Al Sud del Sud va in onda la macelleria agricola. Insomma: ingiustizia infinita e abusi di potere impuniti. Insomma, lacrime e sangue dei “poveracci”, trattati con guanti neri. Il prefetto Antonio Nunziante l’aveva annunciato il 22 novembre 2011, senza mai ritrattare o scusarsi: «Vi faccio sgomberare con la forza da cento uomini delle forze dell’ordine, senza riguardo per malati, donne, anziani e bambini». Il 7 dicembre 2011 era stata presentata un’interrogazione (numero 4-14184) al Ministro dell’Interno Cancellieri, sottoscritta da sei deputati che infine chiedevano: «se le parole pronunciate dal prefetto Nunziante il 22 novembre 2011 e i fatti accaduti il 2 dicembre 2011 siano coerenti con gli indirizzi del Governo in tema di tutela dell’ordine pubblico e, in caso contrario, quali iniziative intenda assumere il Ministro interrogato». Risposta del Governo Monti? L’uso “legale” della violenza per cacciare – il 30 marzo del corrente anno – trenta famiglie di onesti e pacifici contadini che lavorano quella terra nei pressi del Santuario dell’Incoronata, da quasi 70 anni, dopo averla bonificata dalla malaria. Mezzi pesanti e fuoristrada a fare slalom nei campi di grano coltivati col sudore onesto.
Operazione in grande stile – Accade a Foggia: regia del nuovo Prefetto –Giovanni Monteleone – su richiesta del sindaco “per conto terzi” Gianni Mongelli(centro sinistra) ed istruzioni sul campo dell’avvocato Massimo Carella, inizialmente assoldato dall’onorevole camerata Paolo Agostinacchio (già legale dell’ex re del grano Casillo). Il giorno 30 marzo: Polizia, Carabinieri, Vigili Urbani (in divisa e non) senza prima mostrare credenziali e tesserini di riconoscimento, soprattutto senza lo straccio di un mandato della Procura della Repubblica hanno occupato i terreni coltivati dalla cooperativa agricola “LA TERRA SILVESTRO FIORE”. Gendarmi armati fino ai denti contro trenta famiglie pacifiche di contadini. Hanno mostrato i muscoli, al fine di usurpare 240 ettari di terreni un tempo paludosi e malarici, bonificati e sapientemente coltivati da quasi 70 anni. Quella terra fa gola alla speculazione. I soci della cooperativa “La Terra Silvestro Fiore” hanno appena sporto l’ennesima denuncia penale nei confronti del primo cittadino Mongelli e dei suoi collaboratori istituzionali, augurandosi l’affidamento del caso ad un magistrato coraggioso. La querela documentata da filmati e foto, non teme smentite: «In data 30/03/2012 alle ore 9:00 circa, precisamente in contrada Piano Palude dell’agro di Foggia (località Incoronata), circa un centinaio di agenti delle Forze dell’ordine (Carabinieri e Poliziotti in tenuta antisommossa), con al seguito due trattori di proprietà del sig. Luigi Pedone (…) nonché un carro attrezzi del sig. Ciccone Pietro (ACI Foggia), ed inoltre tre furgoni ed un paio di escavatori di una ditta “ignota”, guidati dall’avv. Massimo Carella, senza prima identificarsi, penetravano all’interno di un campo coltivato a grano, provocando contestualmente evidenti ed irreversibili danni alle colture (…) il sig. Luigi Pedone, a cui era stato impartito l’ordine di distruggere i campi di grano ed i carciofeti, si è prontamente rifiutato di eseguire tale assurdo compito, abbandonando contestualmente i luoghi (…) in due occasioni, prima verso mezzogiorno e dopo verso le 14.00 circa, una trentina dei suindicati agenti si recavano presso l’abitazione del sig. Sabato Di Stefano, al fine di sgomberarla con la forza. Tale specifica azione ha provocato un collasso in Daniel Baka, un ragazzo di appena 20 anni. Una poliziotta e un vigile urbano hanno filmato all’interno della medesima abitazione, senza alcuna autorizzazione, ma soprattutto senza esibire alcun documento di riconoscimento, anzi pretendendo ed ottenendo i documenti di identificazione dei tre residenti: Barbara Baka, Daniel Baka e Sabato Di Stefano. Tali agenti muniti di videocamere hanno pretesto senza addurre ai dimoranti alcuna motivazione legale o quanto meno razionale, l’apertura di armadi e cassetti di questa casa, filmando ossessivamente il contenuto. Cosa ancora più grave, i due ignoti agenti delle forze dell’ordine hanno addirittura filmato il malore del ragazzo. All’episodio erano presenti anche quattro vigili urbani (…) Al signor Sabato Di Stefano, prima è stato prepotentemente intimato di abbandonare istantaneamente la dimora, poi è stata concessa da un non meglio identificato “ufficiale giudiziario” una proroga al 6 luglio del corrente per finire in mezzo alla strada (…) pattuglie di vigili urbani, mai identificatisi, impediscono attualmente di fatto ai soci l’accesso ai terreni bonificati e coltivati da due generazioni».
Terra a chi lavora – Il principio è stato ribadito da sentenze della Corte Costituzionale, ignorate da chi pur indossando le credenziali dello Stato, ignora l’essenza della democrazia. L’amministrazione comunale foggiana (primaAgostinacchio, poi Ciliberti, infine Mongelli) in grave dissesto finanziario sostiene, ma solo a parole, di essere proprietaria di questi suoli e ne rivendica il possesso. In realtà il 23 settembre 1945 i terreni furono concessi alla cooperativa “Silvestro Fiore” con un decreto ad hoc, in virtù di una legge statale ancora in vigore. In seguito il Comune pretese dagli ignari soci del sodalizio di agricoltori una specie di tangente annuale sui raccolti, fino a quando la vicenda è sfociata in un contenzioso legale perdurato fino al 2011. Le normative in materia di un Stato di diritto, stabiliscono che soltanto in base ad un altro decreto specifico di revoca, la cooperativa potrebbe perdere i terreni, tuttavia previo riconoscimento economico delle evidenti migliorie apportate. A parte il diritto di ritenzione legale, riconosciuto pienamente da una legge dello Stato italiano e dalla Corte di Cassazione. Lo stesso Comune – su istigazione dell’avvocato Carella – aveva denunciato per occupazione abusiva i lavoratori della “Silvestro Fiore”, ma il Tribunale di Foggia (luglio 2011) ha assolto gli agricoltori perché “il reato non sussiste”. Il 12 marzo scorso i soci della Cooperativa Agricola avevano inviato una raccomandata con ricevuta di ritorno al prefetto Monteleone, informandolo dettagliatamente della situazione, nonché una duplice diffida al sindaco Mongelli ed al fidato leguleio Carella. L’amministrazione Mongelli in barba alle normativa di protezione sanitaria ed ambientale, ha già autorizzato ben due inceneritori di rifiuti a 30 metri dalle case di Borgo Eridania . I beneficiati sono la società immobiliare Enterra di Bergamo e la Econergia. L’ingegner Marcello Salvatori plaude per tanta grazia. La Digos locale affidata al dirigente Caricatoperché non indaga sui colletti bianchi che utilizzano le forze dell’ordine per fini privati e scopi illeciti? Perché il questore Maiorino ed il colonnello dell’Arma Diomeda di comune accordo non investigano sulle evidenti attività fuorilegge degli enti locali? Il minimo, sarebbe il caso di sciogliere per associazione mafiosa il comune di Foggia. Morale: se lavori onestamente la terra il sistema di potere non fa sconti, ma se ammazzi con gli inceneritori la vita di migliaia di persone l’autorità non ti tocca e ti fa pure l’inchino. Purtroppo, in Capitanata è come se le lancette della storia fossero state spostate indietro di mezzo secolo. Ma non sono più i tempi del mitico Peppino Di Vittorio.
di Gianni Lannes
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