Campo Rom in contrada Palata
Il Campo Rom in contrada Palata

La sindaco Iaia Calvio ha emesso martedì 17 settembre l’ordinanza di sgombero del cosiddetto Hotel Africa e dell’accampamento di Rom in località La Palata. Le attività saranno coordinate dall’Amministrazione comunale e si svolgeranno rispettivamente il 27 e il 30 settembre. Toccherà poi ai proprietari dello scheletro in cemento e del fondo compiere tutte le attività per bonificare i siti e installare recinzioni e quant’altro utile ad impedire l’accesso e l’occupazione. “E’ la prima volta che il Comune di Orta Nova adotta una misura così radicale per ripristinare la legalità e risolvere un complesso tema di carattere sociale che ha serie implicazioni di carattere igienico-sanitario – afferma Iaia CalvioIn questi mesi, abbiamo speso energie e risorse alla ricerca di una soluzione capace di tenere insieme i vincoli normativi e le azioni solidaristiche in un contesto sociale sempre più ostile anche a causa di campagne di stampa articolate da chi non ha altro argomento per guadagnare visibilità o non ha altro tema da osservare e analizzare. Trovo particolarmente ipocrita che amministratori inetti e in debito con l’Amministrazione comunale che hanno guidato si ergano a novelli campioni di legalità – conclude la sindaco – Alle loro chiacchiere noi opponiamo i nostri fatti, compiuti nelle forme e nei termini propri del Comune che non sono quelli populistici e irresponsabili della destra oggi di lotta e ieri di governo”.

Comunicato stampa Comune di Orta Nova

10 risposte a “La sindaco ordina lo sgombero dell’Hotel Africa e del campo Rom de La Palata. Calvio: “Per la prima volta adottata una misura così radicale per ripristinare la legalità””

  1. Avatar cittadino
    cittadino

    egregio Sindaco, perchè non fate effettuare dai vigili un controllo nel paese a tutte queste case che sono piene di stranieri e secondo me in maniera disumana abitano anche senza servizi, tutte case dichiarate sfitte e senza i dovuti servizi e non pagano la tassa sui rifiut, anche case che sono dichiarate inagibili ma che continuano a fare lavori di muratura e non pagano un pò di tassa immondizia, FATE I CONTROLLI E VEDRETE CHE LA TASSA IMMONDIZIA SI ABBASSA

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  2. Avatar chigo
    chigo

    OTTIMA NOTIZIA!!!! SONO SEMPRE PIù ORGOGLIOSO DELLA MIA SINDACHESSA.
    SPERO VIVAMENTE KE CI SARA’ – IN SEGUITO – UN ORDINANZA DI DIVIETO ASSOLUTO DI INGRESSO AD ORTA-NOVA A TUTTI GLI STRANIERI.
    PS: vedo in giro troppe auto con targa straniera… troppi stranieri ad Orta Nova… se qualcuno x disgrazia fa o subisce un incidente stradale con un auto targata straniera sono guai amari….
    Forza Iaia!!! vai avanti così!!!!
    alla faccia di Mosca(s)fascio, Tarantino e di altri punetruoli rossi….

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  3. Avatar Ulisse10
    Ulisse10

    Bene ha fatto il Sindaco Avv. Maria Rosaria Calvio ad emettere l’ordinanza di sgombero, ma prima di applaudire o dissentire, sappiate che il problema non è di facile risoluzione!

    CONVEGNO INTERNAZIONALE
    LA CONDIZIONE GIURIDICA DI ROM E SINTI IN ITALIA
    16 – 18 GIUGNO 2010
    Università degli Studi Milano – Bicocca
    I PROFILI GIURIDICI DELLO SGOMBERO DEGLI INSEDIAMENTI
    ABUSIVI
    di Livio Neri

    “I PROFILI GIURIDICI DELLO SGOMBERO DEGLI INSEDIAMENTI ABUSIVI DI ROM” – Livio NERI
    Prima di affrontare in sintesi le più rilevati disposizioni pattizie in materia, di diversa natura e cogenza per il nostro paese, pare tuttavia opportuno richiamare le norme della Carta costituzionale i cui principi possono essere il punto di partenza (coordinati con la vasta produzione internazionalistica) per una tutela dei soggetti vittime di sgomberi forzati che, senza dubbio, nel nostro paese appartengono perlopiù alle minoranze rom e sinti.
    Vengono in particolare rilievo nella Carta costituzionale gli artt.14 (che tutela l’inviolabilità del domicilio), 29 – 31 (disposizioni di promozione e salvaguardia della famiglia) e 42 (norma che riconosce e garantisce la proprietà privata). Ebbene, l’applicazione dei principi sanciti nelle disposizioni citate alla materia degli sgomberi forzati impone la ricerca, nei tre ambiti indicati, di uno “standard minimo” che il nostro ordinamento costituzionale garantisca, senza eccezioni, anche in presenza di interessi pubblici e privati eventualmente contrastanti.
    Non si tratta, evidentemente, di invocare in questa sede la piena realizzazione di diritti costituzionali: l’inviolabilità del domicilio infatti, ad esempio, è definita dalla Costituzione, in negativo, dal divieto di eseguire ispezioni, perquisizioni o sequestri al di fuori dei casi e dei modi stabiliti dalla legge, secondo le garanzie prescritte per la tutela della libertà personale; il citato art.31 impone alla Repubblica di agevolare la formazione della famiglia con misure economiche e con altre provvidenze e la proprietà privata può essere espropriata solamente nei casi previsti dalla legge e salvo indennizzo.
    Quando si parla di sgomberi forzati, tuttavia, non si parla di ispezioni o perquisizioni, ma di distruzione e privazione del domicilio; non sono in discussione politiche di promozione della famiglia, bensì il mero rispetto della vita comune di nuclei famigliari; non si invoca un equo indennizzo per l’espropriazione di beni a seguito di procedure legali, bensì il risarcimento per la distruzione degli stessi.
    Si ritiene pertanto come detto che, con riferimento a tali eventi, occorra individuare, come detto nelle citate disposizioni costituzionali prima ancora che negli strumenti del diritto internazionale, una soglia di inviolabilità che non ammetta “bilanciamenti” con interessi di altra natura.
    Il principio di inviolabilità del domicilio dovrà quindi comportare perlomeno, nella materia di cui stiamo trattando, l’applicazione dell’obbligo di legalità e di rispetto del procedimento amministrativo. Il rispetto e la promozione della famiglia imposti dalla Carta dovranno poi comportare perlomeno il divieto di imporre ai nuclei familiari coinvolti negli sgomberi la propria separazione ed il riconoscimento costituzionale della proprietà privata dovrà comportare che gli eventuali e deprecabili danneggiamenti di beni di proprietà dei soggetti sgomberati siano risarciti a norma di legge dalle autorità che lo sgombero hanno disposto ed eseguito.
    I diritti costituzionali sopra indicati, concludendo sul punto, devono essere quindi letti in stretta connessione con i parametri forniti dagli artt.2 e 3 della Carta.
    Lo sgombero non può essere infatti l’occasione per una violazione di tali diritti nella misura in cui debbano essere qualificati come “diritti inviolabili dell’uomo” ai sensi dell’art.2 Cost. (la stessa Corte Costituzionale, con la sentenza 404 del 7 aprile 1988 ha riconosciuto essere il “diritto sociale all’abitazione collocabile fra i diritti inviolabili dell’uomo”, richiamando a tal proposito appunto l’art.2 Cost., ma anche gli artt.25 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo ed 11 del Patto internazionale dei diritti economici, sociali e culturali).
    Né può lo sgombero, ai sensi del successivo art.3 Cost., essere misura che discrimini i cittadini – nel godimento dei diritti di cui si è detto – compromettendone la pari dignità sociale (lo sgombero di insediamenti abusivi rom e sinti non potrà quindi, in tale ottica, essere effettuato in condizioni più svantaggiose per i soggetti coinvolti rispetto a quelle osservate in casi analoghi, quali ad esempio lo sgombero di immobili occupati abusivamente).
    La normativa e la giurisprudenza (anche internazionali) formatesi in materia di tutela dei diritti dei soggetti vittime di sgombero, come si vedrà, si è sviluppata proprio secondo queste le direttive: la tutela di diritti umani inviolabili ed il divieto di discriminazione.
    […]

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  4. Avatar Ulisse10
    Ulisse10

    QUOTIDIANO. it
    LIBERO

    Kyenge: “Status giuridico ai rom
    A palazzo Chigi sbarcano i rom. La questione gitana è sul tavolo del ministero per l’integrazione, con Cècile Kyenge a capo di una cabina di regia che coordinerà pari opportunità, interni, giustizia, salute, politiche sociali e lavorative. Ad annunciarlo è il ministro a chiusura di un convegno incentrato su due proposte di legge per la tutela di rom, sinti e camminanti.

    “Ai Rom sanità e documenti” – La Kyenge vuole accellerare sull’integrazione dei rom: “La definizione dello stato giuridico delle comunità rom, e sinte, un punto fondamentale da cui partire per poi affrontare la questione sanità e documenti”. “Se non si parte dallo status giuridico – argomenta il titolare del dicastero – si può affrontare solo i problemi della generazione di oggi, mentre noi puntiamo a una soluzione anche per le generazioni future”.

    Il piano europeo – L’”operazione-rom” è comunque già stata predisposta dall’unione Europea che è in pressing sull’italia perché Roma si prepari a varare alcune norme per riconoscere i diritti dei rom. Una relazione del maggio 2012 della Commissione Europea impone all’Italia “la realizzazione di un programma nazionale di interventi di supporto della popolazione immigrata nell’accesso ai servizi anche in ambito sanitario”. E ancora “per l’occupazione, diversi progetti a livello regionale come ad esempio interventi di inserimento lavorativo di popolazioni Rom derivante dal Fondo nazionale per le Politiche Migratorie. In materia di condizioni abitative, molteplici progetti a livello regionale e locale per la ricollocazione e l’integrazione socio abitativa di Rom e Sinti provenienti da campi nomadi”.

    A spese nostre – La Kyenge è su questa strada che vuole costruire il suo piano per i rom. Finora in ambito europeo soltanto 12 paesi (Bulgaria, Repubblica ceca, Grecia, Lettonia, Lituania, Ungheria, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Slovacchia e Svezia) hanno indicato chiaramente i fondi stanziati, a carico dei bilanci nazionali o dell’Unione, e hanno presentato importi specifici destinati alle misure di inclusione dei Rom previste dai loro documenti strategici. L’Italia, secondo il ministro dell’Integrazione “deve adeguarsi”. In Italia vivono circa 170mila rom e sinti. Il riconoscimento di uno status giuridico ben definito sarebbe il primo passo verso una integrazione totale. Integrazione che passa anche dal diritto alla casa. Qualche settimana fa il ministro consigliava di usare le “seconde case inutilizzate” (magari quelle al mare e in montagna) per ospitare gli zingari a prezzi popolari. E qualche mese fa aveva anche auspicato che gli alloggi popolari fossero destinati anche ai rom. Il tutto ovviamente a spese nostre.
    (I.S.)

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  5. Avatar GIO'
    GIO’

    Tutte le cose sulla legalità sono condivisibili, ma parlare di legalità quando si tratta di stranieri, di disgraziati e poveracci, è molto facile. La morale della legalità si deve fare ANCHE con certi ortesi, senza esitazione e senza paura….!!!!

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  6. Avatar nella
    nella

    e ora dove andranno in pizza sant’ antonio a dormire sulle panchine? mi auguro di no, che gli abbiano trovato una sistemazione, spero
    !

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  7. Avatar cittadino
    cittadino

    ho saputo che a breve il piazzale GRAMSCI cambierà nome, sarà dedicata ad un altra persona. ho recepito un sacco di lamentele. ma non era meglio intitolare a questa persona una strada di nuova formazione in modo da evitare ai cittadini di via Gramsci problemi perchè sicuramente dovranno aggiornare tutti i l loro documenti con il nuovo indirizzo…

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  8. Avatar chigo
    chigo

    vorrei consigliare alla sindachessa di abbattere quel famoso “hotel Africa” perchè se nn verrà abbattuto questo inguardabile e abbandonato “immobile” in futuro ritorneranno di nuovo gli stranieri… quindi è meglio ke verrà abbattuto così non ritorneranno più.
    @ulisse10: Kyenge, Boldrini e Vendola sono quelli ke si preoccupano di più degli stranieri anzikè dei problemi degli italiani e meritano di essere espulsi dall’Italia.
    Da non dimenticare le frasi vergognose della Kyenge (si diverte a provocare gli italiani per poi essere -giustamente- insultata dagli italiani per passare come vittima del razzismo):
    -case sfitte ai rom;
    -lavoro pubblico agli stranieri;
    -priorità agli stranieri;
    -abolizione reato clandestinità;

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  9. Avatar Ulisse10
    Ulisse10

    Carissimi amici del blog, onde evitare qualsiasi malinteso , io ho il massimo rispetto per la persona umana, purchè si comporti come tale!

    Dalla RUSSIA una lezione d’ INTELLIGENZA per la DECADENTE Europa.

    Il 4 febbraio 2013, Vladimir Putin, il presidente russo, ha indirizzato alla Duma (il Parlamento russo) un discorso riguardante le tensioni con alcune minoranze in Russia:
    In Russia vivono i russi.
    Qualsiasi minoranza, da qualsiasi luogo, se vuole vivere in Russia, per lavorare e mangiare in Russia, dovrebbe parlare russo, e deve rispettare le leggi Russe.
    Se preferiscono la legge della Sharia, allora noi li consigliamo di andarsene in quei Paesi dove questa è la legge dello Stato.
    La Russia non ha bisogno di minoranze.
    Le minoranze hanno bisogno della Russia, e noi non concederemo loro privilegi speciali, o provare a cambiare le nostre leggi per soddisfare i loro desideri: non importa quanto forte urleranno ‘discriminazione’.
    Noi apprendiamo dai suicidi in America, Inghilterra, Olanda e Francia, se vogliamo sopravvivere come nazione.
    Gli usi e le tradizioni russe non sono compatibili con la mancanza di cultura o dei modi primitivi della maggior parte delle minoranze.
    Quando questo onorevole corpo legislativo pensa di creare nuove leggi, dovrebbe avere in mente prima l’interesse nazionale, osservando che le minoranze non sono russi.
    I politici della Duma hanno tributato a Putin una standing ovation di cinque minuti!

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  10. Avatar chigo
    chigo

    @Ulisse10: e Putin ha pienamente ragione perchè se uno straniero vuole venire in Italia deve primadittt rispettare le regole italiane, la religione, usanze e abitudini… Loro sono degli ospiti e non possono comandare sulla terra altrui… se nn stanno bene se ne possono andare oppure li sbattiamo fuori…
    A me da mooolto fastidio se un musulmano impone il divieto alla propria moglie di indossare abiti occidentali… normali… costringendole di andare girando con il velo ke copre il viso (ke per legge è vietato) come un berfagor o peggio ke vogliono una macelleria musulmana… questo cose nn le tollero proprio… le egole sono queste: se li piacciono, bene… sennò o stanno zitti o se ne vadano…

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