Interessante appuntamento con il mondo della cultura e dell’economia, quest’oggi alle 17:30 presso la Sala della Rimembranza del Palazzo Ex Gesuitico. L’evento è promosso dall’Unitre di Orta Nova, che ospiterà un interessante incontro-dibattito sul tema: “Banche, imprese, famiglie, crisi: quattro parole difficili da coniugare”. Interverranno all’incontro il sindaco di Orta Nova l’Avv. Iaia Calvio, il presidente dell’Unione dei 5 Reali Siti il Dott. Rocco Settimio Formoso, il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Foggia l’Avv. Mario Antonio Ciarambino, la Presidente dell’Unitre la Prof.ssa Rina Di Giorgio Cavaliere, il docente Unitre il Prof. Avv. Giulio Gentile, l’Avv.Gerardo Antonio Cavaliere, modererà l’incontro l’Avv. Gianluca Guastamacchio.

Una replica a “Convegno dell’Unitre oggi al Gesuitico sul tema Banche, imprese, famiglie, crisi: quattro parole difficili da coniugare”

  1. Avatar Antonio CORBO
    Antonio CORBO

    Il prof. Giulio GENTILE, massimo relatore della serata, ha esordito il suo intervento avvertendo in convenuti che al termine del suo intervento sicuramente ci sarebbe stata fra i presenti, più depressione che soddisfazione per le cose che andava ad esporre e che lui non aveva soluzioni da proporre o da suggerire per la situazione economica generale così compromessa!
    E’ SICURAMENTE DEPRIMENTE ASCOLTARE UN RELATORE DI UN CONVEGNO SULL’ECONOMIA, presentato come un luminare, CHE PREANNUNCIA LA SUA INCAPACITA’ A PROPORRE UNA VIA DI USCITA DALLA SITUAZIONE DI CRISI SOCIO-ECONOMICA IN CUI VERSA LA NOSTRA SOCIETA’!
    L’argomento principale su cui si è soffermato il relatore, è stato una valutazione delle banche, il loro stato di salute, il loro ruolo in questi momenti di crisi economica. E’ venuto fuori quasi che le banche siano anche loro vittime della crisi, poverine, che non riescono a sonvenzionare le famiglie, le aziende e l’economia perché sono cadute in paura.
    Le banche nel sistema economico liberista occidentale sono le principali responsabili delle vicende economiche che stiamo vivendo. Il liberismo economico è un sistema basato sulla sopraffazione, sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo e le banche ne sono le principali promotrici. Con lo sviluppo dell’economia globalizzata, fortemente voluta dai potenti gruppi economici e bancari mondiali, si stanno smantellando gli stati nazionali e con essi possono scomparire quei sistemi di protezione e diritti conquistati con tante lotte (le pensioni, la sanità, l’istruzione, la sicurezza).
    L’avv. Cavaliere, secondo relatore, ha tentato di disegnare un possibile profilo di banca etica, ma in Italia, in Europa, nell’economia capitalistica occidentale non ci sono e ne ci potranno mai essere banche etiche. La banca etica è nata come tale in India, a seguito dell’iniziativa di Muhammad Yunus per sovvenzionare il micro credito ai milioni di diseredati indiani che avevano bisogno di prestiti di poche decine di dollari per iniziare attività di tipo sussistenziale, prestiti che le normali banche occidentali non facevano. E’ stata la particolare condizione socio-economica di quella regione che ha permesso la nascita di una simile banca. Nell’economia occidentale, opulenta e basata sullo sfruttamento, non può esserci banca etica.
    La globalizazione senza freno e senza regole (con il gioco al ribasso dei diritti umani), la virtualizazione dell’economia sempre meno legata alla realtà territoriale (il PIL globale assomma a circa 65 mila miliardi di dollari a fronte di un debito globale di circa 52 mila miliardi di dollari: quasi la metà della ricchezza globale non esiste!), la forte accelerazione dell’economia basata su un suo sviluppo continuo ed indefinito basata sul consumismo e sull’enorme spreco di risorse materiali ed energetiche (le risorse globali annuali vengono consumate in meno di nove mesi), la enorme finanziarizzazione dei mercati sempre più basati sulla speculazione e sempre più distanti dall’ economia reale e dal rispetto della dignità umana (esiste una massa monetaria globale enorme, fatta per l’80% di clik di computer, su cui è concentrata l’attenzione della speculazione). Questi sono solo alcuni degli elementi su cui soffermarsi e da cui partire per dare soluzioni alla crisi socio economica che ci attanaglia. Occorre un cambiamento di rotta, un inversione che freni le forti storture di questo sistema economico liberista e capitalistico, che punti ad uno sviluppo di tipo conservativo legato al territorio, che ponga le proprie basi sul rispetto della dignità umana, che freni l’arricchimento personale a favore di un maggior benessere collettivo (negli USA l’uno per cento della popolazione possiede il 50% della ricchezza). Occorre in definitiva una maggiore partecipazione di tutti noi alla vita collettiva, alla politica, all’economia, solo un un maggior coinvolgimento collettivo può raddrizzare questa barca alla deriva.
    Antonio CORBO

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