L'impiegato comunale Michele Spicci, foto dal profilo Facebook di Domenico Francone
L’impiegato comunale Michele Spicci, foto dal profilo Facebook di Domenico Francone

Dopo aver preso visione del Vs. comunicato stampa in oggetto e pubblicato sul sito ufficiale del Comune di Orta Nova nei confronti dello scrivente il quale, in precedenza s’era limitato ad esporre sinteticamente il suo caso a persone curiose ed estranee, credo sia doveroso riscontrare le Sue affermazioni riportate nel succitato comunicato stampa, sperando in futuro un reciproco faccia a faccia avvenga pubblicamente in piazza Pietro Nenni, senza ulteriori comunicati, nocivi ed insignificanti. Posso affermare con certezza di non aver mai preteso alcun pagamento delle ferie essendo stato sempre disponibile per qualsiasi chiamata giornaliera fuori servizio, sia da parte dei colleghi che degli Amministratori, senza mai pretendere remunerazione alcuna visto che lo facevo solo per attaccamento al mio lavoro. Avrei dovuto chiederne il rimborso dall’anno della data della mia assunzione, 23 ottobre 1975, quando a governare la nostra città all’epoca c’era il compianto Sindaco Ins. Saverio Zampini. Costantemente, da allora, ho svolto le mie mansioni in quel del protocollo comunale con abnegazione ed attaccamento, trascorrendo qui le ferie di spettanza, senza rimorso e con piacere, visto l’enorme mole di lavoro da evadere. A testimonianza di quanto affermato posso chiamare in causa i Sindaci che l’hanno preceduta, i dipendenti in attività e quelli in pensione. Riguardo un ipotetico premio con la collocazione ad altro ufficio, smentisco categoricamente che esso sia mai stato adottato nei miei confronti, come falsamente riportato nel Suo comunicato stampa, visto che si è trattato di una proposta “ad Horas” (a voce) quella da lei scandita in precedenza nel suo ufficio e alla presenza del presidente del consiglio comunale Gerardo Ragno e del consigliere comunale Gerardo Lacerenza e di una terza persona estranea. Visto che la verità è nota sarebbe giusto che la pubblichiate con un apposito comunicato stampa, poichè da persona interessata ai fatti dovrò tutelarmi da una eventuale omertà dei presenti e per non passare dalla ragione al torto con una denuncia per diffamazione. Ribadisco la mia disponibilità ad un confronto pubblico in Piazza Nenni. Ossequi.

Michele Spicci

3 risposte a “Orta Nova, la risposta di Michele Spicci al sindaco Calvio: “Mai preteso il rimborso delle ferie non godute, ho lavorato per il bene del mio comune. Pronto ad un faccia a faccia pubblico””

  1. Avatar antonio staffiero
    antonio staffiero

    caro Michele tu dici spesso che sei stato un grande lavoratore!, mio padre al tuo confronto è stato una mezza tacca. Ora che sei in pensione goditi il tempo libero se ne sei capace; perchè vedi i grandi lavotori quando rimangono senza lavoro non sanno cosa fare. L’unica cosa che mi preoccupa è che chissà se il protocollo continuerà a funzionare come prima. Piuttosto che fare polemiche con i soliti sindaci e amministratori, raccontaci, perchè questo potrebbe veramente interessarci, come funzionava il protocollo. auguri e buon riposo da vivo.

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  2. Avatar giuseppe
    giuseppe

    CARO ANTONIO TU CHIEDEVI A SPICCI COME FUNZIONAVA L’UFFICCIO PROTOCOLLO.LA RISPOSTA? CHE INTERESSE AVEVA SPICCI LAVORARE 7 GIORNI SU 7 E PER GIUNTA ANCHE DI NATALE E PASQUA? TU DA POLITICANTE CAPIRAI.CIAO ANTONIO

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  3. Avatar domenicofrancone

    Sono Michele Spicci e commento dall’account di Domenico Francone perchè sprovvisto di computer. In particolare il riscontro è rivolto al sig. Staffiero Antonio e gli faccio notare di non essermi mai vantato di essere un gran lavoratore, perchè sarei un megalomane. Viceversa ho lavorato incessantemente e con onestà, rifacendomi alle origini contadine della mia famiglia che gradirei non fosse citata in questa circostanza. L’ho fatto e lo rifarei, cioè lavorare sette giorni su sette, durante le ferie, quando era necessario il giorno di Natale o Pasqua, continuerei ugualmente a bisticciare con amministratori che una volta eletti dimenticano le radici economiche della nostra città, ovvero quelle contadine di cui mi vanto di esserne uno dei tanti superstiti. Ricambio gli auguri e spero che tu possa riposarti da vivo come lo scrivente.

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