
Venerdì scorso presso la Sala della Rimembranza del Palazzo Ex Gesuitico, è stata presentata la Stagione Teatrale Ortese che prenderà il via il prossimo 10 Marzo presso il Teatro Cicolella di Orta Nova. Cinque date che vedranno protagonisti sul palco del teatro ortese, grandi nomi del panorama teatrale nazionale. Si parte il 10 Marzo con lo spettacolo di Biagio Izzo “L’Amico del Cuore” con la regia di Vincenzo Salemme. Il secondo appuntamento invece avrà luogo il 22 Marzo con la “Compagnia del Musical Studio 7″ che metterà in scena una versione moderna della Cavalleria Rusticana. Il terzo appuntamento avrà luogo l’otto aprile con protagonista Gianfranco D’Angelo, che presenterà lo spettacolo “Il bello dell’Italia”, mentre Beppe Barra sarà ospite il 22 Aprile con “Sogno di una notte incantata”, la chiusura invece sarà affidata il 10 Maggio ai comici pugliesi Toti e Tata con “Il cotto e il crudo”. Il costo dei biglietti è di 25€ per spettacolo, con riduzioni per i più giovani, e con il prezzo dell’abbonamento fissato a 75€. Senz’altro una bella proposta che riporterà il Cicolella ai fasti di un tempo, ma a lasciare l’amaro in bocca ai cittadini ortesi sarà invece il contributo elargito dal Comune di Orta Nova, che come stabilito nella delibera numero 28 del 12 Febbraio, sarà di ben 25.000€. Una cifra importante, che stride però con gli irrisori contributi concessi dall’ente per eventi proposti dalle associazioni ortesi, ma ciò che fà ancora più male è l’estromissione delle compagnie teatrali ortesi. La città di Orta Nova infatti grazie alla Prof.ssa Margherita Pasquariello, e alla giovanissima compagnia “Gl’improvvisattori” oltre all’oratorio Anspi San Gerardo che il prossimo 31 Marzo presenterà la XVIII edizione della Passio Christi, riescono nonostante mille difficoltà, a proporre attività teatrali di buona fattura. Su Facebook l’assessore alla cultura Nicola Maffione e il consigliere Alfredo Ballatore hanno provato in qualche modo a motivare la scelta, promettendo l’impegno dell’amministrazione nel valorizzare queste realtà, ma l’esclusione delle stesse dal cartellone rappresenta senz’altro una occasione persa, e purtroppo una dimostrazione della poca attenzione dimostrata fin ora dagli amministratori nei confronti delle realtà culturali ortesi, oltre all’ennesima spesa elevata in un periodo di crisi.

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