Dopo l’assemblea di Bari del 8 Settembre 2012, tutti i movimenti meridionali e singoli cittadini si sono ritrovati convinti della necessità urgente di riunire in un’unica volontà il bisogno di riscatto del sud, contro una classe politica antimeridionale.

-per partecipare sia singolarmente sia come associazione iscriversi via internet al sito:  www.assebleafondativa.tk

-per accedere al “documento completo iniziale” all’indirizzo:

http://partitodelsud.blogspot.it/2012/10/dopo-bari-napoli-assemblea-fondativa.html

-per partecipare al dibattito e saperne di più ,in attesa dell’assemblea, iscriversi al sito:  www.sudtrezero.it

Chi ha volontà di essere protagonista della rinascita del Sud partecipi!

            I partecipanti dei 5 reali siti- tel.3394142412

Comunicato di Movimento Unitario Meridionale

4 risposte a “In fase di costituzione il Movimento Unitario Meridionale”

  1. Avatar andrea merisi
    andrea merisi

    scusate il post fuori argomento…..ma qualcuno sa il motivo di quel forte boato di stamattina qui a orta nova ?

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  2. Avatar antonio geom.staffiero
    antonio geom.staffiero

    Di fronte alla crisi della politica del 900,dopo la caduta del muro di Berlino e quindi la sconfitta dell’alternativa al capitalismo,che significa fallimento (o più esattamente superamento ) delle nazioni, fallimento dell’europa unita, mondializzazione del potere nelle mani del capitalismo finanziario (che non ha patrie!), dopo 20 anni di nuova colonizzazione del sud per merito della nuova dx liberista alleata con la lega nord; dopo la mancanza di impegno delle pur residue forze politiche nazionali alternative (ormai in crisi anch’esse) sulla questione meridionali, porsi il problenma dell’unità dei meridionali è una questione vera. Non sono sicuro che ci si riesce, troppi sono coloro che guardano indietro ad un mondo che non esiste più ,a prescindere dal giudizio di valore, oggi ritorna attuale una resistenza al Capitalismo moderno che non può prescindere dall’essere uniti nella consapevolezza della propria storia passata e delle proprie forze fisiche territoriali e mentali dei suoi cittadini. In questa nuova sfida dx e sx debbono essere ridefinite.mi fermo qui per ora.

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  3. Avatar GIO'
    GIO’

    Alla richiesta di unità e di coesione, bisogna rispondere che questa è necessaria sempre e non solo in tempo di crisi ! Quando la parte settentrionale progrediva, nessuno parlava di unità, di fratellanza, anzi, nel modo comune di esprimersi, si teneva conto sono di una parte d’italia : il boom economico, la settima potenza industriale del mondo, la progredita società ocidentale, evidentemente si teneva conto solo di una parte dello stivale e non di tutto. Qualcuno a Sud ha mai conosciuto il boom economico o vi risulta che la Calabria, la Lucania facciano parte della settima potenza economica mondiale ? Non prendiamoci per i fondelli e siamo più consapevoli che il meridione non ha prospettive di sviluppo, perchè tutto è già deciso e programmato, da tempo ! Non ci credo che in 150 anni, nessun governo sia stato capace di risollevare questa parte dello stivale. Siamo la palla al piede del nord, ma convincetevi che il nord è anche la nostra palla al piede !!!! PS. la cartina non è precisa : la Sardegna faceva parte del regno di piemonte, almeno quei pezzenti non li abbiamo portati noi nell’italia unita, ma erano pezzenti “piemontesi” !!!!!

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  4. Avatar antonio geom.staffiero
    antonio geom.staffiero

    Caro x mi sono sforzato di capire il senso del discorso che per certi versi sembrava andare verso una direzione ,poi ha svoltato non so dove, come fa il mio navigatore. Il sud dovrebbe avere un suo modello di sviluppo in riferimento al mercato nazionale e internazionale, cosa che dalla sua occupazione gli è stato negato: tutto rivolto verso una funzione di riserva di forza lavoro per le fasi espansive del capitalismo nordista e luogo di insediamenti di attvità ad alto rischio ambientale, oltre che a mercato di consumo delle loro produzioni manifatturiere. Oggi necessita un vero piano di riforma dell’agricoltura e delle sue strutture feudali e produttive, per dare lavoro civile ai meridionali e competitività nel rapporto qualità/prezzo.cBloccare la politica europea che mira a ridimensionare l’apporto agricolo del mezzogiorno con l’uso di contributi a fondo perduto non per riconvertirla ma solo per ridimensionarla a vantaggio di altre aree europee arretrate. Per fare ciò con maggiore chiarezza bisogna disancorarsi dagli attuali partiti che non hanno a cuore il destino del sud. Sono tuttia trazione nordista. Di Pietro farebbe buona cosa, di fronte all’isolamento che gli stanno riservando, ancorarsi al Sud dal linguaggio poco toscano ma dal cuore meridionale.

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