
Sono dichiarazioni gravi quelle del Sindaco, che cercano di nascondere le prove della sua scarsa attenzione ad una questione sottovalutata e sono fomentate da un piano politico ormai definitosi già nel 2011. Infatti, con l’intervento della Regione Puglia, grazie alla benedizione dell’Assessore regionale Elena Gentile, si cercano di realizzare delle tendopoli con i finanziamenti pubblici: tale esperimento è stato fatto già a Lecce, dove lo stesso governatore pugliese Nichi Vendola ha elargito circa un milione di euro per costruire e donare prefabbricati ai ROM. Non ci sono scuse, Calvio sapeva che in C.da La Palata, e precisamente nella zona denominata “silos”, vi era unasituazione igienico-sanitaria grave: ci sono i documenti che attestano ciò che dico. Addirittura, davanti ai miei occhi, il Sindaco Calvio ha cacciato dall’aula consiliare, mentre si discuteva dell’annosa questione, alcuni dei proprietari dei terreni nella predetta zona, dove è situato a tutt’oggi il più grande campo abusivo. Eppure, l’azione politica per fronteggiare il fenomeno dei nomadi è stata costante già dall’ottobre 2011, con ripetuti documenti protocollati al Comune di Orta Nova, che hanno messo in evidenza lo stato precario igienico-sanitario, non solo nei campi occupati, ma anche per le vie del paese: non dimentichiamo l’assalto ai bidoni della spazzatura, l’accattonaggio minorile e la prostituzione. Inoltre, il 5 marzo 2012, ho protocollato una petizione popolare con circa 300 firme dei proprietari terrieri di C.da La Palata, per richiedere un’ordinanza di sgombero di un campo nomadi abusivo in quella zona (ho le copie anche delle denunce presentate dai proprietari terrieri di C.da La Palata). Prendo atto che, dopo aver informato il Prefetto di Foggia e dopo aver diffidato il Sindaco Calvio ed il Segretario Generale del nostro Comune, sono state emesse due ordinanze di sgombero: la prima, del 5 agosto 2013, addossava gli oneri dello sgombero dei terreni occupati e della successiva bonifica ai proprietari terrieri di C.da La Palata, mentre la seconda, emessa il 13 agosto 2013, prevedeva paradossalmente che le stesse spese venissero sostenute dai ROM. Il tono utilizzato dal Sindaco nelle predette ordinanze, nonché le sue ultime dichiarazioni pubbliche, con cui la stessa scaricava l’intera responsabilità sui proprietari dei fondi abusivamente occupati, mi sono sembrati eccessivi. Quest’ultimi sono stati rappresentati sostanzialmente come delinquenti (dalle istituzioni che avrebbero invece dovuto difenderli e rappresentarli), in quanto non avrebbero denunciato tempestivamente tale situazione di degrado e avrebbero quindi approfittato illegalmente della manovalanza fornita dai migranti. Come già detto, in questo continuo scaricare responsabilità sugli altri, anche tale circostanza risulta essere falsa, sulla scorta degli atti da me in possesso. Purtroppo c’è consapevolezza che vi sia non solo lavoro nero, ma anche chi cerca di lucrare su chi viene a spaccarsi la schiena onestamente. Non c’è bisogno che Iaia Calvio debba ricordarcelo! E’ commiserevole assistere all’arrampicata sugli specchi del Sindaco Calvio, che racchiude tutti questi problemi sotto l’accusa di“razzismo”: razzista, infatti, è colui che adotta delle politiche che perseguono o che pongono su un piano subordinato popoli di etnie diverse, ma non mi sembra questo il caso. Il nostro tentativo è stato da sempre quello di risolvere una grave crisi contingente, che affligge il nostro territorio: non richiediamo una diaspora di massa. Detto ciò, mi sento di poter asserire che il Sindaco Calvio sia a corto di argomenti validi per controbatterci e che utilizzi sempre la solita accusa demagoga di “razzismo” nei nostri confronti,infatti, le continue giustificazioni che utilizza non fanno altro che ritorcersi contro di lei, perché viene continuamente smentita dagli atti: nel 2010 fu ordinato lo sgombero in C.da la Palata e nel 2011, in quella stessa zona, furono demoliti i silos; ancor più importante è che i nomadi che abitano le baracche abusive non hanno residenza. L’ostinazione della Calvio nel giustificare le sue irresponsabilità politiche è alquanto riluttante. Dico questo perché, se fosse intervenuta in tempo, con il monitoraggio dei flussi migratori, il censimento dei nomadi che sostavano sul nostro territorio, il controllo dello stato igienico sanitario e la garanzia dell’ordine pubblico, la situazione sarebbe migliore e sotto controllo. Infatti, in circa due anni di continue pressioni, al fine di ottenere un’ordinanza di sgombero, il numero degli abusivi è cresciuto a vista d’occhio. Di conseguenza, tutti i proprietari che hanno avutola sfortuna di avere i loro terreni vicino agli insediamenti abusivi,oltre ad aver subito danni e minacce, si ritrovano oggi il benservito da IAIA & Co: come si suol dire, “oltre al danno, labeffa!”
Comunicato stampa Cons. Comunale PdL Dott. Gerardo Tarantino

Lascia un commento