
Con una cerimonia religiosa presso il Sacrario Militare all’interno del cimitero di Orta Nova, il 25 Aprile è stato celebrato alla presenza delle istituzioni civili e militari, delle associazioni e dai tanti cittadini accorsi nella mattinata. La cerimonia religiosa è stata preceduta dall’intervento del presidente dell’Associazione Nazionale Famiglie dei Caduti e Dispersi in Guerra di Orta Nova, Saverio Pandiscia, e dal sindaco di Orta Nova Iaia Calvio, che in un lungo discorso ha richiamato i valori della Festa Nazionale, sottolineando come il momento di crisi sociale, stia rischiando di minare la democrazia e la politica più in generale, con l’invito ai cittadini di farsi promotori, attivandosi in forme di partecipazione diretta alla vita politica della propria comunità. Le parole del sindaco sono poi state riprese da Mons. Giacomo Cirulli, che nell’omelia ha richiamato il Vangelo di Marco, soffermandosi sul potere, che oggi rischia di diventare un rischio se accompagnato dalla mancanza di umiltà, un rischio che purtroppo, come ha ribadito Don Giacomo, si cela dentro gli uomini che occupano ruoli di potere, dimenticandosi che il vero potere è il servizio alla comunità, ribadendo i concetti espressi più volte da Papa Francesco, rischio che Don Giacomo ha ricordato si nasconde nelle istituzioni, ma anche e purtroppo nella stessa Chiesa. Profonda e toccante poi l’esecuzione del silenzio da parte del Maestro Francesco Ariemme, mentre dispiace infine constatare che qualcuno abbia avuto da ridere sulla scelta da parte dell’organizzazione di far suonare alla fine della cerimonia “Bella Ciao”, inno dei partigiani alla resistenza, canzone che mai come oggi dovrebbe risuonare per non dimenticare il sacrificio di uomini e donne liberi nonostante l’oppressione, che grazie al proprio sacrificio hanno reso libera l’Italia. Nel frattempo ha avuto luogo il mercato settimanale del giovedì, nonostante il giorno festivo. E’ vero che oggi la resistenza è diventata anche la missione quotidiana di migliaia e migliaia di imprese che lottano ogni giorno per la sopravvivenza, ma il rischio è che questa lotta diventi priva dei valori che la storia ci ha lasciato in eredità, nelle prossime ore sull’Agenda dei 5 Reali Siti le foto scattate da Valerio D’Arasmo.

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