A richiesta di diversi lettori, e per gentile concessione di TeleDauna vi riproponiamo l’intervista all’imprenditore agricolo ortese Luigi Di Vito sulla crisi del settore agricolo.
A richiesta di diversi lettori, e per gentile concessione di TeleDauna vi riproponiamo l’intervista all’imprenditore agricolo ortese Luigi Di Vito sulla crisi del settore agricolo.
Il sig. Di Vito portavoce degli agricoltori Ortesi,lancia giustamente un messaggio di protesta per la crisi del mondo agricolo che a cascata prende tutti gli altri settori visto che Orta Nova vive di agricoltura.
Lui accusa la politica per la scarsa attenzione a questo settore, vero, ma voi vi rendete conto chi è attualmente il ministro dell’agricoltura, messa da lì da Berlusconi ? Nunzia Di Girolamo, una che 5 anni fà si era candidata consigliere comunale nella sua cittadina perdendo le elezioni, una che il marito è Francesco Boccia deputato PD, primo caso nella storia di coniugi PD e PDL. Secondo voi a questa gente che prende 15000 euro mensili cosa interessa dei problemi del mondo agricolo.
Il guaio è che questa intervista, questo grido d’allarme, come al solito finirà nel dimenticatoio, su questo però accuso tutti gli agricoltori Ortesi di lassismo, sono buoni solo a lamentarsi e a non agire mai. Prendete esempio dagli allevatori del nord, quando è nato il problema per le quote latte hanno subito bloccato autostrade e ferrovie finendo sulle prime pagine di tutti i giornali, sicuramente qualcosa hanno ricavato, voi che cosa aspettate ? Avete un portavoce, bene, create un associazione, unitevi e con i vostri trattori bloccate tutto, andate a Roma fatevi sentire, cosa aspettate ? In passato è stato fatto qualcosa del genere, ma tutto si è risolto in una bolla di sapone, dovete invece lottare e manifestare ad oltranza finchè le vostre richieste non saranno accettate.
Conoscendo l’ortese doc, dirà ” che amma sci a f’ a Roum, dum’n teng che f., mò amma perd pur la jurnt”, ed è proprio questo lassismo cari concittadini miei che permette a politici di pensare sempre e solo ai cavoli loro, comprandovi con la promessa di non pagare l’imu, una goccia nel mare dei problemi della nostra economia. Ribellatevi e coinvolgete tutte le istituzioni, comuni, province, scuole, non mandate i vs figli a scuola in segno di protesta, perchè alla fine chi pagherà saranno i nostri figli e sopratutto per loro che dobbiamo protestare. Spero che a mia volta, l’intervista e questo post possano far smuovere le coscienze di chi ci governa a livello comunale e di tutti gli agricoltori.
S V E G L I A T E V I .
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Gino purtroppo,la gente, sembra che sia poco interessata a tutelare i propri interessi… Non sento voci popolo sollevarsi…. Per la qualità dei nostri prodotti si potrebbe fare tanto,CONTINUA con la forza che ti contraddistingue a svegliare questa gente!
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Ho letto dopo il tuo commento murassi, e abbiamo pensato le stesse cose:(un’ultima osservazione.. Preserviamo la nostra terra dall’inquinamento ,partendo da noi stessi ,per poi arrivare ad ostacolare chi per far fronte ai propri interessi ci uccide! BUONANOTTE!
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CARO GINO MA COME FAI A PARLARE DELL’UVA QUANDO AVEVAMO UNA CANTINA SOCIALE DI VIALE FERROVIA ED E FINITA IN MANO A UNA 20 DI PERSONE E TUTTI GLI ALTRI COMPRESO IO CE NE SIAMO ANDATI ADESSO DI CHE PARLIAMO.
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@murassi:
condivido pienamente il tuo pensiero.
Il vero problema dell’agricoltura al sud è dovuta da altri fattori:
1) i cosidetti agricoltori e contadini NON hanno la passione (come quelli del nord) nel coltivare le terre e sono tutti dei LAMENTONI SFATICATI: in estate si lamentano della siccità e vogliono soldi della calamità naturale…. in inverno si lamentano delle alluvioni e vogliono ulteriori soldi… Non vogliono lavorare e l’unica buona volontà ke hanno è stare tutto il giorno nei bar a parlare con amici e fare pippe con le bariste oppure stare tutto il giorno in piazza a fare una beata minghia anzikè lavorare…
2) al sud STRANAMENTE mancano delle cooperative agricole e di trasformazione delle materie prime (come fanno quelli del nord) e sono addiriitura degli incapaci di organizzarsi, tanto è vero che c’è un assurda concorrenza tra di loro, che è una cosa sbagliata, ma i realtà devono lavorare insieme creando cooperative per valorizzare i nostri prodotti agricoli.
3) La cosa ke mi fa molta rabbia è che i nostri prodotti agricoli sono di 1^ qualità e migliori rispetto a quelli del nord, e cosa fanno i cosidetti agricoltori-produttori-contadini??? li vendono al nord anzikè al sud (anche a basso costo) per la trasformazione (visto che al sud non ci sono aziende di trasformazione) e commercalizzano appiccicando sopra il marchio del nord e come ringraziamento il nord (ormai arricchito con i prodotti del sud) ci sputano in faccia dicendo ke siamo evasori fiscali; vogliono la seccessione perchè siamo coniderati la palla al piede del nord e infine ci scaricano veleni industriali al sud…
4) i politici locali e regionali non se ne stra-fregano dei problemi dell’agricoltura (tanto per non parlare dell’incompetenza della ministra pidiellina De Girolamo che non capisce una cippa in materia di agricoltura): il governatore pugliese Vendola stà sempre a Roma a pensare agli scranni d’oro dimenticando dei seri problemi della Puglia; La Calvio non ha tempo a pensare a certe cose vista la gravità della situazione economica lasciata dalla precedente amministrazione; Il Mosca(s)fascio e il punteruolo rosso Tarantino provocano e litigano con la Calvio anche su cose futili… per forza l’agricoltura è nella merda…
5) al sud manca una vera e propria scuola agricola dove si preparano i ragazzi nel mondo agricolo come hanno fatto vedere a “Melaverde” su canale 5 trasmesso il 20 ottobre 2013 visto che la maggior parte dei contadini-agricoltori sono veramente dei rozzi ignoranti…
La Puglia doveva essere una delle regioni più ricche e più potenti grazie all’agricoltura ma in realtà dove siamo???? tutto questo grazie a chi??? alla ignoranza e stupidità dei contadini-agricoltori-produttori che non fanno un bel cazzo di niente…
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x quando riguarda le quote latte, i leghisti allevatori del nord hanno fatto protesta e sono riusciti a far pagare le quote latte anche a coloro (sud) che rispettano i limiti di produzione latte. Quelli del nord sforano il limite di produzione per produrre parmiggiano reggiano e grazie alla lega li fanno pagare anche a quelli del sud ke rispettano il limite e quelli del sud ke hanno fatto??? non hanno neanke protestato…. è qesto è il risultato…
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Come avevo previsto, tutto è finito nel dimenticatoio.
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