L’insediamento di impianti di produzione di energia elettrica, pur quando sia da fonti rinnovabili, deve avvenire nel pieno rispetto dell’ambiente in cui si realizza ed essere funzionale agli interessi della comunità che li ospita. Entrambi questi prerequisiti non appaiono soddisfatti dal progetto della Carapelle Energia. A prescindere dalle valutazioni di impatto ambientale relativamente all’elettrodotto che dovrebbe attraversare il territorio di Orta Nova, le ragioni dell’opposizione al progetto sono: consumo di suolo agricolo: il progetto prevede la localizzazione dell’impianto in Contrada Bonassisa, zona di particolare pregio agricolo e tra le aree rurali più densamente abitate della Capitanata; mancata attuazione del modello di filiera corta: l’impianto sarà alimentato annualmente da 80.000 tonnellate di vinaccia, 35.000 tonnellate di sansa, 15.000 tonnellate di cippato di legno, solo residualmente prodotti dalle aziende agricole e agroindustriali del territorio dell’Unione dei 5 Reali Siti, determinando la necessità di importare materiale di scarto da altri siti produttivi; concentrazione di emissioni nocive: la centrale elettrica dovrebbe sorgere nelle immediate vicinanze del termovalorizzatore già costruito dal Gruppo Marcegaglia, determinando un’impronta ecologica eccessivamente pesante per quanti vivono e lavorano in quell’area. Qualunque insediamento umano, a maggior ragione se destinato alla produzione industriale, lascia un’impronta ecologica più o meno profonda sul territorio. Lo sviluppo economico, allora, è sostenibile se armonizzato con la salvaguardia dell’ambiente e la qualità della vita delle comunità: nessun interesse privato può motivare e giustificare la prevalenza dell’uno sugli altri. E’ questo l’obiettivo della progettazione ed infrastrutturazione di zone destinate agli insediamenti produttivi, presenti nel nostro territorio in quantità tali da non giustificare l’ulteriore consumo di suolo, ancor peggio se destinato alla produzione di cibo, per la localizzazione di industrie. L’Amministrazione comunale e le forze politiche che la sostengono hanno orientato la propria visione in direzione della qualificazione del comparto agricolo all’interno di azioni più ampiamente finalizzate alla promozione del territorio. Ne è testimonianza la partecipazione alla Fiera Internazionale dell’Agricoltura di Foggia con due stand che valorizzano il patrimonio agroalimentare anche in connessione con il reticolo di tratturi su cui si vorrebbero far passare i camion carichi delle biomasse destinate ad alimentare la centrale di Contrada Bonassisa. La valorizzazione energetica degli scarti agricoli può avvenire con processi industriali che non prevedano o riducano ai minimi termini la combustione e siano attuazione del modello della filiera corta, determinando l’incremento del reddito agricolo e agroindustriale totalmente ridistribuito nei territori che ospitano gli impianti. L’attivazione delle procedure di valutazione di impatto ambientale della centrale a biomasse offre l’opportunità all’Amministrazione comunale e alle forze politiche della maggioranza consiliare di rinnovare l’affermazione di questi principi. E’ su questo terreno che intendiamo cogliere e vincere la sfida a costruire un modello di sviluppo democratico e sostenibile, fondato sul miglioramento della qualità della vita dei cittadini e svincolato dai miraggi occupazionali fatti balenare da gruppi industriali distanti dal territorio.
Comunicato stampa Comune di Orta Nova

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