
“Come può il Comune avere sottovalutato quello che è accaduto nel mese di agosto del 2011 in contrada Palata e l’atteggiamento della Società Agricola Verginuolo di Sabina Ruocco & C. s.a.s. che reclamava il legittimo ripristino dei terreni con l’obbligo di provvedere alle operazioni necessarie alla rimozione, all’avvio al recupero ed allo smaltimento dei rifiuti persistenti nell’area?”. Inizia con questa domanda la nota del sindaco di Orta Nova, il dott. Dino Tarantino.
L’ Antefatto
Nel mese di agosto del 2011 l’Associazione Noialtri denuncia le condizioni di vita disumane di persone di etnia rom e altri di nazionalità rumene in contrada Palata, dove hanno realizzato rifugi di fortuna, all’incirca dodici baracche, costruite con tufi e alcune sono coperte ricoperte di eternit. Mancano i servizi, e quindi persistono gravi problemi di igiene pubblica dovuti allo sversamento nel terreni agricoli circostanti di liquami di ogni genere. I proprietari dei terreni denunciano manomissioni agli impianti irrigui con conseguenti perdite delle coltivazioni. “Come consigliere comunale”, evidenzia il sindaco Tarantino, “Presentai il 21 ottobre dello stesso anno una interrogazione con risposta scritta al sindaco Iaia Calvio. Ma nel frattempo viene occupato un’altra struttura quella sulla strada provinciale per Carapelle.” Da parte del sindaco Calvio e dell’Amministrazione comunale nessuna azione di monitoraggio del territorio per stroncare il grave problema dei campi nomadi abusivi. Al silenzio della Calvio il Pdl scrive al Prefetto di Foggia denunciando le interrogazioni del consigliere Tarantino ed esponendo la reale situazione e la richiesta di convocazione di un Comitato ristretto per la sicurezza e l’ordine pubblico. Il 5 marzo del 2012 viene depositata presso il Comune una petizione per l’emissione di Ordinanza di sgombero del campo nomade in contrada Palata. Finalmente solo nel mese di marzo del 2013 il sindaco Iaia Calvio si accorge dell’esistenza dei campi abusivi sul territorio e convoca una riunione con la partecipazione del Prefetto e del Questore di Foggia, dell’Assessore regionale alla Protezione Civile e di tutte le associazioni di volontariato. Per l’occasione al consigliere Tarantino viene consegnata la convocazione il 3 aprile 2013, insomma a riunione avvenuta. Ma il dato positivo della convocazione è l’ammissione da parte del sindaco Calvio del rischio sanitario e la insostenibilità della situazione logistica. “Anzi il mio impegno per trovare una soluzione sul caso”, aggiunge il sindaco Tarantino, “ è stato occasione per la Calvio e la fedelissima Ladogana non persero occasione di darei del razzista alla mia persona e al Pdl”. Ma se pur la Calvio ora è a conoscenza piena del fenomeno tutto resta insabbiato, il consigliere Tarantino il 26 aprile del 2013 invia una nuova lettera al Prefetto di Foggia dove continua ad evidenziare l’insediamento illegale dei nomadi, la situazione di degrado igienico-sanitario, il pericolo per la sicurezza dei residenti e la denuncia del fenomeno della prostituzione in città, inoltre suggeriva di trasferire i nomadi in strutture già attive, gestite dalla Caritas diocesana, nel territorio di Cerignola e nell’Albergo diffuso a Borgo Tressanti.Questa ultima proposta mirava a monitorare i flussi migratori, a censire i nomadi che sostavano sul territorio, a controllare lo stato igienico sanitario e a garantire l’orine pubblico. L’11 giugno 2013 il consigliere Dino Tarantino in una istanza al Sindaco e al Segretario Generale sollecitava alla definizione del procedimento scaturito dalla petizione popolare per la chiusura del campo nomadi abusivi, diffidandoli. Non avendo argomentazione la sindaco Calvio e Monica Ladogana, iniziano una campagna denigratoria contro il consigliere Tarantino e l’intero gruppo del Pdl. Finalmente a fine luglio 2013 arriva l’ordine di sgombero del campo nomadi della contrada Palata, in un comunicato la Calvio puntualizza, con due anni di ritardo: “estrema precarietà ed insalubrità delle condizioni di vita di queste persone, evidentemente, tale da mettere a serio rischio la salute di chi vi abita, inanzitutto i bambini.” Quasi a volersi scusare con gli ortesi, in effetti per la Calvio il territorio di Orta Nova è talmente grande che ha bisogno di anni per conoscerlo per intero. Si spera in un pronto intervento, ed invece la “telenovelas” continua tanto da spingere il consigliere Tarantino ad una richiesta di convocazione del consiglio comunale sulla situazione igienico sanitario della contrada Palata, ma come recita un andante popolare: “Tanto tuonò che piovve”, e così il 17 aprile del 2013 il sindaco Iaia Calvio emette una seconda ordinanza di sgombero sia in contrada Palata che all’ “hotel Africa” di via Carapelle. Le attività di sgombero vengo coordinate dall’Amministrazione comunale e nel dispositivo si legge che “toccherà poi ai proprietari compiere tutte le attività per la bonificare e l’installazione di recinzioni utili ad impedire l’accesso e l’occupazione”. Con questa ordinanza il sindaco Calvio supera se stessa, se nella prima ordinanza le spese per la bonifica del suolo sono a carico del proprietario, nella seconda raddrizza il tiro imponendo la bonifica agli occupanti abusivi che avevano lasciato già da tempo quei luoghi. Nel frattempo il proprietario dei terreni della contrada Palata legittimamente fa ricorso al Tar avverso l’ordinanza del 5 agosto 2013. La Calvio corre ai ripari e nomina un avvocato per resistere in giudizio nel confronti del proprietario dei terreni, la scelta cade sull’avvocato Fabiano Amati, con un trascorso come assessore regionale e attuale consigliere a via Capruzzi a Bari. Insomma il lupo perde il pelo, ma non il vizio, perché scegliere in casa se l’erba del pd è la migliore? Ma il 27 di dicembre del 2013 sacrificando le festività natalizie la Giunta di Iaia Calvio sostituisce l’avvocato di Fasano con l’avv. Federico Rutigliano.
Il Fatto
Il 15 gennaio 2014 il TAR emanava l’ordinanza n. 28/2014 con la quale statuiva che: “Considerato che per l’espresso disposto dell’ex art. 192 del D.lgs n. 152 del 3/4/2006 il proprietario risponde, quanto meno a titolo di colpa, dell’abbandono dei rifiuti. Ritenuto che nella fattispecie non si ravvisa tale responsabilità e che pertanto, debba provvedervi il Comune ai sensi e per gli effetti dell’ultimo periodo del terzo comma della cita norma”. Per onor di cronaca l’ordinanza del Tar n. 28/2014 è stata notificata, a mezzo posta, al Comune il 7 febbraio 2014. Trascorsi più di dieci mesi nel mese di gennaio scorso il Comune di Orta Nova è ancora inadempiente rispetto all’ordine imposto dal giudice e nel frattempo la situazione dei luoghi, da un punto di vista igienico-sanitario ed ambientale si è ulteriormente aggravata poiché, come appare evidente anche ai profani, la persistenza, nel più completo abbandono, dei rifiuti sui luoghi ha incentivato gravi problematiche. “L’omissioni di tali obblighi imposti dal giudice, sicuramente comporteranno ulteriori spese”, sottolinea il sindaco Dino Tarantino, “che sarebbero state evitare qualora la giunta guidata dall’avv. Iaia Calvio avesse tempestivamente adempiuto alla rimozione dei rifiuti e alla bonifica dei luoghi. Ma la cosa più grave è se si accertasse la responsabilità penale per la mancata esecuzione dell’ordine del giudice, dipesa da una cosciente scelta dei responsabili istituzionali dell’epoca. Intanto incombe l’atto stragiudiziale di diffida e messa in mora per il comune di Orta Nova Qualcuno si chiederà chi pagherà tutto questo? Sicuramente le tasche dei cittadini ortesi, anche perché il caso Palata resta il cammeo della Giunta Calvio alla città di Orta Nova.” Per l’assessore Antonio Attino l’atteggiamento della Calvio, nel temporeggiare ha determinato l’aggravarsi della “discarica a cielo aperto” nella contrada Palata. “All’azione di sgombero doveva necessariamente seguire una oculata opera di bonifica del territorio”, evidenzia Attino “Ed invece nulla è stato fatto, anzi il silenzio della giunta Calvio ha dato l’opportunità ad alcuni cittadini di riversare rifiuti su rifiuti, aggravando la situazione igienico-sanitario ed ambientale. Ora bisogna ottemperare alla decisione del giudice, quindi risarcire la proprietaria del terreno nel termini di legge, con il rischio che non monetizzando la signora Sabina Ruocco possa subentrare un Commissario ad Acta. Questi postumi della Giunta Calvio è la riprova dello scarso amore che ha espresso nei confronti della città di Orta Nova e degli ortesi.”
Comunicato stampa

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