Il logo del movimento Stornarella nel Cuore
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Con delibera di giunta n. 97 del 27/10/2014 la giunta Colia, contrariamente a quanto promesso in campagna elettorale in fatto di abbassare le tasse locali, riscopre la possibilità, per il comune, di far cassa attraverso i cosiddetti “censi” (mai pagati dal 1958) derivanti dal diritto di Enfiteusi o di Livello. Con tale delibera si da l’indirizzo politico all’Ufficio Tributi e Patrimonio del comune di procedere alla ricognizione e quindi un accertamento su quanti immobili cittadini il Comune di Stornarella possa vantare il diritto di “Enfiteusi” ovvero un diritto reale di godimento su proprietà altrui che oggi prende il nome anche di “Livello”. Con questa operazione puramente di “Marketing” (fare cassa a tutti i costi), la giunta Colia, come regalo di Natale, decide di mettere le mani in tasca a tutti quei cittadini che dovessero, a loro insaputa e loro malgrado, ricadere tra coloro che possiedo immobili gravati da tali diritti, infatti il comune con un avviso pubblico sponsorizza, quasi obbligando, i cittadini a richiedere l’affrancazione, ovvero il pagamento, di tali diritto di godimento al fine di rientrare nel pieno titolo della nuda proprietà del bene in oggetto. Inoltre, cosa ancor più scandalosa, tale delibera stabilisce, considerando gli arretrati di cinque anni non ancora prescritti, l’emissione dei ruoli (cartelle di pagamento) ai danni di quei cittadini che dovessero ricadere in tali fattispecie che si vedrebbero costretti a pagare, da oggi in poi, dei canoni (censi) che a memoria dei più anziani non vennero più corrisposti sin dal secondo dopoguerra. Il Gruppo di “Stornarella nel Cuore” guidato da Michela Costa denuncia questo abuso o leggerezza tributaria ai danni dei cittadini ed invita il Sindaco a rivedere quanto stabilito nella delibera di giunta n. 97/2014 perché, tra l’altro la legislazione vigente ha prodotto, negli ultimi anni, decine di interpretazioni in merito circa l’ipotesi e la possibilità di una sanatoria generale in quanto, in molti casi, come a Stornarella, risultano venute meno le condizioni generali del diritto originario ovvero “Piantagione e Frutto” considerando che gli immobili gravati da tale diritto sono ormai dei manufatti edilizi e non più dei semplici terreni agricoli dove, nell’epoca Borbonica, si dava la possibilità di coltivazione per incrementare la produttività. Inoltre il considerevole tempo passato e un lassismo amministrativo perpetrato negli anni su tale questione può, in molti casi, determinare fattispecie riconducibili all’usucapione da parte del livellario.

Comunicato stampa

 

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