
Le fatiscenti e pericolose strutture dell’Hotel Africa sono state sgomberate ieri da oltre 50 occupanti abusivi, in gran parte stranieri comunitari. Come ordinato dalla sindaco Iaia Calvio, ieri mattina, agenti della Polizia Municipale e Carabinieri della locale stazione, con a supporto i volontari delle organizzazioni cittadine di protezione civile, hanno sorvegliato che gli occupanti abbandonassero la struttura e l’area circostante, che dovranno essere bonificate e recintate a cura e spese del proprietario del fondo. Le operazioni si sono svolte senza alcuna difficoltà. “L’Amministrazione comunale ha compiuto il proprio dovere istituzionale a tutela della salute degli occupanti stessi, della salubrità dell’ambiente circostante e della legalità – afferma la sindaco Iaia Calvio – Personalmente, avverto tutto il peso di una scelta pur dovuta e la fatica sopportata per portarla a compimento. Fatica enfatizzata dalla solitudine istituzionale e civica in cui io ed i miei collaboratori abbiamo operato. In questa drammatica occasione abbiamo misurato quanto le istituzioni sovraordinate al Comune non abbiano la possibilità e, talvolta, la volontà di affrontare con efficacia queste vere e proprie tragedie umane. L’endemica scarsità di fondi è enfatizzata dalle dimensioni del fenomeno che travalica i confini della nostra piccola comunità; così come, talvolta, le programmazioni più innovative ed evolute mostrano tutta la loro inadeguatezza di fronte alla realtà del ‘qui e ora’. Maggiore partecipazione e solidarietà ci aspettavamo anche dalla comunità ortese; quantomeno da quella sempre pronta a sposare le cause degli ultimi che vivono altrove o che sui social network fa sfoggio di citazioni di Papa Francesco. Le donne e gli uomini che abbiamo sgomberato sono stati da qualcuno sfruttati nei campi, nei cantieri o chissà dove altro; qualcuno si è avvantaggiato della loro marginalità sociale e con le sue speculazioni ha violato la legge e danneggiato la comunità. Di questo siamo tutti consapevoli, ma nessuno ha reso disponibile per questa gente un alloggio, nessuno, dal 2011 ad oggi, ha avanzato proposte concrete e attuabili per un’accoglienza rispettosa della dignità loro e di una comunità che si definisce civile, che brandisce parole di giustizia e giustizialismo, che innalza bandiere e simboli sacri avendone smarrito il significato vero e profondo. È un’esperienza amara assai quella che abbiamo fatto e che saremo costretti a rivivere quando ci toccherà farlo di nuovo – conclude Iaia Calvio – ma abbiamo il dovere di farlo e la speranza che qualcosa possa cambiare in meglio”.
Comunicato stampa Comune di Orta Nova

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