
Nel giugno 2006 l’amministrazione Moscarella-Tarantino chiude il capitolo “espropri” della nuova zona industriale in malo modo, vista l’espansione della zona e l’elevato costo del terreno (18,50€/mq). Nel 2007 la stessa amministrazione apre il capitolo “vendita suoli” della zona industriale ancora peggio, visto il costo elevato del suolo per mq (46€). Ad oggi risulta venduto il solo 25% dei suoli disponibili, alcuni dei quali venduti (o meglio dati in permuta) ad un prezzo accessibile pari a 18,50€/mq, giustificando il tutto con l’impegno assunto dagli acquirenti di realizzare a proprie spese le opere di urbanizzazione. Oggi, anno 2015, con la stipula del contratto tra il comune e l’impresa Dipergola per la realizzazione delle infrastrutture della nuova zona industriale, circa il 50% delle opere sarà realizzato grazie ai fondi comunitari. LA PROPOSTA NASCE SPONTANEA: come allora Moscarella-Tarantino giustificò la vendita di quei suoli ad un prezzo inferiore, perché non comportarsi oggi allo stesso modo, visto che le opere saranno realizzate in buona parte con i fondi comunitari? IL PREZZO DEI SUOLI VA NECESSARIAMENTE RIDOTTO! Ritengo sia l’occasione giusta per dare la possibilità alla collettività di “uscire dal pantano”, di rimettersi in gioco, di permettere a chi lo desidera di investire in quella zona. Propongo inoltre di restituire parte del prezzo del suolo a quelle imprese che, in passato, con tanti sacrifici hanno pagato troppo caro il suolo in quella zona. E’ preferibile dare fiato a chi nel recente passato ha avuto il coraggio di investire nella nuova zona industriale e non magari sperperare oggi denaro pubblico favorendo, per opere e lavori di scarsa utilità pubblica, gli amici degli amici.
Antonio Vece

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