
Così recitava un antico detto popolare: “A lavar la testa all’asino si perde acqua,tempo e sapone”. Monica Ladogana non riesce più a connettere e la sua voglia di offendere tutti noi la costringe a complicarsi la vita, continuando ad accumulare gaffes: o viene a riscaldare la sedia nell’aula consiliare oppure ha problemi di udito preoccupanti. Il 4 aprile 2013, al “TavoloTecnico per l’Ordine e la Sicurezza”, l’associazione NOIALTRI confermava che, nel 2010 in C.da La Palata (vicino l’ex pizzeria Pazza Idea), due nuclei familiari venivano allontanati, a seguito di un provvedimento di sgombero. Gli stessi si spostarono poi nella zona c.d. “silos“, accampandosi in alloggi di fortuna: le due famiglie abbandonarono infine l’area, mentre i silos furono demoliti http://fragas15.wordpress.com/2013/04/11/da-una-relazione-dellassociazione-noi-altri-evidenzia-la-presenza-di-almeno-nove-insediamenti-di-emigrati/ Sembra che adesso il problema sia la richiesta di un’ordinanza di sgombero da parte dell’Arma dei Carabinieri di Orta Nova, protocollata il 18.02.2011. Tuttavia se quella povera gente, in quel periodo, aveva abbandonato l’area (come detto poc’anzi), chi o cosa si doveva sgomberare, se non vi era nessuno? Riguardo invece ai fenomeni di accattonaggio, prostituzione e rovistaggio dei cassonetti, posso dire che questi non erano così sistematici come negli ultimi due anni, seppur avevamo intrapreso un monitoraggio della situazione con l’ausilio della Polizia Municipale. Pertanto, nè io, nè l’amministrazione comunale che presiedevo, in veste di vice-sindaco, potevamo e possiamo sentirci degli irresponsabili dal punto di vista politico. Invece, posso affermare con certezza che l’amministrazione Calvio era a conoscenza di tali problematiche già agli inizi di agosto 2011. Tale certezza è evinta dall’esposto, presentato anche dalla stessa associazione NOIALTRI (che non ha avuto alcuna risposta dal Sindaco), che denunciava, già all’epoca, la grave situazione igienico-sanitaria in cui versava il campo nomadi in C.da “La Palata”, costituito al tempo da una dozzina di baracche con altrettante famiglie e dove mancavano acqua, luce e ogni servizio di raccolta dei rifiuti (vedi: http://rifondaortanova.blogspot.it/2011/08/campo-de-umanizzato.html). Come si può quindi osservare, la nostra non è demagogia politica, di cui spesso siamo stati accusati, in quanto il problema e le possibili risoluzioni erano state sollevate bipartisan, anche da associazioni politicamente distanti dalle nostre idee, ma che, nonostante tutto, pongono come noi al primo posto la salvaguardia dell’uomo. Cara signora Ladogana: questa è la realtà! Chi si dovrebbe vergognare adesso? Tentare di fare confusione è sempre stato nella sua indole: nei primi tre mesi del 2011, mentre la situazione in zona “silos” si era definita, come dimostrato dalla relazione sopracitata, il nostro Comune si preparava al voto ed alla venuta del vento nuovo (la presenza degli insediamenti abusivi è aumentata gradualmente a partire dall’estate 2011). In realtà capisco Monica Ladogana; non poteva sapere, è stata ripescata dopo che il Capogruppo del Pd, Maffione, si è dimesso! Non si deve preoccupare però. Le voglio ricordare la storia di quegli eventi da cui è scaturita la tragica situazione di oggi:
1 – A seguito di uno dei miei primi sopralluoghi (novembre 2011) furono scattate delle foto; ero con i proprietari terrieri che mi descrivevano la situazione e, allo stesso tempo mi consegnavano una denuncia presentata alla Stazione dei Carabinieri di Orta Nova. C’erano già una dozzina di baracche, nonché un cumulo di rifiuti e topi, mentre oggi vi è un intero quartiere in condizioni fatiscenti.
2 – L’esasperazione dei proprietari terrieri della zona “La Palata”, per tutti i danni subiti, ha portato gli stessi ad organizzare una petizione popolare per richiedere un’ordinanza di sgombero, che il 5 marzo 2012 è stata protocollata all’ufficio comunale. La procedura è la stessa, come quella seguita dai Carabinieri, cambiava solo la motivazione:“causa dei gravi e prolungati problemi di igiene pubblica dovuti allo sversamento nei terreni agricoli circostanti il campo di liquami di ogni genere nonché di gravi e prolungati problemi di ordine pubblico provocati dal prelievo abusivo di acqua dagli impianti irrigui limitrofi”… Voglio ricordare che in tale occasione sono state necessarie 300 firme, raccolte tra i cittadini ortesi e due anni a fronte di una situazione apocalittica, creatasi per l’incapacità dei nostri amministratori. Quest’ultimi ora, dovrebbero cospargersi il capo di cenere e recitare il mea culpa, perché tutto il tempo perso volontariamente per “scimmiottare” una pseudo politica sinistroide, attuata a livello regionale, ha fatto innalzare i costi per la bonifica dei terreni: le ultime due ordinanze di sgombero, emanate dall’amministrazione Calvio, sono poi la ciliegina sulla torta. La prima, del 5 agosto 2013, ha disposto che le spese per lo sgombero e la bonifica dei terreni sono da attribuirsi ai proprietari del terreno, la seconda ordinanza invece, pone le predette spese a carico dei ROM occupanti (i quali sono scomparsi la notte prima dello sgombero). Ora, aldilà di ulteriori polemiche politiche, voglio ricordare che la situazione, a tutt’oggi, resta grave, in quanto vi sono altri insediamenti abusivi: quello in zona “silos”, ormai diventato una bidonville, e il famigerato “Hotel Africa”. Entrambi, dopo lo sgombero volontario degli altri campi nomadi abusivi, si sono rinfoltiti, non facendo venir meno i fenomeni connessi alla presenza, non regolamentata, di tali popolazioni migranti: il rovistaggio dei cassonetti, la prostituzione e l’accattonaggio (anche quello minorile). Mi aspetto quindi che, la consigliera Ladogana, vista la sua elevata capacità amministrativa, invogli il Sindaco Calvio ad emanare altre ordinanze”sensate”, per affrontare tali emergenze che affliggono la popolazione ortese.
Consigliere Comunale PdL Dott. Gerardo Tarantino

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