Gentile Luca,
non pensavo che questa vicenda della surroga avesse bisogno di spiegazioni, ma evidentemente non è così. Il risultato definitivo del primo turno delle elezioni ultime scorse, per quanto riguarda i consiglieri del Partito Democratico, vede dietro a Salvatore Maffione il risultato di 78 voti ( e non 77 come nel parziale) per Lorenzo Ciuffreda e 81 “consensi espressi dal popolo” ( e non 65 come nel parziale) per la sottoscritta. E’ bene ricordare che il dato definitivo viene certificato da una commissione elettorale presieduta da un giudice i cui verbali sono atti pubblici nella disponibilità e accessibilità di tutti e di cui mi pare tu abbia una copia (che mi auguro pubblicherai quanto prima). Ora, o si pensa che la commissione di cui sopra, ricordo presieduta dal giudice Dibisceglia, ha fatto “qualcosa” di non corretto per consentire a “UNO DI NOI” di entrare per “forza” a Palazzo di Città, oppure si pensa che in consiglio comunale ci sarebbero potuti entrare tutti eccetto la sottoscritta e che quindi la mia partecipazione alla competizione elettorale avrebbe potuto avere un solo esito politicamente corretto: prendere meno voti degli altri compagni di partito, oppure stabilire a priori che gli ortesi che avrebbero espresso la loro preferenza per Ladogana sarebbero stati figli di un Dio minore e che avrebbero avuto meno diritti di coloro che avessero espresso la loro preferenza per Ciuffreda, per esempio e che, quindi, in caso di elezione mi sarei dovuta dimettere per far posto a chi mi seguiva. Però, nel caso qualcuno pensi che il dato definitivo sia stato manipolato o falsato, quel “qualcuno” deve anche assumersi la responsabilità di una denuncia chiara ed esplicita di brogli, esponendosi così, ovviamente, ad una querela per diffamazione; altrimenti tutta questa polemica rivela solo un’intolleranza alla dura legge di una qualsiasi competizione, elettorale o meno che sia: si può vincere o si può perdere e chi si candida dovrebbe esserne consapevole. La candidatura dell’intero direttivo del partito ed i risultati dei singoli candidati dimostrano, inoltre, inequivocabilmente che non c’è stata alcuna volontà da parte di chicchesia di “spingere” questo o quel candidato. Capisco la delusione di Lorenzo, ma francamente non capisco le accuse di “tradimento”, “slealtà”, “cinismo”, “codardia”, non capisco di quale “cospirazione” parli e, ancor meno capisco il riferimento al 29 giugno. Se Lorenzo fa riferimento al primo consiglio in cui si aspettava di subentrare a Salvatore Maffione, o il risultato sarebbe stato quello di oggi oppure , se si fosse fatta una surroga sbagliata, sarebbe stato un gravissimo vulnus per la democrazia: credo che lo capiscano tutti quelli dotati del ben dell’intelletto e capaci di pensare che il centro del mondo non è il proprio ombelico. Personalmente non conoscevo il mio dato definitivo emerso dagli atti ufficiali finchè non mi è stato comunicato che avrei sostituito Salvatore Maffione in consiglio comunale, né tantomeno lo conosceva il Sindaco o qualsiasi altro componente della maggioranza, lo si creda o no. A questo punto, non so se lo conoscesse Lorenzo Ciuffreda. Per me che , come alcuni nostri compagni , ho partecipato alla costruzione di questo progetto da diversi anni (fatto notorio all’intera città) è sempre stato più importante il successo del “progetto” nel suo complesso piuttosto che l’affermazione personale. Capisco che per altri potesse non essere così, ma non è che adesso pensare al gioco di squadra, piuttosto che ai fatti propri, può essere una colpa! Mi dispiace molto per Lorenzo Ciuffreda, credo sia un pezzo importante del partito e non solo per il contributo significativo che ha dato durante la campagna elettorale. Ritengo che si possa ancora continuare in una collaborazione costruttiva nell’interesse della comunità, ritengo che sia una persona che può offrire un contributo rilevante a questa esperienza amministrativa, ma prima dovremmo avere tutti la capacità di sederci e chiarire eventuali dubbi e perplessità senza perdere di vista la misura dei nostri comportamenti. Non è accettabile la scompostezza ai limiti della diffamazione.
Tanti cari auguri, Monica Ladogana

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