Chi pensava che con la vittoria del campionato di Prima Categoria, con conseguente festa e salto in Promozione, la situazione di conflittualità aperta tra il Comune di Carapelle e la Polisportiva, potesse ripianarsi, si sbagliava di grosso. Era, ed ancora attualmente lo è, ben lontano dalla realtà. Lo confermano le dure parole di guerra del presidente dei rossoblu, Mariano Tarantino«La Polisportiva Carapelle sarà costretta all’esilio ad Ordona per l’inagibilità del campo comunale di Carapelle». Questa è la sentenza del massimo dirigente della squadra carapellese. Una sentenza che ha il sapore amaro delle difficoltà intercorse tra l’Amministrazione Comunale e la società dilettantistica di calcio. Il problema serio è che Carapelle non è un caso isolato. Tornando allo specifico, il presidente Mariano Tarantino dopo aver tentato tutte le possibilità di un accordo con l’Amministrazione Comunale  per poter rendere agibile l’impianto sportivo comunale, si è «visto preso in giro per l’ennesima volta è costretto a chiedere all’Ordona di poter disputare il prossimo campionato sul loro campo». Poi affonda il colpo, «tale grave decisione di dover privare i cittadini di Carapelle della possibilità di assistere agli incontri della propria squadra, nel proprio paese, è maturata nel tempo. Dopo aver meritatamente vinto il campionato di Prima Categoria è stato necessario convocare l’ingegnere della F.I.G.C. il quale, dopo aver visionato attentamente l’impianto, ne ha decretato la chiusura immediata, causa scarsa sicurezza e inadeguatezza alle minime norme previste dal regolamento federale. L’Amministrazione – prosegue Tarantino presa visione della gravità della situazione, si impegnava in tempi brevi a rendere adeguato l’impianto per poter svolgere le attività. Intanto noi della Polisportiva mantenevamo gli impegni, sostenendo le spese per il progetto di adeguamento dell’impianto, presentato da un tecnico del settore per poter disputare le gare del prossimo campionato di Promozione nella vera nostra casa. Di contro, il Comune avrebbe dovuto provvedere almeno alla sistemazione della rete di protezione del campo per poter far disputare le gare della Terza Categoria e del settore giovanile». Così non è stato e questo ha scatenato le ire della dirigenza carapellese. «Purtroppo – conclude Tarantino –  come è già accaduto in passato l’Amministrazione è venuta meno ai propri impegni e quindi il trasferimento ad un altro impianto è stato doloroso ma inevitabile, visti i tempi tecnici dettati dai calendari federali. Siamo stati costretti ad assicurarci un impianto per poter effettuare l’iscrizione ai campionati di Promozione, Terza Categoria, Under 18 e settore giovanile». Continuando di questo passo, noi cercheremo di continuare ad assicurare il calcio che conta a Carapelle, ma le prospettive non sono delle migliori, lotteremo per raggiungere una salvezza tranquilla, nell’anno calcistico che sta per cominciare e ci auguriamo che il prossimo campionato non saremo costretti a cedere il titolo sportivo per colpe altrui».

di Fabio Lattuchella per Il Mattino di Foggia

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