
Alla fine del 2008, quando divenne chiaro che l’economia globale stava affondando come una grande nave, quel grave disastro economico -finanziario che mise in ginocchio sia l’America che una parte dell’Eurozona, tra cui l’Italia, fu subito definita un’altra Grande Depressione come quella del 1929. L’America in quegli anni, dopo tanti tentativi, riuscì ad uscire da quella tremenda crisi, pertanto c’era già un modello da seguire e mitigare i danni. Purtroppo i politici nostri se ne sono già dimenticati e non ne hanno fatto alcun tesoro di quell’ esperienza. Quindi, a sei anni di distanza dal 2008, i vari Governi italiani che si sono succeduti, da Silvio Berlusconi a Mario Monti, a Enrico Letta, compreso il giovane Governo di Matteo Renzi, non hanno prodotto gran chè, anzi, c’è una depressione maggiore e le famiglie stentano ad arrivare al 15° giorno del mese. Negli anni settanta, di fronte ad un’altra crisi economica – petrolifera, una famosa canzone di Lucio Battisti diceva: “al ventuno del mese i nostri soldi erano già finiti…” Oggi non solo le famiglie non arrivano al 15° giorno del mese, una settimana ancora prima del 21, non solo la crisi gli ha tolto quasi tutti i risparmi svuotandogli anche le tasche, ma c’è un altro dramma che le attanaglia:” è la disoccupazione giovanile con la schiera dei neo disoccupati meno giovani delle fabbriche e delle medie – piccole imprese che chiudono”. Stando ai dati Istat relativi alla disoccupazione ad agosto 2014, i disoccupati tra i 15-24enni sono 710 mila. L’incidenza dei disoccupati di 15-24 anni sulla popolazione in questa fascia di età è pari all’11,9%. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero la quota dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari al 44,2%, in crescita di 1,0 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 3,6 punti nel confronto tendenziale. L’incidenza dei giovani disoccupati tra 15 e 24 anni sul totale dei giovani della stessa classe di età è pari all’11,9% (cioè più di un giovane su 10 è disoccupato). Ad agosto 2014 gli occupati sono 22 milioni 380 mila, in aumento dello 0,1% rispetto al mese precedente (+32 mila) e sostanzialmente invariati su base annua. Il tasso di occupazione, pari al 55,7%, cresce di 0,1 punti percentuali sia in termini congiunturali sia rispetto a dodici mesi prima. Il numero di disoccupati, i cosiddetti PEONES, è pari a 3 milioni 134 mila, una massa enorme, 13,2% diminuisce del 2,6% rispetto al mese precedente (-82 mila) e dello 0,9% su base annua (-28 mila). Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni aumenta dello 0,2% rispetto al mese precedente mentre diminuisce dello 0,5% rispetto a dodici mesi prima. Il tasso di inattività, è pari al 36,4%, cresce di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali mentre diminuisce di 0,1 punti su base annua. Mentre nella sola Eurozona ci sono 18,552 milioni di disoccupati. Se si conta invece l’Unione Europea, la cifra sale a quota 25,184 milioni. Questa è la fotografia della situazione occupazionale sia Italiana che dell’UE. Ebbene, di fronte a questa meteorite che si avvicina sempre di più, ci vuole il coraggio di un nuovo Roosevelt. In america nei tre anni successivi alla Grande Depressione, la priorità del Presidente Hoover era stata quella di applicare una stretta monetaria tenendo presente di tenere in equilibrio il Bilancio dello Stato federale. Il tentativo alla fine fallì. Nel 1932, il Presidente neo eletto Franklin D. Roosevelt cambiò rotta, adottando una strategia molto semplice ma radicale: provare qualsiasi cosa che facesse stimolare la domanda, aumentare la produzione, diminuire la disoccupazione. Quindi abbandonò la politica dell’austerity e dell’equilibrio di bilancio. In Italia ci vuole un personaggio politico o un non politico, come Roosevelt, che abbia il coraggio di fare delle scelte fuori dagli schemi economici – finanziari, imposti anche dall’UE, e poi trasportarli fuori dall’Italia ed imporli a tutta l’UE. Un personaggio che sappia portare avanti una politica che porti l’Italia fuori dal tunnel, che ridia fiducia a milioni di giovani ultra laureati in cerca di prima occupazione, una generazione immolata sul rigore dell’UE, che non trova pace e serenità, e che questa classe Politica avrà sulla coscienza nei secoli avvenire. Ci vorrebbe un personaggio che sappia indicare a tutti noi un nuovo modello e stile di vita, un nuovo New Deal di comportamento e di sistema di vita, considerata anche la grave crisi di principi e valori importanti, e faccia recuperare a milioni di uomini e donne quella dignità personale perduta!! La storia contemporanea, ci ha indicato e fatto emergere due personaggi importanti di questo nuovo New Deal del 21° secolo: Papa Francesco e il giovane Matteo Renzi. Papa Francesco con i suoi discorsi e con il sua testimonianza di vita, sta dando alla Chiesa una nuova stagione di valori e di stile, moralizzando la vita interna e rinnovando la gerarchia ecclesiastica in tutto il Mondo. Matteo Renzi, giovane Presidente del Consiglio nonchè Capo del Governo Italiano, nonchè segretario Nazionale di un grande partito popolare e di massa, il PD, un talento indiscutibile, saprà eguagliare il Grande Franklin D. Roosevelt e ridare all’Italia ed all’Europa intera un nuovo New Deal del 21° secolo ????? Nonostante i suoi sforzi e nonostante il suo dinamismo amministrativo e politico, non riesce a far marciare nel verso giusto un Parlamento pieno di nani e ballerine, che sprecano il loro tempo per fare della retorica spicciola e pretestuosa. Finanche su una legge di civiltà come quella della riforma fiscale con il suo 3 per cento di franchigia, viene ostacolato da dentro e da fuori il Parlamento!! Un consiglio al giovane Presidente: parlare molto di meno, e non pensare che gli italiani siano un popolo di stupidi, ma lavorare con coraggio e determinazione come il giovane Presidente Roosevelt. Anche Barak Obama, nel 2008 si è trovato nella stessa situazione, ovviamente, i poteri sono enormi e diversi, ed i problemi anche. Però è riuscito almeno sotto l’aspetto economico a far ripartire la domanda, a ridurre la disoccupazione, a dare più fiducia agli Americani. Ebbene, parlavamo che insieme ai propri risparmi, dovuto alla crisi, gli Italiani e non solo, abbiano perso anche la dignità personale e umana. La cronaca quotidiana ci bombarda ormai da anni sul comportamento delle persone sotto ogni punto di vista e in ogni segmento della vita: sociale, familiare, istituzionale, lavorativa. Sembra che li accomuni un unico denominatore, un unico pensiero, un unico atteggiamento, un unico modo di comportarsi, che al di là del proprio “IO” non esiste più nessuno. Il male non esiste più, il bene altrui nemmeno se è in contrasto con il proprio ” IO”e con le proprie esigenze. Giovanni Pico della Mirandola, noto umanista vissuto nel xv secolo, scrisse nel 1486 Il Discorso sulla dignità dell’uomo (Oratio de hominis dignitate), un’opera letteraria composta da 900 tesi che dimostrano la potenza dell’intelletto che mette l’essere umano al centro dell’Universo. Il Discorso elogia grandemente la capacità intellettiva e deduttiva dell’essere umano. Infatti l’intelligenza per Pico e per l’uomo è sinonimo di libertà e mezzo di formulare concetti in grado di poter condizionare nella buona e nella cattiva sorte il suo futuro. Ed è proprio per questa suprema capacità che l’uomo si distingue dagli altri esseri viventi come le piante o gli animali. In questi ultimi anni l’Uomo pare abbia smarrito la propria dote avuta dal ” Creatore “, l’intelligenza, fonte primaria di tutte le sue azioni, come dimostrano le cronache degli ultimi giorni che sono abbastanza eclatanti: vedi i VV Urbani di Roma che il giorno di capodanno in 800 non si sono presentati in servizio, vedi gli Autisti dei tram di Roma e Bari, i netturbini di Napoli, e via scorrendo, per arrivare all’ 8 gennaio 2015, una data funesta dove sono stati massacrati e uccisi giornalisti e poliziotti nella città di Parigi da parte di terroristi “islamici” per impedirne la libertà di stampa satirica, o il genocidio di 2000 africani Nigeriani, da parte di altri uomini assestati di potere. Durante l’ultima campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio Comunale di Orta Nova e per l’elezione del Sindaco, maggio – giugno 2014, il candidato Sindaco del Centro Destra, oggi Sindaco di Orta Nova, Dott. Tarantino Dino, sul quale si può dire di tutto, tranne che non sia una persona “intelligente”, preso dai fumi del potere, non ha esitato ad abbandonare la propria dignità personale facendo prevalere il proprio “IO”, calpestando quella altrui con illazioni, mistificazioni e volantini mistificatori, pur di raggiungere il proprio scopo e soddisfare il proprio “IO”. La crisi globale finanziaria, la crisi di Valori fondamentali, la distruzione dell’ambiente e i Fanatismi sotto tutti gli aspetti, sia Italiani, sia Europei che Mondiali, accentuano nell’essere umano il proprio “IO”, e fanno disperdere e tramontare il valore essenziale della dignità umana??
I RIFORMISTI
Sezione di Orta Nava

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