
Se ci troviamo dinanzi ad un’azienda privata che chiudesse l’esercizio finanziario con un utile/avanzo, avremmo difficoltà a individuare aggettivi di encomio per la capacità gestionale prodotta dal management e dai propri collaboratori; insomma, ci troveremmo a dover discutere di un fenomenale esempio o modello da imitare, in questi momenti di grave crisi congiunturale. Peccato che il modello da giudicare e su cui discutere sia un’entità amministrativa quale Ente Locale, nella fattispecie il Comune di Orta Nova. Nel giorno in cui si discute l’approvazione del Rendiconto di Gestione per esercizio finanziario 2012, si celebra, a nostro modesto parere, un’altra pagina nera per l’intera comunità Ortese, nelle considerazioni che seguono. Nel Consiglio Comunale svoltosi lunedì scorso, 20 maggio, l’assessore al bilancio Dembech, decide di relazionare il rendiconto prodotto nell’esercizio 2012, chiedendo al Consiglio Comunale, di votare direttamente il consuntivo, senza preoccuparsi se i consiglieri, nel frattempo avevano mai ricevuto e preso contezza di così importanti documenti, che documentano l’attività economico-finanziaria dell’intero anno 2012 e l’indirizzo Politico di Maggioranza (QUALE?) di governo intende perseguire, prima come obiettivo e poi per risultati raggiunti. L’attuale volontà politica amministrativa su temi così importanti e delicati per il presente e soprattutto il futuro del paese è praticamente assente, si deve registrare come Orta Nova sia sorretta solo ed esclusivamente mediante l’indirizzo proprio dei dirigenti e degli uffici di settore, con una clamorosa ammissione di incapacità amministrativa di assessori e sindaco in testa. Nell’assise del 20 maggio apprendiamo che Orta Nova è un Comune virtuoso e che termina l’esercizio finanziario 2012 con un saldo contabile attivo di oltre un milione di avanzo di amministrazione. Il Comune in buona sostanza chiude con un utile di gestione senza riuscire a restituire ai cittadini, neanche nei programmi, le centinaia di migliaia di euro che si ritrova in cassa dopo il cruento e dolorosissimo aumento dei tributi locali, per talune imposte addirittura raddoppiate. Un paradosso che risulta ancora più evidente e inspiegabile, in tempi di crisi economica e di minori trasferimenti dallo Stato centrale agli Enti Locali, non si giustificano appunto gli aumenti e i mancati servizi alla cittadinanza. L’avanzo, come dichiarato dalla Corte dei Conti, potrebbe essere anche un segnale di inefficienza dell’Ente o meglio segno di un accesso di pressione tributaria e tariffaria rispetto ai bisogni reali per finanziare i servizi Comunali. In ogni caso si analizzi, ci troviamo dinanzi ad un fallimento di questa maggioranza di governo, sia nei numeri che la sorreggono, quanto nella più grave incapacità amministrativa, evidentemente priva di un benché minimo stralcio di programmazione delle attività Sociali-Economiche e Culturali della città di Orta Nova. Traslando questo concetto da pubblicistico nel privato, tale operato condurrebbe una qualsiasi azienda ai margini dello stesso mercato con un inesorabile fallimento o quantomeno di angustia per i soci della stessa a cui viene chiesto di finanziare pesantemente con apporti di danaro senza ricevere alcun ritorno in termini di risultato, poiché buona parte di queste somme restano solo in bella evidenza in bilancio, ma restano indisponibili vincolate ai parametri del patto di stabilità. Ci domandiamo a questo punto e i cittadini di Orta Nova si domandino, chi attesta il fallimento di un’intera maggioranza di governo come quella della città di Orta Nova, causato dalla cattiveria e dalla testardaggine e incapacità Politica? E soprattutto chi avalla questa amministrazione disastrosa per il bene Comune e per quali ragioni?
I Consiglieri Comunali
Antonio Bellino Gerardo Lacerenza Massimo Costantini

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