
Mio nonno, si chiamava Michele
Mio nonno, era figlio
di contadini molto poveri
Mio nonno, correva
Mio nonno, era comunista
Correva scalzo, chilometri
e chilometri, attorno
Alla campagna di Orta Nova,
in provincia di Foggia
Correva col le scarpette
fatte a mano dal calzolaio
del paese, alle maratone
alle Olimpiadi di Los Angeles
del 1932
Quando c’era il passaggio del duce
nelle vicinanze, per precauzione
lo mettevano in galera, come testa calda
In gioventù andò in America,
e sua moglie lo fece tornare, dopo due anni
dicendogli che la figlia prediletta, mia mamma,
era gravemente malata
In vecchiaia, andava ancora a piedi
alla fabbrica, 16 chilometri ad andare
16 a tornare
E’ morto con un buco nel piede, mal curato
aveva consumato le suole correndo
da uomo libero
Per le strade del mondo, senza soldi
senza trucchi di medicine,
con le scarpette fatte a mano
dal calzolaio del paese
La sua città natale gli ha dedicato
lo stadio del paese, a Orta Nova
Commosso io, nipote, ringrazio
Lino Di Gianni

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