In tempo di crisi ai cittadini le istituzioni si rivolgono con appelli accorati rivolti al pagamento delle tasse, soluzione che permette agli stessi di ottenere servizi utili come la raccolta dei rifiuti, e la contribuzione alla gestione di altri necessari ed indispensabili servizi, ma cosa accade se l’agenzia chiamata a riscuotere queste somme non versa il dovuto ai comuni? E’ quello che sta accadendo ad Orta Nova e nei Reali Siti, dove la Gema Spa, società foggiana dedita alla riscossione dei tributi, è finita sotto inchiesta per un presunto “buco” da 16 milioni di euro. Sotto la lente d’ingrandimento della magistraturà è finito Lanfranco Tavasci, amministratore della Gema, editore di Teleradioerre, ed ex socio dell’US Foggia ai tempi di Capobianco, oltre a Tavasci sarebbero altri tre gli indagati con l’accusa di peculato. Nel frattempo il comune di Orta Nova, con una nota diffusa sul proprio sito, diffida in sostanza la Gema dal riscuotere i tributi relativi alla TARSU ed all‘ICI per le annualità 2010 e precedenti, invitando i cittadini a rivolgersi all’Ufficio Tributi del comune, per ottenere le informazioni relative ai tributi da versare. Se tutto questo fosse accertato, sui comuni graverebbe una situazione non certo rosea, che unendosi al già difficile momento, finirebbe per complicare una situazione difficile da sbrogliare. Nel frattempo l’auspicio è che in futuro la riscossione dei tributi rimanga unica competenza degli enti locali, evitando inutili costi e situazioni, che solamente nel dubbio, fanno rabbrividire cittadini che nonostante le difficoltà continuano imperterriti a contribuire mantenendo un sistema, che in passato ha generato caos e paura per il futuro.

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