
Non è assolutamente vero che solo oggi, in contrada La Palata ci sono oltre 200 tra uomini, donne e bambini “accampati” in modo precario, senza acqua e servizi igienici affluiti qui per servire i padroni del pomodoro e dell’uva, già da oltre un anno i proprietari dei terreni hanno lamentato, con relativa raccolta di firme, lo stato indecoroso in cui i 200 vivevano, da “parassiti”, smantellando e distruggendo quanto era loro intorno, vigneti, ortaggi, riserve di acqua, impianti di irrigazione e quant’altro. Costoro hanno come unico impiego giornaliero quello dell’accattonaggio, svolto da donne e bambini, e quello della molestia sessuale nei confronti delle donne ortesi, da parte dei maschi. I figli di costoro sono iscritti a scuola, ma non frequentanti, “cacciati” dalle scuole ortesi in quanto non integrabili per via delle loro abitudini sociali rivolte al ladrocinio, alla cattiva igiene ecc. La signora Ladogana è disinformata, visto che la caccia all’uomo (nord africani per lo più) che si scatenò in città, avvenne nel 1987 e non nel 1994, e al governo cittadino pare ci fossero esponenti di centro sinistra. Ad Orta Nova, secondo la signora Ladogana, gli agricoltori ortesi sono “schiavisti” in quanto sfruttano manodopera straniera a basso costo senza importarsi di dove e come vive, non importano le condizioni di precarietà di uomini e donne, non importa che tali condizioni provochino un pericoloso innalzamento della tensione sociale o un allarmante peggioramento delle condizioni igienico-sanitari, che alimentino sentimenti di intolleranza o diventino focolai di ulteriori illegalità, gli agricoltori ortesi sono i responsabili delle malefatte degli immigrati. E’ chiaro che la signora Ladogana ha le fette di patate sugli occhi, esca dagli uffici comunali o scolastici che è solita frequentare, vada a vedere cosa accade dinanzi ai supermercati, o vada a chiedere in giro a commercianti e cittadini se è vero o meno che gli immigrati sono costantemente alla ricerca di monete, sono costantemente impegnati a rovistare nei cassonetti della nettezza urbana, sono costantemente pronti ad approfittare della solitudine di donne e ragazze ortesi per farle oggetto di molestie. Secondo il sindaco invece, gli immigrati sono 300 anzichè 200, come indicato dal sindaco in 2^, Ladogana. E’ chiaro che la volontà di dare assistenza a costoro, per volere esclusivo del Sindaco e della sua 2^, non fa altro che piacere agli organi competenti, che così si sono liberati facilmente di tale patata bollente. Si continua a fare riferimento alla raccolta dei pomodori e dell’uva per giustificare tali presenze, forse il Sindaco non è a conoscenza del fatto che sistematicamente, nei periodi di raccolta, gli agricoltori ortesi, dal sindaco definiti criminali e imprenditori senza scrupoli, sono oggetto di controlli a tappeto svolti, in campagna, dagli ispettori del lavoro, scortati dai carabinieri e supportati da elicotteri della stessa Arma, pertanto non è assolutamente possibile, così come da lei dichiarato, sfruttare le migliaia di migranti che annualmente si riversano nelle mostre campagne. Nelle tendopoli auspicate dal Sindaco, dovrebbero accedere, versando un contributo, esclusivamente immigrati regolari e regolarmente assunti per svolgere un lavoro che verserebbero a noi la retta per l’alloggio e non ai loro caporali, aguzzini e schiavisti. Come si può immaginare che gente abituata al bivaccamento, all’accattonaggio e al ladrocinio possa versare un contributo economico? Boh… Il Sindaco esca anche lei con la signora Ladogana a vedere la realtà, un conto sono gli immigrati LAVORATORI, un altro sono gli immgrati LADRI E ACCATTONI.

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