
Si raccontavano i dettagli cruenti dell’omicidio e ironizzavano sul funerale della vittima. Antonio Menna 44enne di Foggia e Giuseppe Ciocca, suo coetaneo di Castelnuovo, hanno praticamente ammesso al telefono di aver ucciso Pasquale Del Grosso, i due non sapevano di essere intercettati dai Carabinieri. Gli uomini dell’Arma li hanno incastrati proprio così: passando al setaccio la rete di utenze fittizie che, intestate a prestanome, riconducevano ai due. Il fermo nei loro riguardi è stato emesso dalla Procura di Foggia in virtù dei gravissimi indizi a loro carico. Menna e Ciocca sono accusati di omicidio aggravato dalla premeditazione, distruzione di cadavere, tentato omicidio aggravato, oltre che danneggiamento e porto illegale di armi da sparo. I due avrebbero ucciso Del Grosso a causa delle richieste di rimborso che l’imprenditore aveva presentato. Tutto era iniziato quando Menna e Ciocca avevano truffato una ditta campana che produce concimi e si erano rivolti a Del Grosso per il trasporto del materiale, ma il piano non era andato a buon fine e il mezzo era stato sequestrato con un danno di circa 10mila euro per il quale la vittima voleva essere rimborsata. Questa la genesi dell’omicidio. Menna e Ciocca, rispettivamente commerciante di vasi e autotrasportatore, speravano di depistare le indagini dando all’omicidio una matrice camorristica, il cadavere di Del Grosso era infatti stato bruciato all’interno della sua auto. I due avevano puntato su un dettaglio: l’uomo aveva da poco avviato un business nel campo dei rifiuti.
Fonte: Teleradiorre.it

Lascia un commento