A quasi dieci mesi dalla scomparsa del Caporal Maggiore Mario Frasca, deceduto in Afghanistan ad Herat, al militare ortese è stata dedicata una sala ricreativa all’interno della caserma Sernia-Pedone di Foggia. Mentre già dopo le esequie, sul blog lanciammo l’idea di intitolare a Mario Frasca la piazza che sta nascendo proprio di fronte la casa dello sfortunato militare. Una proposta supportata dal sondaggio lanciato sul blog, che in pochi giorni raccolse ben 278 voti favorevoli alla proposta, rispetto ai 308 totali. Va comunque ricordato che il consiglio comunale di Orta Nova ha deliberato la concessione di un suolo all’interno del cimitero ortese, dove sorgerà una cappella monumentale che conserverà le spoglie del militare ortese, intanto vi proponiamo la lettera che gli amici di Mario Frasca hanno inviato al sindaco di Orta Nova.
Egregio Sindaco di Orta Nova
Avv. Maria Rosaria Calvio,
ci permettiamo di scrivere per chiederLe di aiutarci a realizzare una idea. Se Lei non potesse o volesse tenderci una mano Le chiediamo di indicarci solo un modo per poter realizzare questo piccolo grande sogno. Le scriviamo in quanto ortesi, Le scriviamo in quanto suoi concittadini. Vorremmo che Lei conoscesse attraverso le nostre parole una persona a noi molto cara, un ragazzo semplice e speciale nato il 22 gennaio del 1979. Come tutti gli ortesi ha frequentato la piazza passando parte delle serata facendo le “vasche” per poi fermarsi a chiacchierare con gli amici davanti ad uno dei bar preferiti o vicino ad una sala giochi dove magari il pomeriggio d’estate si giocava a carte. Da ragazzino lo ha fatto aspettando con ansia la maturità e il momento di poter prendere la patente, come se fosse un lasciapassare per la libertà e il mondo fuori dalle strade di Orta Nova. Con la fantasia si andava lontano chilometri e chilometri. Anche dopo aver preso la patente alla fine ci si ritrovava a fare i “solchi”, a passare infinite volte nelle strade del paese dove mai nessuno avrebbe immaginato di poter passare se non di proposito. Noi le percorrevamo per il piacere di cambiar strada. Era la noia della vita di provincia fatta di risate, di silenzi, di confessioni sulle donne e di fumo di sigarette, di sogni e delle tre di notte passate in uno dei forni del paese per prendere un cornetto caldo prima di andare a dormire. E gli inverni si passavano in attesa che arrivasse l’estate, e ne sono trascorse diverse e il tempo ha fatto diventare questo ragazzo un giovane uomo. Nonostante il corpo sempre più muscoloso lo si poteva riconoscere senz’altro dal sorriso. Sempre lo stesso, ingenuo e un pò timido, regalato a tutti. Uno lo ha rivolto un po’ ironico anche al motociclista che lo aveva investito perchè con estrema calma e la cadenza inconfondibile era stato capace di rialzarsi, scrollarsi di dosso quel briciolo di spavento e fare quello che andava fatto. Era difficile vederlo arrabbiato e, pensandoci non vengono alla mente ricordi di lui adirato.
Che facesse meditazione o quale fosse il suo segreto non lo ha mai detto a nessuno ma si faceva amare anche per questo. Le sue amicizie, numerose e coltivate con cura, sono sparse ovunque perchè aveva la straordinaria capacità di trovare il modo e il tempo di mettersi nella condizione di condividere. Non si risparmiava se per passare del tempo con un amico doveva fare centinaia di chilometri. Perchè infatti i chilometri ha cominciato a farli sul serio nel frattempo e non più solo fantasticando, le automobili che sono appartenute a Mario lo sanno bene. Appena maggiorenne questo ragazzo ha deciso di intraprendere la vita militare e crescendo, da uomo ormai, quella vita aveva continuato a sceglierla giorno dopo giorno, aveva imparato ad amarla. Ci hanno raccontato che con il suo modo di fare aveva in poco tempo stretto amicizia con un militare americano e aveva promesso che sarebbe andato a trovarlo dopo la missione in Afghanistan. Non ci sembra strano, quasi è facile immaginare cosa gli deve essere passato per la testa. Era sempre pronto a prendere e partire, sempre ospite di qualcuno che gli apriva le porte di casa sua. Partendo per questa missione ci aveva rassicurati tutti, o almeno ci aveva provato, forse raccontandoci le cose che aveva raccontato anche a se stesso. Voleva partire, lo ha fatto e per tanti motivi. Quando un pò tutti gli amici sono andati via da Orta Nova per studio, per lavoro o seguendo i vari percorsi di vita, anche lui si è allontanato. E allora spesso si poteva sentire un telefono squillare e nelle diverse città di Italia qualcuno chiacchierava al telefono raccontando cose serie, cose leggere, tutto veniva detto con accento familiare corredato da qualche frase nel nostro dialetto. Ed eravamo noi, noi amici, i soliti che non avevano voglia di perdersi, che si chiedevano quando si sarebbero riuniti ad Orta Nova, magari per le feste o per un fine settimana rubato alla routine di sempre. Il nostro paese di tanto in tanto ci riabbracciava tutti ed era sempre splendido, tutto come sempre, tutto al solito posto. Una realtà ovattata che ci era sembrata tanto stretta mentre crescevamo ma che si era fatta accogliente per i nostri ritorni. Lo scorso anno Orta Nova ci ha visti tutti riuniti per salutare Mario, il Caporal Maggiore Capo Scelto Mario Frasca, morto in Afghanistan il 23 settembre del 2011 a 32 anni. L’idea che vorremmo poter realizzare con il Suo aiuto, signor Sindaco, è quella di avere un luogo dove poterci riunire, magari proprio in una delle strade o in una piazza del nostro amato paese. Vorremmo un dettaglio della nostra cittadina che possa ricordare questo giovane uomo, figlio, fratello e amico. Per le persone che lo hanno amato sarebbe un modo per non far passare inosservata la sua mancanza, per ricordarlo, per continuare in qualche modo a sentire la sua presenza. Certo, Mario per noi sarà sempre molto più che il nome di un militare morto in divisa dall’altra parte del mondo al quale hanno intitolato una via, ma questo potrebbe darci un luogo in cui passare per l’ultima sigaretta della sera quando torneremo sporadicamente a vivere le notti del nostro paese. Per chi non ha conosciuto Mario quella strada potrebbe essere un promemoria, qualcosa che ricordi a tutti i concittadini che il nostro paese ha visto crescere un ragazzo che ha fatto scelte importanti, scelte che lo hanno portato a servire la nostra Patria e a morire per questa in un Paese lontano. Una strada o una piazza intitolate a Mario Frasca potrebbero essere un motivo di riflessione per tutti oltre che un’occasione per ricordarlo. Caro Sindaco, vogliamo aggiungere che a noi non importa che sia una strada centrale o periferica della nostra cittadina, noi di notte le percorrevamo tutte, indistintamente. Queste parole rappresentano il desiderio degli amici di Mario. Confidando nella Sua disponibilità ad accogliere la nostra richiesta Le porgiamo i nostri più cordiali saluti.
In Fede
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