La crisi economica che ha investito l’Europa e l’Italia ha determinato una situazione di grande sofferenza per il comparto agroalimentare nazionale, e per quello della provincia di Foggia in particolare, la concorrenza dei produttori dei Paesi esteri, assieme ad alcuni aspetti della Politica Agricola Comunitaria che penalizzano le produzioni ed i produttori di Capitanata, hanno messo in grande difficoltà molte aziende agricole del territorio. Proprio il settore dell’agroalimentare della provincia di Foggia rappresenta un punto di eccellenza e di forza non soltanto per il “made in Italy”, ma anche per l’intero sistema economico provinciale, che ha proprio nell’enogastronomia e nelle produzioni agricole la sua principale e più importante vocazione. Occorre che in questo momento tutte le Istituzioni siano accanto ai nostri agricoltori, esprimendo sul piano concreto il massimo del sostegno, senza considerare l’agricoltura una sorta di comparto produttivo di “serie B”; ma, al contrario, rilanciando con maggiore forza e determinazione la sua funzione, dentro e fuori i confini nazionali. Considerato che l’introduzione dell’IMU sui fabbricati agricoli e su quelli strumentali all’attività agricola si presenta, sulla base delle stime e delle proiezioni formulate dalle associazioni e organizzazioni di categoria, come una vera e propria iattura per tanti operatori da lungo tempo alle prese con difficoltà sempre maggiori, compresa la raffica di aumenti dei costi da sostenere per le loro attività a fronte di un crollo del prezzo del prodotto,  i fabbricati agricoli non possono essere considerati alla stregua di “immobili”, essendo essi i luoghi e gli strumenti di lavoro per migliaia di imprenditori agricoli della provincia di Foggia.  Secondo le più recenti proiezioni il proprietario di un’azienda cerealicola in Capitanata di circa 100 ettari che pagava di Ici 4.067,10 euro, pagherà come Imu 8.753,70 euro, ovvero 4.686,60 euro in più (+115%); e un Imprenditore Agricolo Professionale (IAP), iscritto all’Inps, sempre proprietario di un’azienda di 100 ettari che pagava 3.989,00 euro, ora ne pagherebbe 7.699,00 euro, ovvero 3.710,00 in più (+93%). Nell’attesa di conoscere le stime ufficiali sull’Imu agricola, tutto lascia pensare che il gettito possa andare abbondantemente al di là della cifra complessiva preventivata dal governo. Impegnano il Sindaco e la giunta a farsi promotori, di concerto con le associazioni di categoria e con l’Amministrazione provinciale, di una azione di forte protesta nei confronti del Governo Nazionale, al fine di determinare una abolizione di quella che si presenta come una vera e propria “patrimoniale” sul comparto agricolo. A sollecitare l’apertura di un confronto finalizzato all’abbattimento delle aliquote previste e alla revisione di parametri evidentemente iniqui, con aumenti che sfiorano il 115 per cento e con l’Imu allargata anche a fabbricati strumentali che di fatto non hanno alcun valore.

I CONSIGLIERI DEL POPOLO DELLE LIBERTA’
Dott. Gerardo Tarantino

Dott. Giuseppe Moscarella

5 risposte a “PDL di Orta Nova: Interrogazione per l’Apertura di un confronto per l’abbattimento delle aliquote IMU sull’agricoltura”

  1. Avatar Mo Avast
    Mo Avast

    Aggiungerei non solo in Agricoltura ma su tutti gli immobili commerciali , sarebbe una grande boccata di ossigeno puro alle casse delle Aziende in forte crisi di liquidità. Ivece raddoppierei IMU alle 2 e 3 case specie se sfitte e premierei a quei propretari che fittono a prezzi anticrisi.

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  2. Avatar IL TARLO
    IL TARLO

    Voglio iniziare dalle tue osservazioni finali :fittare a prezzi anticrisi.

    Lo sai quali sono? Fittare un immobile e,poi,dopo qualche mese,rivolgersi

    ad un avvocato e successivamente ad un giudice di un tribunale civile per

    “sfratto per morosità”.

    Caro bamboccione,se nessuno fitta immobili è semplicemente perchè non

    si hanno garanzie sufficienti da parte dei locatori.

    Altro punto dove mostri la tua “rabbia “sociale è quello dove consigli di tas_

    sare le seconde o terze case con IMU accentuata.

    Ti chiedo: se una persona,attraverso i suoi sacrificii economici,è riuscito

    a raggiungere determinati obiettivi patrimoniali,o,se,lo stesso,quegli obiettivi

    li ha raggiunti attraverso “successioni” lautamente pagate al “tuo” STATO

    ITALIANO,per quale misterioso motivo dovrebbe continuare a dissanguarsi

    per rifondere anni di malcostume e di cattiva gestione dei conti pubblici

    dello Stato.

    Visto,infine,che rappresenti la controvoce dei tuoi amichetti del PDL,per

    caso,gli stessi non ti hanno per caso informato che il governo Monti è

    targato PDL,e non c’è legge che non passi senza la benedizione del tuo

    mitico Berlusconi.

    Vai a lavorare,non pensare in grande,sei una brava persona,ma lascia

    perdere le tue cognizioni politiche e sociali,non hai ne le qualità e neanche

    l’intelligenza per farlo.

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  3. Avatar Mo Avast
    Mo Avast

    Caro Tarlo ognuno fa quel che può , quai ad essere tutti delle belle fotocopie a calori il bello di questo pianeta e che ci sei tu mente eccelsa e io povero mortale. La Livella del grande Antonio De Curtis in arte Totò possibile che la tua mente eccelsa non abbia recepito nulla?!?!?!?! Vedi la differenza del proprio Io sociale la si valuta nel presente popolare specie nelle ricorrenze tragiche…………a me la mia Città mi ha onorato a te !!!!!!!!!!

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  4. Avatar antoniostaffiero
    antoniostaffiero

    L’agricoltura è un asse strategico dell’economia meridionale ma che sin dall’unità d’Italia è stata governata per difendere gli interessi della grande PROPRIETA’ e non quella degli imprenditori agricoli. Questi, quelli piccoli, poi sono stati strumentalizzati dalla politica popolare della DC per creare un argine contro i comunisti o i proletari della terra.La destra oggi continua al sud su questo filone tra ribellione alla forcone e assistenzialismo minuto , mentre al Nord ha difeso(alleata della Lega) gli improgli delle aziende agro- zooteche. E’ ora che gli agricoltori veri, quelli che lavorano e investono, al Sud si liberino di queste strumentalizzazioni politiche e chiamino a raccolta tutte le forze sane della società meridionale per una lotta contro un governo nazionale(di qualunque colore)che continua a considerare il Sud una riserva.In questa lotta di liberazione possono, insieme con i veri agricoltori,partecipare anche i proletari agricoli interessati ad un ruolo meno marginale dell’agricoltura e del loro lavoro.Sono finiti i sussidi, la crisi sarà dura e necessita un grande patto democratico dei produttori(datori e lavoratori)per conquistare spazi di legalità, di produttività e di condizioni civili di convivenza.Non si potrà andare avanti con gli schiavi! A margine.quando è stato concesso di includere il centro commerciale(penny market) nel piano di recupero della periferia perchè non si è fatto un patto di una presenza significativa dei prodotti agricoli locali?

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  5. Avatar e io pago!
    e io pago!

    Caro Staffiero … pensi ancora alla DC al Pdl ai comunisti????
    allora stiamo freschi…

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