Riunire i sindaci della Circoscrizione giudiziaria che fa capo all’Ufficio del Giudice di Pace di Orta Nova per “avere un contributo di idee e una disponibilità operativa su come fronteggiare l’annunciata soppressione di questo servizio”. E’ quanto ha deciso di fare la sindaco ortese Iaia Calvio per “meglio rappresentare l’interesse della comunità ortese, preminente su quello della categoria professionale a cui mi onoro di appartenere” nel confronto con l’Amministrazione comunale di Cerignola e all’interno dell’associazione (UDAI) che riunisce buona parte degli avvocati della sezione staccata del Tribunale cerignolano. In una lettera inviata alla presidente dell’UDAI Stella Vigliotti, la sindaco valuta “inarrestabile il processo di riorganizzazione avviato dal Governo Monti, che sarebbe stato anche nostro compito di avvocati promuovere per tempo così da garantire agli utenti del sistema giudiziario una gradualità che oggi è impossibile da applicare in ragione degli effetti della crisi sulla finanza statale, regionale e comunale”. Ciò non toglie la preoccupazione “legittima e opportuna” per la paventata soppressione degli Uffici del Giudice di Pace di Orta Nova e Cerignola, da cui discende la proposta del primo cittadino ofantino “dell’assunzione di una responsabilità diretta dei Comuni quanto alla gestione finanziaria” così da evitare almeno la chiusura di quello cerignolano. Premesso che “anche considerata la geografia dei luoghi – scrive Calvio – andare a Cerignola o a Foggia è del tutto indifferente tanto per gli avvocati che per i loro clienti” ortesi, la sindaco ha chiesto agli uffici finanziari un’ipotesi di costo del servizio ed è emerso che “oggi l’Amministrazione comunale anticipa per conto del Ministero di Giustizia le spese di funzionamento dell’Ufficio del Giudice di Pace, che ammontano a 50.323,48 euro. Se a queste si aggiungesse il costo del personale attualmente in servizio alle dipendenze dello Stato, pari a 88.093,72 euro, si arriverebbe ad un’ipotesi di spesa poco inferiore a 140.000 euro l’anno”. “E’ inimmaginabile – sottolinea Calvio – stanziare una cifra di questo genere per sostenere un servizio che costituzionalmente ed istituzionalmente spetta allo Stato. E lo affermo non per becere partigianerie politiche o per legittime ragioni finanziarie, giacché accedendo a questo ragionamento dovrei poi mettere nel conto di addossare sulle già debolissime spalle dell’Amministrazione comunale le spese delle strutture sanitarie, dei trasporti pubblici, della rete viaria e di quant’altro Provincia, Regione e Stato vorranno dismettere per ragioni di efficienza ed efficacia, anche finanziaria”. “Volendo, però, attribuire valore all’iniziativa del sindaco Antonio Giannatempo, non intendo sottrarmi al confronto sul tema – conclude la sindaco – a patto e condizione che sia condiviso da tutti i sindaci dei Comuni compresi nelle circoscrizioni giudiziarie di Cerignola e Orta Nova. Condizione che pongo per il rispetto da me dovuto alla comunità che rappresento e amministro”.
Comunicato stampa Comune di Orta Nova

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