Il consigliere provinciale Massimo Colia
Il consigliere provinciale Massimo Colia

In Capitanata, da tempo, c’è un’emergenza poco o per nulla nota ai cittadini. Solo alcune associazioni e poche persone sensibili si stanno battendo strenuamente a difesa del nostro territorio, sotto lo sguardo indifferente della politica.Inizia così la dichiarazione del consigliere provinciale dell’IdV Massimo Colia, in merito allo sfruttamento selvaggio degli idrocarburi dal mare alla terraferma, che attira, nella nostra provincia, l’attenzione di varie aziende. Ad esempio, la società Vittorito Petroleum ha chiesto un permesso per la ricerca di gas nel sottosuolo di Torremaggiore su un’area di 80 kmq. Inoltre, il Ministero dello Sviluppo Economico ha da poco comunicato l’avvio del procedimento per il conferimento del permesso di ricerca idrocarburi,denominato ‘MASSERIA MONTAROZZO’, alla Società VEGA OIL SpA, in un’area di ben 155 Kmq, che comprende i comuni di Foggia, Ascoli Satriano, Carapelle, Ordona e Orta Nova. Ed ancora la britannica Delta Energy Ltd è interessata alla ricerca di idrocarburi nel territorio di Orsara di Puglia e Troia. Se a questo aggiungiamo l’idea criminale di sondare i fondali delle Isole Tremiti alla ricerca del petrolio da parte dell’azienda irlandese Petroceltic Elsa, potremmo dire non ci resta che piangere. Pertanto, io rivolgo il mio appello a tutti i parlamentari eletti in provincia di Foggia e al nostro governo regionale, affinchè si facciano promotori di iniziative atte ad evitare questo attacco al territorio. L’economia di Capitanata da sempre ha avuto come pilastri portanti i settori dell’agricoltura e del turismo. Lo sfruttamento degli idrocarburi non fa parte del nostro passato e non farà parte nemmeno del nostro futuro, conclude Colia.

Comunicato stampa Cons. Provinciale Massimo Colia

2 risposte a “Colia (IdV) sullo sfruttamento di idrocarburi”

  1. Avatar GIO'
    GIO’

    Questa è la definitiva conferma di come il meridione d’italia serva solo come supporto allo sviluppo della parte nord dello stivale. Prima come bacino di manodopera a basso costo, poi come discarica di ririuti delle industrie, come opportunità per fare soldi statali da parte di pseudo imprenditori che qui venivano ad aprire le fabbrichette e adesso come fonte energetica per l’insustria settentrionale. Ma secondo voi, cari lettori, nel caso si dovesse trovare del petrolio o del gas, a chi saranno destinate queste fonti ? Quale tasca di arricchirà grazie a queste estrazioni ?

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