo di cassa, ottenuto rinviando praticamente tutti i pagamenti in scadenza nell’anno precedente alle elezioni”. L’onere più gravoso deriva dalla “realizzazione di una zona PIP di dimensioni faraoniche, costata oltre 4,5 milioni – ha continuato Dembech – con l’acquisizione di lotti pagati cash dall’Amministrazione comunale e immessi sul mercato in misura superiore a quanto il mercato fosse in grado di assorbire. Inoltre, non si è verificato che gli acquirenti pagassero e molti lotti risultano ancora non intestati, rendendo impossibile l’applicazione e la riscossione dell’ICI”. L’ex sindaco e la destra di governo “ci hanno fatto credere di vivere in un paese dove tutto è bello e perfetto, ripetendo questa bugia tante volte da farla diventare più inattaccabile del Vangelo. Ora tocca a noi avviare e sostenere la ricerca maniacale dell’efficienza e delle redditività della spesa pubblica, della cura e della fruibilità dei beni comuni, e ciò soprattutto a vantaggio dei più deboli. Per fare questo – ha concluso l’assessore al Bilancio – è necessario avere pazienza, costanza e decisione”.
Fonte: Teleradioerre.it

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