L’Ass. Archeoclub Ordona-Orta Nova presenta sabato 19 Novembre 2011 al Palazzo ex Gesuitico di Orta Nova (Fg) un convegno dal titolo: Unità d’Italia 150 Anni portati male, ospite il giornalista Lino Patruno che parlerà dell’Unità d’Italia e presenterà il suo ultimo libro Fuoco del Sud. Siete tutti invitati a soffiare sul fuoco che brucia nelle vene di noi meridionali, o meglio di Napolitani! Le menzogne che ci hanno raccontato per 150 anni sono ormai scoperte platealmente con la nomina a Presidente del Consiglio di Mario Monti: ormai la massoneria non prova nemmeno più a nascondersi tanto ha pervaso il suo potere nella nostra società.

Antonio CORBO segr. Archeoclub

20 risposte a “L’ Archeoclub sui 150 anni dell’Unità d’Italia, ospite Lino Patruno”

  1. Avatar caravaggio86

    MA PERCHE’ L’ARCHOCLUB NON SI OCCUPA DELL’ARCHEOLOGIA LOCALE SOPRATTUTTO ? ABBIAMO GLI SCAVI DI HERDONIA IN DEPERIMENTO , CON UN MOSTRO DI PARCO EOLICO SOPRA….E LORO PENSANO A STE COSE…..STI CONVEGNI LASCIATELI FARE A CHI SI OCCUPA DI STORIA MERIDIONALISTA COME IL CIRCOLO CULTURALE “ORTA DI CAPITANATA” CHE SI OCCUPA NELLO SPECIFICO DI QUESTE TEMATICHE ….A OGNUNO IL SUO COMPITO

    "Mi piace"

  2. Avatar Lemers
    Lemers

    Caravaggio86 ti invito ad informarti sulle attività svolte dall’Archeoclub prima di parlare a sproposito. A presto

    "Mi piace"

  3. Avatar caravaggio86

    NON CRITICO LA MANIFESTAZIONE IN SE PER SE, MA IL FATTO CHE L’ARCHEOCLUB STA TRASCURANDO LA QUESTIONE SCAVI DI HERDONIA…POI SE MI STO SBAGLIANDO CHIEDO SCUSA MA L’IMPRESSIONE E’ QUESTA

    "Mi piace"

  4. Avatar ilMORALIZZATORE
    ilMORALIZZATORE

    Conosco Lino Patruno e apprezzo molto il suo lavoro , anche se andrebbe ribadito che se da una parte con l’unità d’Italia le banche del regno del sud furono assorbite e le risorse incamerate dal nord , il sistema fiscale piemontese fu esteso a tutta la nazione ed il saccheggio non si fermò neanche per quelle poche industrie meridionali costrette alla delocalizzazione in terra lombarda e piemontese , dovremmo anche essere onesti ed analizzare le cause ed i mali più profondi del nostro sud , governato in totale scempio dai borboni , poche scuole per avere il maggior numero possibile di analfabeti , gli ignoranti sono più facili da gestire , pochissime infrastrutture e quindi poche tasse , è questa gestione scellerata che ha ridotto il meridione in povertà , considerate che sino al XVII sec.-1600 , il nostro territorio era all’avanguardia in Europa , il peso storico della politica borbonica ci ha distrutto facendoci piombare nel lassismo socio-culturale ed economico , se poi sommiamo gli elementi elencati sopra con l’unificazione la frittata è stata completa , in 60 anni di repubblica si poteva risolvere la questione meridionale , si guardi la Germania che ha quasi risolto in soli 20 anni il gap della sua parte orientale dal resto del paese . Parlare di massoneria e di poteri occulti è una facile scorciatoia , una scusa che non regge , la nostra classe politica è stata incapace di tutelare il sud , l’esempio del governo Berlusconi calza a pennello , la Lega usava le risorse del sud per pagare le multe agli allevatori del nord , usava la sua forza in maggioranza per creare infrastrutture e sistemi più efficienti al nord , la Lega ha senz’altro un merito politico , nei territori che sono serbatoio di voti ha portato soldi ed investimenti statali , cosa che non hanno fatto i politici nostrani di destra e sinistra , con un occhio in particolare alla maldestra gestione del potere da parte del pd e sel a livello regionale vera ed autentica piaga simili a cavallette voraci si fiondano sul sistema appalti e gestione del denaro pubblico assumendo parenti ed intascando tangenti . La crescita c’è , quella dei loro conti bancari e quella ancor più triste della disoccupazione .

    "Mi piace"

  5. Avatar gio
    gio

    Se l’area archeologica di Herdonia, punta di diamante dei 5 Reali Siti, sta combinata in quel modo, è una sconfitta per tutti noi. L’archeoclub dovrebbe sentirsi oltraggiata e un po sconfitta nel suo operato se i risultati sono quelli. Non vantiamo meriti e onori, se poi i risultati finali ci dicono il contrario ( e questo vale per tutti gli àmbiti )….Se Herdonia sta in quel degrado, evidentemente c’ è qualcuno che non opera bene, tutto qua….

    "Mi piace"

  6. Avatar Lemers
    Lemers

    L’impressione è (fortunatamente) errata, anzi sono impegnati sul fronte degli scavi archeologici della provincia di foggia da molto tempo. L’attività non è mai stata interrotta

    "Mi piace"

  7. Avatar Antonio Corbo
    Antonio Corbo

    Uno degli sport preferiti, in riferimento all’Unità d’Italia, è quello della denigrazione dei Borbone e del Regno delle Due Sicilie. Purtroppo è il retaggio della disinformazione fatta dai vincitori.
    Lo statuto dell’Archeoclub prevede espressamente all’art.4/d la funzione di accrescimento culturale degli aderenti. Parlare per luoghi comuni, senza osare un minimo sforzo di ricerca informativa, non depone a favore di chi crede di sapere tanto. In genere chi più sa, più conosce i propri limiti e più si accorge che conosce poco.
    La situazione di ritardo ed abbandono dei nostri territori, a nostro modesto avviso, proviene e si è sviluppata proprio dal fattaccio dell’operazione unità d’Italia.
    L’attività informativa svolta dall’Archeoclub mira a scuotere l’orgoglio di noi meridionali attraverso la conoscenza di quello che eravamo e la comprensione di quello che ci hanno fatto per diventare quello che oggi siamo. Sottolineo QUELLO CHE CI HANNO FATTO! Perché quello che noi siamo è il risultato dell’occupazione violenta delle nostre terre da parte di uno straniero invasore e alle politiche socio-economiche attuate a nostro danno per 150 anni dallo stesso.
    Il Regno delle due Sicilie non era il paradiso, ma si tenga presente il periodo storico. A titolo di esempio: Cavour morì alquanto giovane per la malattia contratta dopo una cura medica di circa 7 o otto salassi (SI SALASSI).
    Di seguito un brevissimo accenno di quello che eravamo. Si che ce ne vuole di revisionismo storico.
    52 PRIMATI DEL REGNO DELLE DUE SICILIE

    1735 Prima Cattedra di Astronomia, in Italia, affidata a Napoli a Pietro De Martino
    1754 Prima Cattedra di Economia, nel mondo, affidata a Napoli ad Antonio Genovesi
    1762 Accademia di Architettura, una delle prime e più prestigiose in Europa
    1763 Primo Cimitero italiano per poveri ( il “Cimitero delle 366 fosse” , nei pressi di Poggioreale a
    Napoli, su disegno di Ferdinando Fuga)
    1781 Primo Codice Marittimo nel mondo (opera di Michele Jorio)
    1782 Primo intervento in Italia di Profilassi Anti-tubercolare
    1783 Primo Cimitero in Europa ad uso di tutte le classi sociali (Palermo)
    1789 Prima assegnazione di “Case Popolari” in Italia (San Leucio presso Caserta)
    1789 Prima istituzione di assistenza sanitaria gratuita (San Leucio)
    1792 Primo Atlante Marittimo nel mondo (G Antonio Rizzi Zannoni, Atlante Marittimo delle Due
    Sicilie.(vol. I) elaborato dalla prestigiosa Scuola di Cartografia napoletana)
    1801 Primo Museo Mineralogico del mondo
    1807 Primo “Orto Botanico” in Italia a Napoli
    1812 Prima Scuola di Ballo in Italia, annessa al San Carlo
    1813 Primo Ospedale Psichiatrico italiano (Reale Morotrofio di Aversa)
    1818 Prima nave a vapore nel mediterraneo “FerdinandoI”
    1819 Primo Osservatorio Astronomico in Italia a Capodimonte
    1832 Primo Ponte sospeso, in ferro, in Europa continentale (“Real Ferdinando” – sul Garigliano )
    1833 Prima Nave da crociera in Europa ” FrancescoI ”
    1835 Primo istituto italiano per sordomuti
    1836 Prima Compagnia di Navigazione a vapore nel Mediterraneo
    1839 Prima Ferrovia italiana, tratto Napoli-Portici
    1839 Prima Illuminazione a Gas di una città italiana (terza in Europa dopo Londra e Parigi) con 350
    lampade
    1840 Prima Fabbrica Metalmeccanica d’Italia per numero di operai (1050) a Pietrarsa presso Napoli
    1841 Primo Centro Sismologico in Italia presso il Vesuvio
    1841 Primo sistema a fari lenticolari a luce costante in Italia
    1843 Prima Nave da guerra a vapore d’Italia (pirofregata “Ercole”), varata a Castellammare
    1843 Primo Periodico Psichiatrico italiano pubblicato presso il Reale Morotrofio di Aversa da Biagio
    Miraglia
    1845 Prima Locomotiva a Vapore costruita in Italia a Pietrarsa
    1845 Primo Osservatorio Meteorologico italiano (alle falde del Vesuvio)
    1852 Primo Telegrafo Elettrico in Italia (inaugurato il 31 Luglio)
    1852 Primo Bacino di Carenaggio in muratura in Italia (nel porto di Napoli)
    1852 Primo esperimento di Illuminazione Elettrica in Italia a Capodimonte
    1853 Primo Piroscafo nel Mediterraneo per l’America (Il “Sicilia” della Società Sicula Transatlantica
    del palermitano Salvatore De Pace: 26 i giorni impiegati)
    1853 Prima applicazione dei principi della Scuola Positiva Penale per il recupero dei malviventi
    1856 Primo Premio Internazionale per la Produzione di Pasta (Mostra Industriale di Parigi)
    1856 Primo Premio Internazionale per la Lavorazione di Coralli (Mostra Industriale di Parigi)
    1856 Primo Sismografo Elettromagnetico nel mondo costruito da Luigi Palmieri
    1859 Primo Stato Italiano in Europa, per produzione di Guanti (700.000 dozzine di paia ogni anno)
    1860 Prima Flotta Mercantile e prima Flotta Militare d’Italia (seconda nel mondo)
    1860 Prima nave ad elica (Monarca) in Italia varata a Castellammare
    1860 La più grande Industria Navale d’Italia per numero di operai (Castellammare di Stabia, 2000
    operai)
    1860 Primo tra gli Stati italiani per numero di Orfanotrofi, Ospizi, Collegi, Conservatori e strutture di
    Assistenza e Formazione
    1860 La più bassa percentuale di mortalità infantile d’Italia
    1860 La più alta percentuale di medici per abitanti in Italia
    1860 Prima città d’Italia per numero di Teatri (Napoli)
    1860 Prima città d’Italia per numero di Conservatori Musicali (Napoli)
    1860 Primo “Piano Regolatore” in Italia, per la Città di Napoli
    1860 Prima città d’Italia per numero di Tipografie (113, in Napoli)
    1860 Prima città d’Italia per numero di pubblicazioni di Giornali e Riviste (Napoli)
    1860 La più alta quotazione di rendita dei titoli di Stato (120% alla Borsa di Parigi)
    1860 Il Minore carico Tributario Erariale un Europa
    1860 Maggior quantità di Lire-oro conservata nei Banchi Nazionali ( dei 668 milioni di Lire-oro,
    patrimonio di tutti gli Stati italiani messi insieme, 443 milioni erano del regno delle Due Sici-lie)
    Fonte: srs di Gennaro De Crescenzo//Le industrie del Regno di Napoli

    All’Esposizione Universale di Parigi del 1856, il Regno delle Due Sicilie si classifico terzo dietro Inghilterra e Francia.
    La giustizia è relativa. La verità storica è una ed è tutta da scoprire.
    Antonio CORBO

    "Mi piace"

  8. Avatar uno
    uno

    ma l’archeoclub sa dell’Area Vasta? sa che è stato ridicolmente privilegiato il restauro del nostro ex gesuitico a discapito dell’archeologica Herdonia?
    qualcuno ha notato che erano già stati stanziati dal comune ortese 220.000 euro per il restauro del palazzo ex gesuitico (vedi http://62.94.24.124/ortanova/de/at_p_dettaglio.php?ATPRSER=20436&x=381132a520953f6c92978a8a8ab184ac)?

    e dopo tale sciupìo di denaro pubblico se ne è aggiunto quest’altro? http://62.94.24.124/ortanova/de/attachment.php?ATDOSSS=38107

    possibile che questa amministrazione targata pd non si sia ancora insospettita?
    forse sono io che…vedo doppio!

    cari amici del blog

    "Mi piace"

  9. Avatar caravaggio86

    PER ILMORAIZZATORE :INFORMATI MEGLIO SULLE CONDIZIONI REALI DEL SUD PRIMA E DOPO IL 1861 E POI FORSE PUOI TRARRE CONCLUSIONI (E CI SONO I DOCUMENTI NASCOSTI CHE SONO RIEMERSI CHE NARRANO LA VERITA’), DAL MOMENTO CHE TUTTO CIO’ CHE DICI E’ VERO SOLO ALL’1% ….ANZI …GIUSTO PER DIRNE UNA …..AL TEMPO DEI BORBONE (I COGNOMI NON SI DECLINANO) IL TASSO DI ANALFABETISMO AL SUD ERA MINORE RISPETTO A TUTTO IL RESTO D’ITALIA …E SAI CHI ORDINO’ DI CHIUDERE LE SCUOLE DOPO L’UNITA’ D’ITALIA ??? EBBENE SI …COLORO AI QUALI OGGI DEDICHIAMO VIE E PIAZZE (ORTA NOVA COMPRESA)………APRITE GLI OCCHI CHE LA STORIA CHE CI HANNO APPIOPPATO A SCUOLA E’ TUTTA UN’EMERITA FARSA……….(L’ITALIA E’ STATA FATTA DA LETTERATI E POETI – CITAZIONE DI GARIBALDI IN PERSONA)………….EEEHHHH BEATA IGNORANZA ….. SOLO QUANDO APRIREMO DAVVERO TUTTI QUANTI GLI OCCHI IL SUD POTRA’ RISCATTARSI MA SE FINO A QUEL MOMENTO CONTINUEREMO A DIRE “VIVA GARIBALDI” , “CON I BORBONE STAVAMO MALE” , ECC ECC (CIOE’ TUTTE QUELLE COSE FATTE DIRE APPOSTA DA CHI AVEVA INTERESSE A DISTRUGGERE LA CULTURA MERIDIONALE)….BEH …ALLORA NON LAMENTATEVI DI RESTARE IN QUESTE CONDIZIONI DI SUBALTERNITA’ !!!!!!!!!

    "Mi piace"

  10. Avatar IoMeridionale
    IoMeridionale

    UNITA’ D’ITALIA: 150 ANNI PORTATI MALE, ANZI MALISSIMO!
    La situazione economica che stiamo vivendo in questi giorni, dovrebbe farci riflettere un po’ tutti per cercare di capire da dove arriva tutto questo e se le cause non vadano ricercate in un tempo un po’ più lontano, per esempio 150 anni fa.
    Il liberismo economico su cui si fonda la nostra società è stato avviato verso la metà dell’ottocento. Prima con una parvenza di liberismo di elite e poi piano piano diffondendosi a tutta la popolazione. Lo scontro culturale che si è avuto in quel tempo ha visto contrapporre due culture di cui una piano piano ha preso il sopravvento, il liberalismo come cultura, il liberismo come economia.
    In quel periodo è maturata l’operazione Unità d’Italia le cui motivazioni si possono individuare in diversi piani, sovrapposti ed intrecciati fra di loro:
    – una motivazione ideale per l’unità territoriale di tutta la penisola, sostenuta da un elite intellettuale che era alla rincorsa dei fasti dell’antica Roma;
    – una motivazione culturale religiosa che ha visto la cultura protestante anglosassone, di netta matrice massonica basata sull’egoismo ed il profitto, partire all’assalto degli stati cattolici europei, per il loro abbattimento e per il ridimensionamento del potere della chiesa cattolica con la opzione estrema dell’annullamento dello stesso papa e della chiesa cattolica;
    – una motivazione di tipo politico sociale che ha visto lo scontro fra il vecchio sistema feudale basato sulle monarchie e le classe nobili con la cancellazione dei privilegi ad esse connessi che tendesse a redistribuire il potere e le ricchezze ad uno strato più ampio della popolazione, che invece ha visto solo un cambio di mano con il concentramento del potere economico in poche persone;
    – una motivazione di carattere economico che vedeva il piccolo stato sabaudo gestito da una monarchia bellicosa e guerriera indebitata all’inverosimile per sostenere la voglia espansionistica a danno di altre monarchie o principati della penisola italica.
    Le condizioni sociali dell’ottocento erano simili un po’ in tutta l’Europa, condizioni ben descritte dai vari scrittori tipo Dickens, Hugo, Dostoevskij, Dumas.
    Per cui giudicare in senso negativo e dispregiativo uno stato di allora, come se fosse l’unico, è completamente fuorviante e pervaso di pregiudizi sedimentati nelle nostre menti da un’istruzione volutamente distorta da chi ha voluto e beneficiato di quei cambiamenti.
    Forse sarebbe opportuno traguardare il tutto uscendo dal perimetro.
    Forse bisognerebbe, specialmente noi come cittadini di questa parte dell’Italia, chiederci quanto ha pesato l’operazione Unità d’Italia sulla nostra condizione di allora ed in particolare di quella di oggi che è il frutto di una politica economica tenuta per 150 anni ai danni nostri a beneficio di altri territori. E forse scopriremmo cose indicibili che nulla hanno a che vedere con l’agiografia risorgimentale e garibaldina che ci viene puntualmente rammentata, forse bisognerebbe dire inculcata!
    Invito i frequentatori di questo blog ad interessarsi di questi problemi, di cercare la verità, di non dare tutto per scontato, una conoscenza più aderente alla realtà potrà essere sicuramente utile al quel riscatto delle nostre popolazioni che fino ad oggi è risultato vano, ne sono certo.
    Mi scuso per la difficile linearità di quanto ho detto, ma lo spazio breve ha condizionato il mio scritto.
    IoMeridionale

    "Mi piace"

  11. Avatar gio
    gio

    Siti come Pompei, Paestum, Piazza Armerina o la valle dei Templi non mi risulta che siano al nord..!!! Eppure la esiste un’economia che ruota intorno a quei preziosi beni culturali. Herdonia fa caso a se, perchè non si è mai creduto nel suo potenziale : i vantaggi per i 5 Reali Siti potrebbero essere notevoli. L’ archeoclub dovrebbe muoversi in quella direzione. Riguardo alla storia risorgimentale, le verità che stanno emergendo, oggi 2011, dovrebbero avere l’effetto di una convinta autodeterminazione dei meridionali. Dal punto di vista territoriale e delle risorse umane, il nostro potenziale è di gran lunga superiore a quello del nord Italia, ma loro hanno il comando di tutto fra le mani (vedi governo Monti ). Dobbiamo darci da fare e il vento ritornerà a com’era nel 1859..!!! La crisi mondiale sta ridisegnando gli equilibri, quindi……..IAMM GUAGLIU’….

    "Mi piace"

  12. Avatar ilMORALIZZATORE
    ilMORALIZZATORE

    Ho letto divertito le risposte che alcuni lettori hanno dato in merito al mio intervento . SEMPLICEMENTE RIDICOLI . Si parla di 52 eccellenze del regno borbonico non tenendo presente che molte di queste furono realizzate non per meriti della corona o su iniziativa di essa , ma furono realizzate per mezzo “dell’intellighenzia culturale “ quindi frutto di iniziative private , al quale il sovrano borbonico non gli parve vero poter avere altre tasse da esigere . Forse il tuo professorino dimentica o vuole dimenticare le condizioni dei cittadini che vivevano nell’entroterra , il che significa dimenticare la maggior parte della popolazione che viveva in situazione di indigenza o di assoluta povertà , tra tasso di analfabetismo del 97% e in condizioni sanitarie da terzo mondo , dimentica che l’ UNA TANTUM non era la regola , ma l’eccezione e mi riferisco ai camposanti ed altre fesserie elencate , dimentica che il credito d’impresa era assolutamente inesistente , che la maggior parte della realtà imprenditoriale era realizzata su iniziativa personale , in pratica aziende a conduzione familiare composta da 5 a 8 lavoratori , magistralmente incastrate oltre che dall’assenza di credito bancario da un elevato regime di pressione fiscale , dimentica , ancora il tuo professorino che alcune aree costiere come Messina , Palermo , Napoli , Catania e Reggio erano interessate da un fermento economico lasciato all’iniziativa dei privati borghesi o aristocratici oltre che alla speculazione di chi era interessato a diffondere un’economia di colonialismo puro , mi riferisco alle imprese francesi e inglesi che trasformarono la Sicilia da granaio del regno , a miniera di solfatare (zolfo) e di sale , senza creare alcun tipo di indotto , nessuna trasformazione del prodotto costringendo 16000 lavoratori ad abbandonare i campi per lavorare in condizioni disumane , ridotti in schiavitù ,l’importante per i Borbone era incassare i diritti di concessione e sfruttamento , evidentemente , il tuo professorino non solo ha palesemente e volutamente omesso di parlare di queste cose , ma manca di assoluta obiettività ,quando non prende in considerazione le lamentele e le denunce di economisti non sabaudi , ma indigeni ovvero nati , cresciuti e vissuti in una realtà povera , dimentica di annoverare le tante proteste e rivolte che contrassegnarono il meridione , dimentica che il brigantaggio e la relativa nascita della camorra e della mafia sono retaggio ed eredità dei Borbone e della loro politica , una visione di sfruttamento coloniale di risorse economiche ed umane , dimentica che costrinse migliaia di cittadini ad abbandonare le proprie terre e le famiglie ad arruolarsi nel regio esercito per combattere guerre lontane in Spagna e in America , fu una delle condizioni che portarono alla scelta del brigantaggio ,piaga sociale che si realizzò con i Borbone, dimentica Masaniello e la maschera del sud Pulcinella che nel sentire popolare doveva punire le arroganze dei potenti e denunciare le ingiustizie sociali . Non parla del tasso di analfabetismo di tutta Napoli dove la maggior parte dei cittadini viveva in condizioni di povertà , parla invece della nobiltà o dell’alta borghesia e del grado di alfabetizzazione , troppo facile , troppo comodo , persino non parlare della dissolutezza e dell’avarizia del sovrano di turno che viveva da monarca assoluto , del fallimento della Banca dell’Annunziata , della condizione in cui versava l’Università di Napoli che fondata dai normanni fu costretta per secoli a non avere una sede , lezioni tenute nei vari chiostri , soltanto nella seconda metà del 700 si costruì una sede degna di tal nome , parliamo delle tasse messe all’Università che costrinsero il sovrano a dover rinunciare e condonare i debiti che avrebbero fatto fallire questa istituzione , l’istruzione specialmente nelle zone interne e periferiche fu esclusivamente opera dei Padri GESUITI , della pressione fiscale soffocante laddove iniziative imprenditoriali trovavano sbocco , del Banco di Napoli o del Banco del Regno di Napoli fondato non dai Borbone , ironia della sorte furono i fermenti napoleonici a decretarne la nascita per la precisione fondato da Gioacchino Murat , i soldi del tesoro borbonico , soldi del re , in larga parte sono l’enorme cifra che il Borbone accumulò sfruttandoci , questi furono annessi al regno sabaudo . Per non parlare del decentramento amministrativo messo in atto ogni qualvolta l’imprenditoria borghese diventava pericolosa , Pescara venne abbandonata per l’Aquila , Manfredonia per Foggia e successivamente a favore di San Severo ,Bari per Brindisi , il sistema feudale fu abolito nel 1806 , ma non i grandi latifondi che restarono in mano all’aristocrazia , guardando proprio la nostra amata Capitanata sicuramente stavamo meglio sotto i bizantini o i veneziani , ma sotto i Borbone ,non si può sentire , lo sviluppo era legato alla Regia Dogana della mena delle pecore , migliaia di ettari sottratti con forza ,espropriati ai piccoli proprietari in favore di latifondi immensi , già le pecore ,latte , formaggi e lana e se per le prime cose la lavorazione avveniva in loco , per la lana l’unica via era l’esportazione , senza indotto le uniche imprese che la lavoravano erano a conduzione familiare , spesso allocate nelle case dei cittadini , e già, cittadini trattati come pecore , sfruttamento delle pecore e del bestiame , e quando sono andati via i Borbone ci hanno lasciato a pecora . Questa era la visione imprenditoriale , di puro sfruttamento , una visione non a 360° , ma a 90° . E’ vero che ci sono state eccellenze come l’azienda di Pietrarsa e lo stabilimento navale di Castellamare di Stabia , ma il paragone andrebbe fatto con le capacità delle imprese del nord , che potevano contare sul credito d’impresa ragion per cui in uno Stato unitario queste ultime furono avvantaggiate rispetto ad aziende meridionali prive di sostegno finanziario , vent’anni – 20 dalla data di unificazione sono gli anni che sancirono un divario economico preesistente già al periodo preunitario , anni che sancirono la chiusura di molte imprese incapaci di fronteggiare le diversità e le difficoltà di rivaleggiare con imprese settentrionali , visto che l’aspetto importante , più volte rimarcato in questo articolo è l’assoluta mancanza di accesso al credito d’impresa , aspetto che volutamente ho ripetuto , di cosa parlava Giovanni Verga ?Del Paradiso in terra realizzato dai Borbone , ma andate a cagare . Voi parlate di cose che non conoscete e che volutamente il professorino De Crescenzo evita di raccontare , dipingete il nostro territorio come se fosse stata la Svizzera del sud .Vi invito a leggere come bene scriveva Lucchesi Palli sulle motivazioni del mancato sviluppo economico(Effemeridi scientifiche e letterarie, 1834), c’era soprattutto la mancata crescita del mercato finanziario “La Sicilia non sarà mai né perfetta agricola, né commerciale, né manifatturiera, se pria un’immissione di nuovi capitali circolanti non ne vivifichi il suo stato.” La popolazione si articolava in tre fasce a distribuzione piramidale, un vertice costituito dall’aristocrazia terriera che dilapidava i suoi patrimoni inseguendo lussi e capricci, una borghesia di paglietta, tranne qualche rara eccezione come i Florio(famoso per il marsala), i Gallo o gli Orlando che investivano nell’industria metallurgica ma che nel tentativo di imitare il tenore di vita dei nobili e di entrare nella loro cerchia, diedero il via a quel fenomeno descritto come “pietrificazione dei profitti”, l’acquisizione cioè di sontuose dimore urbane e suburbane con relativi parchi, e il popolo infine che versava in uno stato di generale povertà e nella più nera miseria se ci si spostava nelle zone interne dell’isola. La feudalità , lo ricordo ancora una volta , fu abolita con la legge del 2 agosto 1806. Era proprio il basso tenore di vita della maggior parte della popolazione e la penuria di denaro circolante che a lungo termine non avrebbe assicurato sbocchi a qualsiasi attività produttiva, dai manufatti metallurgici, ai tessili, dalle ceramiche all’editoria. La mia filosofia di vita è di socratica memoria , quindi prima di dare ad altri dell’ignorante vi invito ad evitare in futuro atteggiamenti di arroganza e superbia , figlie dell’ignoranza , concentratevi sulla conoscenza , non andate dietro al primo falso profeta della verità , leggete delle condizioni di vita sociale ed economica scritte da persone che in quella realtà ci hanno vissuto e ne hanno denunciato le storture , le avarizie e lo sfacelo molto prima dell’unificazione , vi renderete conto delle immense assurdità che proferite . Ringraziate i Borbone per la Camorra , per la Mafia , e per tutto il sotto sviluppo del meridione . VIVA il RISORGIMENTO , VIVA L’ITALIA .

    "Mi piace"

  13. Avatar gio
    gio

    Diamo per buone le tue informazioni, Moralizzatore, anche se ho 1 milione di dubbi che mi frullano per la testa, e cantiamo tutti viva l’Italia unita. Ma dopo 150 anni, mi potresti tracciare un bilancio, per favore ? Mafia, camorra, n’drangheta, disoccupazione giovanile al 30 %, la sanità spinge ad andare al nord per curarsi, 22 milioni di emigranti, interi paesi svuotati, tagli ai trasporti ferroviari, abbandono delle campagne, dissesto idrogeologico, nei prossimi 2 anni sono previsti almeno 500 – 800 mila laureati che lasceranno le regioni meridionali, ecc, ecc. Hai voglia di festeggiare ? allora festeggia…..ahahahahhhhh

    "Mi piace"

  14. Avatar caravaggio86

    la mafia non è nata con i borbone….o meglio…la mafia come la conosciamo oggi, con forti poteri nella politica e nell’economia di un’intera nazione. la mafia “moderna” (non i picciotti siciliani o i “bravi” milanesi o veneziani) è nata con gli accordi che gli inglesi, la massoneria e i savoia, presero con i gruppetti di malviventi siciliani e non, per aiutarli nella conquista del meridione, in cambio di enormi favori….favori la cui eredità giunge fino a noi e sappiamo il potere che ha oggi la Mafia.

    "Mi piace"

  15. Avatar ilMORALIZZATORE
    ilMORALIZZATORE

    La mafia nacque in Sicilia allorquando il sovrano borbonico decise di eliminare ogni forma di autonomia compreso il parlamentino siculo che per secoli aveva assicurato una forma di autonomia , pertanto in questo contesto legato al fenomeno mafioso sorse a volte sovrapposto e a volte immedesimato nell’associazione stessa della mafia ,il desiderio di autonomia o secessione , chiedendo agli inglesi di occupare e prendere possesso della Sicilia a patto di conferire autonomia all’isola, come ben sapete le cose andarono diversamente , nonostante gli inglesi riuscirono lo stesso a mettere piede sull’isola con le imprese che attuarono la loro solita politica di sfruttamento coloniale , mentre la camorra nacque a Napoli in un contesto differente , per mere ragioni di protesta sociale , visto che il ceto più basso versava nella miseria più nera . Caro Gio puoi anche nutrire dubbi , ma la Storia dice esattamente quello che non vuoi sentire e lascia pochissimi dubbi , i festeggiamenti in corso dei 150 anni di unità portano o dovrebbero portare tutti a fare riflessioni profonde sui malesseri del nostro sud , certamente l’assetto economico-finanziario è sbilanciato verso il nord , ma la valanga di denaro pubblico prima con la Cassa del Mezzogiorno , ora con i fondi europei hanno prodotto salvo alcune rarità solo carrozzoni dell’assistenzialismo e cattedrali nel deserto . Piangersi addosso non serve a nulla , prendiamo l’esempio del Veneto che 20 anni fa era una economia agricola e di allevamento , contadini o piccoli proprietari si sono dati da fare creando uno spin-off senza precedenti , hanno rischiato capitali propri e si sono indebitati , cimentandosi nella produzione di cose che prima acquistavano , con il duro lavoro sono riusciti nel miracolo economico , nella nostra provincia sono anni che promuovo iniziative e lancio appelli alla defiscalizzazione e alla deburocratizzazione , requisiti indispensabili per attirare capitali ingenti , da tempo chiedo alla politica di attivarsi per creare il supporto logistico indispensabile costituito da infrastrutture e servizi per consentire una facilità e mobilità di mezzi , merci e risorse , dialogare e proporre iniziative alle istituzioni è sicuramente importante , ma bisogna che la classe dirigente sia attenta a recepire le istanze e realizzarle , tempo fa dissi a chiare lettere che l’interporto di Cerignola sarebbe diventato l’ennesima cattedrale nel deserto e molto prima che iniziassero i lavori di costruzione , senza un piano industriale , senza una ricerca di mercato , senza piani d’investimento , isolato in mezzo al nulla , nessuno snodo o bretella ferroviaria , 22 milioni di euro che i comuni di Cerignola e San Ferdinando hanno letteralmente buttato via , ci vorrebbero leggi che tutelino responsabilmente i cittadini dall’operato troppo allegro dei politici , chi sbaglia , paghi il danno commesso alla comunità , lo rifondi anche con il suo patrimonio , constato con piacere che oltre me ci sono moltissime persone come te , Gio, che hanno il fuoco nelle vene pertanto rimbocchiamoci le maniche e diamoci tutti da fare , poniamo i politici dinanzi alle proprie responsabilità , incalziamoli , non perdiamoci nessun atto amministrativo per essere sempre informati e all’occorrenza anche con toni ultimativi chiediamone conto .

    "Mi piace"

  16. Avatar gio
    gio

    Hai ragione, la classe politica meridionale è stata sempre inetta, tranne poche eccezioni, sin dai primi vagiti del nuovo regno. Sarà la gente a salvare il meridione, ma quelli che hanno qualcosa da dire, da proporre…

    "Mi piace"

  17. Avatar Antonio Corbo
    Antonio Corbo

    Meno male che si ha il rispetto delle idee altrui, e si esprime il proprio pensiero in modo così aggressivo e violento che rasenta il vilipendio. L’impegno dell’Archeoclub sul tema di storia patria, non è certo quello di creare polemica sulle conoscenze o convinzioni di quello che è successo 150 anni o di quello che stava prima. Avere un confronto sugli aspetti specifici è sempre possibile, ma si sappia che ogni valutazione personale può avere un contraltare diverso. Quello su cui non si può essere contrari è l’inoppugnabilità dei fatti storici: ed i fatti storici, i documenti dicono cose che fino ad oggi non ci ha mai detto nessuno! Io non voglio fare il lungo esempio dei NON SAPEVO esposto da Pino APRILE nel suo libro TERRONI, ma la cosa che mi ha fatto male, che mi ha fatto star male fisicamente è l’aver scoperto che a cominciare dai banchi di scuola ci hanno raccontato la storia dell’Unità d’Italia sotto una luce completamente diversa da quella che realmente è stata. Sono stato male fisicamente quando ho scoperto che i nostri nonni, bisnonni o avi, sono stati trattati peggio che degli animali da macello, letteralmente. Eppure un poco di accoglienza ai “fratelli liberatori” era stata concessa! Nel museo LOMBROSO ci sono ancora oggi migliaia di teste mozzate ai nostri nonni dagli invasori piemontesi: questa è stata una delle liberazioni che ci hanno portato i cosiddetti “fratelli d’Italia”. Se qualcuno ancora crede che non è stata un’azione di conquista (arbitraria, violenta e sanguinaria oltre che di spudorato interesse economico) consulti le schede del 1° censimento fatto nel 1861 dagli stessi piemontesi. Oltre alle cifre che indicano lo stato dell’economia a quella data c’è un piccolo dettaglio sull’intestazione delle stesse schede che dice quanto segue:1° CENSIMENTO DEI TERRITORI OCCUPATI! Si cari fratelli e concittadini :TERRITORI OCCUPATI, non liberati o qualcos’altro. Vittorio Emanuele ha continuato a chiamarsi 2° e non PRIMO del regno d’Italia! La progressione della numerazione delle legislature e delle leggi ha mantenuta quella del regno sabaudo, altro che Fratelli d’Italia. Questi pochi accenni solo per far nascere in ognuno di noi la curiosità di conoscere quello che veramente è accaduto 150 anni fa. In quanto alle condizioni preesistenti al fatidico 1861 lo si evidenzia solo per sfatare il luogo comune che noi eravamo brutti, sporchi e mafiosi come ci vuole qualcuno dipingere ora, come allora. Non c’è nessuna nostalgia di vecchi regni, che siano i Borbone o i Savoia o qualcun altro. Certo è che le condizioni economiche e sociali di questa parte dell’Italia non erano da meno a nessun’altra è c’erano tutte le premesse perché la situazione evolvesse in tutt’altra maniera ancorchè quello che poi i è successo con l’occupazione sabauda. “PER CAPIRE REALMENTE IL PRESENTE E’ INDISPENSABILE CONOSCERE IL PASSATO, OLTRE LE VERITA’ POLITICAMENTE CORRETTE” afferma uno controcorrente. L’obiettivo di questo revisionismo storico che ci riguarda da vicino è magistralmente espresso nelle parole di Roberto Maria SELVAGGI ne L’Orgoglio Meridionale – Napoli 1994 – “ATTRAVERSO LA STORIA, QUELLA VERA, I MERIDIONALI POTRANNO RENDERSI CONTO CHE NON HANNO BISOGNO DI TENDERE LA MANO, MA CON UNA RITROVATA DIGNITA’, CON L’ORGOGLIO DELLA PROPRIA STORIA
    POTRANNO RIMBOCCARSI LE MANICHE E CONTRIBUIRE IN MANIERA DETERMINANTE ED AUTONOMA ALLA RINASCITA DI QUESTO STATO CHE FORSE FINALMENTE POTRA’ TRASFORMARSI IN UNA VERA NAZIONE ED UNA NUOVA PATRIA”. Sarebbe bello tenere sempre un post aperto su questo blog per dibattere di questi argomenti che hanno strettissima attinenza con quello che viviamo oggi a livello nazionale e globale. Chissà che non possa uscire un’idea che ci porti tutti insieme, in avanti in un mondo migliore. (sono utopico?). Antonio CORBO

    "Mi piace"

  18. Avatar ilMORALIZZATORE
    ilMORALIZZATORE

    Egregio Corbo , l’unico vero vilipendio all’Unità e alla Bandiera italiana proviene da te , che propendi con tesi assurde alla promozione dei Borbone , dovresti leggere meglio e soprattutto i testi di economia politica dell’epoca in questione , il protezionismo ed il sistema di Jean-Baptiste Colbert , un modello di sviluppo lento, in quanto gli investimenti si limitavano alle somme presenti in cassa senza ricorrere all’indebitamento bancario , limitando gli investimenti ai surplus di cassa provenienti dalle esportazioni agricole , assoluta mancanza di accesso al credito , rispettare un opinione o un idea è cosa ben diversa dal rispettare falsità , cerchiamo di non attuare una contrapposizione a tutti costi al modello Lega Nord , alcuni giorni fa , un deputato leghista affermò che la Padania esiste e la prova dell’esistenza è confermata dal grana padano , tremo al solo pensiero che la regione Emilia-Romagna che produce il culatello dop , all’insaputa dei suoi abitanti in realtà si chiami Culattonia . Non sono neanche così sciocco da non ammettere che il regno borbonico aveva eccellenze cosa che ho già rimarcato precedentemente , ma altrettanto vero è che Ferdinando II fu monarca assolutista soprannominato Re Bomba non certo per la predilezione agli spettacoli pirotecnici , ma alla violenza dei cannoni che bombardarono prima Napoli e poi Messina provocando il massacro della popolazione civile insorta nei moti del’48 , perciò al sangue e alla sofferenza del popolo dobbiamo il rispetto assoluto , di sangue versato sono piene le piazze d’Italia , al valore , all’onore e al sacrificio estremo di migliaia di eroi dobbiamo l’esistenza della PATRIA , non dimentichiamolo mai .

    "Mi piace"

  19. Avatar gio
    gio

    Volevo precisare che il signor Corbo non è il portavoce della questione meridionale, ne tantomeno il depositario di verità storiche scomode, che neanche lui conosce a fondo e si limita a recitare la filastrocca imparata a scuola. I punti da analizzare sostanzialmente sono questi :
    – L’ECONOMIA MERIDIONALE PRE-UNITARIA ERA UN ECONOMIA DI SUSSISTENZA, CHE PERMETTEVA LA SOPRAVVIVENZA DI CHI LA PRATICAVA.
    – L’ASSETTO POLITICO ED ECONOMICO DEL REGNO ERA UNA FORMA ANOMALA DI SOCIALISMO, CON L’USO CIVICO DELLE TERRE DELLA CORONA (vedi i 5 REALI SITI ).
    – LE CASSE DELLO STATO ERANO PIENE MENTRE LA SITUAZIONE ECONOMICA DEI SINGOLI CITTADINI PERMETTEVA LORO DI SOPRAVIVVERE.
    – LO STATO SOCIALE ERA PIUTTOSTO EFFICENTE E CON ESSO LA BUROCRAZIA E IL SISTEMA SCOLASTICO.
    Le domande ai possibili detrattori di queste teorie è questa :
    —- come mai dopo l’unità d’italia è iniziato il biblico fenomeno dell’emigrazione dalle regioni meridionali, cosa che prima era del tutto inesistente ? (anzi esistevano forti fenomeni di immigrazione, tant’è vero che il legislatore borbonico promulgò delle leggi a riguardo, e devo dire leggi piuttosto avanzate per l’epoca –FONTE DI ARCHIVIO–).
    —- non si possono negare le tracce di importanti impianti industriali in diverse località del mezzogiorno, la prima ferrovia e i più importanti cantieri navali del Mediterraneo, quindi una volontà e uno sforzo di sviluppo economico. Come mai il Sud italia dopo 150 anni di unità è ridotto ancora alle pezze al culo ?
    —- alla luce di tante contraddizioni, come mai gli storici non si sono mai chiesti se esistevano altre ragioni nascoste alla volontà di unificare l’italia e di conquistare il Regno delle Due Sicilie ? Loro hanno ceduto alla retorica barbosa ottocentesca, fatta dai predatori piemontesi. ( quelli si che avevano le pezze al culo..pieni di debiti e sull’orlo della bancarotta..!!! )

    "Mi piace"

  20. Avatar ilMORALIZZATORE
    ilMORALIZZATORE

    Caro Gio , le tue domande sono intelligenti , ma la risposta è insita nelle risposte precedenti , oltre che presente tra le righe delle tue domande , una precisazione è d’obbligo non sono un detrattore , perché non tolgo nulla a nessuno o alle discussioni caso mai sono uno che aggiunge ,che precisa e apportatore di verità , in un marasma di cose false e tendenziose . Con l’unificazione le imprese meridionali si trovarono di fronte alla competitività delle imprese settentrionali che potevano contare sull’accesso al credito , ragion per cui molti imprenditori nostrani per non fallire furono costretti a delocalizzare le proprie attività portandole nei territori del nord , con il risultato di spostare grandi imprese con il loro potenziale al nord cosa pensi sia successo al sud ? L’estensione del sistema fiscale piemontese a tutta la nazione creò non pochi problemi per quelle fasce di popolazione costrette a fare salti mortali per sopravvivere già sotto i Borbone , questo creò un malcontento che oltre ad ingrossare le fila del brigantaggio , unitamente all’estensione della leva obbligatoria che sottraeva manodopera alla terra e all’aiuto necessario al sustentamento delle famiglie numerose , ragion sufficiente a costringere molti cittadini ad inseguire condizioni di vita migliori , si assistette all’inizio dell’immigrazione verso il nord Italia e soprattutto emigranti verso le Americhe , una cosa non del tutto esatta proviene dalla tua affermazione sul flusso nel e per il regno borbonico , quelle stime riguardano solo concessioni alle imprese coloniali inglesi e francesi , mentre per quanto riguarda il flusso contrario da e lontano dal regno borbonico , non si tiene conto del reclutamento coatto di migliaia di cittadini nel regio esercito mandato oltre confine europeo a combattere guerre americane contro l’indipendenza proclamata dalle nazioni del sud America , come migliaia di contadini , manovali ed artigiani che al nord hanno trovato opportunità di lavoro mantenendo le loro famiglie al sud . Il ministro Tremonti accusato di non saper trovare soluzioni alla crisi tempo fa , parlò di una creazione indispensabile come strumento di crescita per il meridione , la banca del sud , il ministro aveva visto giusto . la realtà purtroppo è che sino a quando regioni , province e amministrazioni avranno l’esclusiva e il monopolio della gestione delle risorse economiche , lo sviluppo sarà una chimera , i politici sono interessati a trarre profitto , vantaggi e ritorni economici , non sono interessati alla crescita del territorio , ma a mantenere inalterati i loro privilegi ed assicurarsi il potere controllando l’economia .

    "Mi piace"

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.